Bambini abusati: cosa succede nel loro cuore?

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11 anni lei, 60 lui. Lui è un impiegato dei servizi sociali che ha la bambina in custodia. Ci può essere “relazione amorosa” tra una undicenne e un sessantenne? L’ho chiesto alla dottoressa Maria Squillace, psicoterapeuta che da vent’anni si occupa di abusi su minori proprio in Calabria, dove la Corte di Cassazione di Catanzaro ha emesso la discussa sentenza, qui, in merito ad una condanna per pedofilia. Certamente non si può parlare di relazione amorosa.

In uno stato mentale confuso come è quello della vittima può essere scambiato per amore quella che è una dipendenza affettiva. Sono molteplici e contrastanti i sentimenti che la vittima può sviluppare nei confronti dell’abusante, come dipendenza, rifiuto, rabbia, odio, terrore, senso di colpa. Una relazione continuativa con il proprio abusante vede gravemente compromesso lo sviluppo psicosessuale di una bambina.

Come seduce il pedofilo?

Potremmo dire come un ragno che tesse una tela. Il pedofilo irretisce la vittima con giochi di seduzione che hanno inizio con accarezzamenti apparentemente innocui fino ad arrivare lentamente ai giochi sessualizzati, procurando inizialmente eccitazione nella vittima e invischiandola dunque in una sorta di complicità patologica che la sottomette in modo subdolo. Quando nella fase successiva il pedofilo passa alla violenza fisica, il bambino prova dolore, prova un senso di morte, si sente in colpa, si sente sporco e prova una vergogna che lo porta a segretare l’esperienza di abuso per paura di non essere creduto o peggio ancora di essere giudicato come il suo abusante.

Ci sono elementi per riconoscere un pedofilo?

Spesso il pedofilo agisce in modo subdolo, in tempi lunghi, affiancandosi agli adulti di riferimento del bambino per poterlo avvicinare successivamente. Si può dire che le prime vittime del pedofilo sono i genitori del bambino, circuiti da attenzioni e gentilezze che lo fanno diventare uno di famiglia. Il conseguente rapporto di fiducia tra adulti rende difficile l’individuazione del pericolo. Non è raro che il pedofilo scelga professioni e attività che lo avvicinano al mondo dell’infanzia o che si avvicini a donne con figli piccoli o nipoti piccoli con lo scopo di trovare spazio in quel nucleo familiare. La legge 172/2012 (conseguente alla Convenzione di Lanzarote del 2010) prevede un innalzamento della pena se la vittima ha meno di quattordici anni, e parla di condanne fino a nove e fino a quindici anni a seconda della gravità dei danni subiti.

Come quantificare il danno? 

Si parla veramente poco dei danni che rimangono indelebili nelle vite delle vittime, come una enorme piaga dolente che non si cicatrizza mai. Sono vite che vanno in frantumi, ed ad ogni frammento corrisponde un sintomo post traumatico perché solo discinto in tanti piccoli pezzi il dolore può essere sopportato. Il quadro sintomatico è ampio, disturbi significativi del sonno, disturbi psicosomatici che coinvolgono in primis il tratto gastro-enterico, gravi disordini della sfera alimentare come anoressia e bulimia, crisi acute di ansia associate a veri e propri attacchi di panico, scarsa capacità di attenzione, di apprendimento e inadeguatezza a concentrarsi anche su attività apparentemente semplici. Spesso assistiamo ad un crollo improvviso e significativo del rendimento scolastico, a improvvisi mutamenti del comportamento sostenuti da aggressività, ad atteggiamenti ribelli e provocatori con atti di bullismo manifesto verso i coetanei.

Il percepirsi come individui danneggiati e quindi “di scarto”, può far insorgere comportamenti seduttivi nei confronti delle figure adulte come modalità difensiva e di protezione del sé. Tra gli esiti patologici più gravi vi è la sessualizzazione traumatizzata, ovvero il reiterare precoci conoscenze di comportamenti sessuali adulti e giochi a sfondo sessuale come risposta patologica acquisita nel proprio sviluppo psicosessuale traumatizzato.

La sentenza della Corte mi trova addolorata perché tra quelle righe la sola ipotesi di attenuanti sembra ignorare la gravità del danno inflitto alla bambina. Si tutelano più le carte che i bambini.

http://27esimaora.corriere.it/articolo/bambini-abusaticosa-succede-nel-loro-cuore/