I vissuti emotivi della vittima durante e dopo l’abuso sessuale infantile

Daniela Labattaglia

L’abuso sessuale destabilizza il funzionamento cognitivo ed emotivo di chi lo subisce poiché le azioni dell’adulto determinano una compromissione psichica in cui si instaura una confusione tra tenerezza e sessualità perversa. All’interno di questo stato di confusione, generato dal bisogno innato di amore, sicurezza e conforto, si innesta nella vittima l’ingenuità di lasciarsi coinvolgere in tali atti senza comprenderne il senso e il significato. Comincia a pensare che le molestie di cui è oggetto siano soltanto dei gesti d’amore e che non ci sia nulla di male; ha trovato ciò di cui ha bisogno nella persona che gli sta rivolgendo attenzioni: il suo abusante.

Questa ricerca di amore e l’illusione di averlo trovato diventa la sua condanna, in quanto non possiede strumenti cognitivi ed emotivi adatti a fronteggiare la situazione. Quella che sta subendo, è un’esperienza intrisa di paura, ansia, violenza che non avrebbe dovuto scoprire e tantomeno subire; è un’esperienza che ha derubato la sua innocenza costringendola a diventare grande senza volerlo.

La vittima di abusi sessuali si sente contaminata, sporca, umiliata; sente l’ambiguità delle attenzioni sessuali dell’adulto e prova vergogna per essere stata oggetto di desideri sessuali che non è riuscita ad evitare o a fermare. L’essere stata vittima di una prevaricazione psicologica e fisica conduce all’interiorizzazione di un Sé debole, ad una sensazione di svalutazione che avvia la vittima ad un processo di disistima, ad una percezione di fallimento e ad un’attribuzione di responsabilità verso se stessa: artefice e poi complice di un gioco per grandi a cui non doveva avvicinarsi e partecipare.

L’attribuzione di colpa a se stessa viene alimentata dalle azioni e verbalizzazioni del suo abusante (“sei stata tu ad istigarmi”, “pensavo ti piacesse”) che fanno precipitare la vittima in un ulteriore stato di impotenza, poiché l’abuso non solo è stato causato, ma è stato anche permesso e non fermato. Inoltre, l’attribuzione a se stessa di essere stata causa dell’abuso serve alla vittima anche per trovare un senso a ciò che è successo e per accettare in qualche modo la realtà di quello che le è stato fatto. Difatti, la domanda che permane per tutta l’esistenza di chi ha subito degli abusi sessuali è “perché proprio io?”, una domanda che non riesce a trovare risposta quando si è invischiati in una relazione marchiata da perversione.

Per avere una temporanea risposta, la vittima rafforza l’attribuzione di colpa a se stessa e la percezione di essere cattiva, indegna e, di conseguenza, meritevole di tale trattamento. Ma, nonostante l’illusoria soluzione, questa sarà una delle domande che accompagnerà la sua intera esistenza e a cui cercherà di trovare una risposta per tutta la vita.

L’abuso sessuale, dunque, è un fenomeno complesso che non tende a risolversi spontaneamente se non vengono attivate adeguate misure di cura e protezione. Il dolore silente e non elaborato, legato all’esperienza dell’abuso sessuale, tenderà a cronicizzarsi e a trovare sfogo in manifestazioni fisiche e comportamentali patologiche sia nell’immediato che in età adulta. Pertanto, per evitare che la ferita dell’abuso sessuale resti “sanguinante” all’interno della vita psichica della vittima, è necessario un intervento sinergico e concreto tra le varie figure professionali specializzate nel settore.

Risulta fondamentale, laddove sia possibile, individuare tempestivamente la presenza di un presunto abuso sessuale tramite la raccolta di evidenze oggettive, da cui si avvierà un intervento di tutela della vittima e un procedimento penale nei confronti del presunto colpevole. Inoltre, è di fondamentale importanza accogliere la rivelazione della vittima facendo da contenitore ai suoi racconti e a quel groviglio di sentimenti che l’esperienza dell’abuso ha portato con sé.

Aiutare una vittima di abuso sessuale significa aiutarla ad elaborare i vissuti di impotenza e le distorsioni cognitive ed emotive sia personali che relazionali e a ridimensionare i meccanismi di difesa disfunzionali (messi in atto come illusione di autoprotezione) per evitare che si adagino su forme di adattamento patologico. Aiutare una vittima di abusi sessuali significa aiutarla a liberarsi da quell’ingombro doloroso e pericoloso che le grava sul cuore.

LABATTAGLIA D., I vissuti emotivi della vittima durante e dopo l’abuso sessuale. Rivista di Psicopatologia Forense, Medicina Legale, Criminologia, Università Sapienza, Roma, January-April 2018, page 5.

http://pagepress.org/socialsciences/index.php/psico/article/download/19/12/

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