Leader Chiesa Inghilterra: ‘Insabbiati abusi su bimbi’

Il primate della chiesa d’Inghilterra, Justin Welby, ha ammesso che sono stati insabbiati gli abusi sessuali su bambini e ragazzi commessi in passato da un vescovo. La rivelazione ‘shock’ dell’arcivescovo di Canterbury arriva con la pubblicazione di ‘Abuse of Faith’, un rapporto indipendente sul caso di Peter Ball, ex vescovo di Lewes condannato a 32 mesi carcere nel 2015 per aver compiuto una serie di molestie.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/06/22/leader-chiesa-inghilterra-insabbiati-abusi-su-bimbi_b09f3810-3d07-4d18-a530-1f4ad51e7b75.html

In Tribunale torna il processo a don Marino, ieri Giada ha compiuto 22 anni

Si torna in aula, oggi, al tribunale di Larino, per la terz’ultima udienza del pomeriggio a don Marino Genova (prossime tappe il 19 luglio e quindi la sentenza attesa al 3 ottobre).
Il sacerdote è accusato di atti sessuali con minorenne (articolo del codice penale 609 quater) nei confronti di Giada Vitale, per il periodo della loro frequentazione in cui la ragazza originaria di Portocannone aveva meno di 14 anni. Dinanzi al collegio presieduto dal giudice Michele Russo l’ultima volta sono sfilati ben otto testimoni (alcuni dei quali presenti anche nella lista della difesa), tutti chiamati a deporre dalla Procura frentana, rappresentata dal Pm Ilaria Toncini. Ma oggi, insieme ad altri sacerdoti, è attesa la deposizione del vescovo della diocesi di Termoli-Larino, monsignor Gianfranco De Luca. L’imputato è difeso dall’avvocato Ciro Intino, mentre per la parte civile Giuseppe D’Urbano, che nel novembre scorso ha sostituito Arturo Messere nel perorare la causa della parte lesa. Ieri Giada ha compiuto gli anni, 22, ma al di là di quanto emergerà da questo processo, ha già presentato una istanza in Procura chiedendo la riapertura delle indagini, adducendo nuovi elementi.

http://www.lagazzettadelmolise.org/single-post/2017/06/21/In-Tribunale-torna-il-processo-a-don-Marino-ieri-Giada-ha-compiuto-22-anni

Rozzano – IL VESCOVO Mario DELPINI SAPEVA DAL 2011: IL PARROCO DI DON MAURO GALLI AVEVA DENUNCIATO IN DIOCESI FIN DA SUBITO

La Diocesi sostiene in un comunicato ufficiale di aver gestito  il caso con scrupolo e coscienza.

Ma il parroco DON CARLO MANTEGAZZA, della parrocchia di S. Ambrogio di Rozzano, luogo in cui sarebbero avvenuti i fatti, ha dichiarato in Questura di essere venuto a conoscenza dei fatti il giorno 21 dicembre 2011 (ovvero il giorno dopo!) e di aver informato immediatamente i suoi diretti superiori: il Vicario Episcopale di zona Mons. MARIO DELPINI (ora Vicario Generale e TRA I PROBABILI SUCCESSORI DEL CARDINALE ANGELO SCOLA), nonché il responsabile della formazione permanente del Clero che seguiva i sacerdoti appena ordinati, Mons. PIERANTONIO TREMOLADA (nominato successivamente Vescovo). Stiamo parlando dunque dei giorni precedenti il giorno di Natale 2011.

Don Carlo, dopo aver parlato con entrambi più volte, dichiara che è stato da loro deciso il trasferimento di Don Mauro ad altro incarico, perfezionatosi di fatto nel gennaio 2012, epoca in cui è stato allontanato da Rozzano.

Dunque la comunicazione in Diocesi è arrivata ben prima della querela del 2014. E quali provvedimenti sono stati presi?

Non è stata avviata nessuna indagine canonica (indagine previa, come prevista dal Diritto Canonico), e DON MAURO GALLI è stato spostato in un’altra parrocchia: nel marzo 2012 viene nominato Vicario Parrocchiale della Parrocchia di S. Pietro in Legnano e Incaricato della Pastorale Giovanile delle Parrocchie di S. Teresa del Bambino Gesù, dei Santi Magi in Legnano e di SS. Redentore in Legnanello: AD OCCUPARSI ANCORA DI MINORI!

Lo spostamento di don Mauro Galli a Legnano è avvenuto ufficialmente il 1 marzo 2012: MA LA NOTIZIA DEL PRESUNTO ABUSO ERA GIA’ ARRIVATA IN DIOCESI: ben due Vescovi, proprio Mons. Mario Delpini e Mons. Pierantonio Tremolada lo avevano saputo direttamente del parroco Don Carlo Mantegazza nel dicembre 2011.

Quale scrupolo e quale coscienza?

Per lui concepirono un provvedimento di blando “trasferimento a gestire gli oratori estivi di Legnano”, nonostante la comunicazione del Parroco!

In questi giorni il Papa nominerà il successore del Cardinale di Milano Angelo Scola: sarà mai possibile la nomina del Vescovo Delpini?! E’ così che gli alti vertici della Chiesa intendono estirpare la piaga della pedofilia come più volte annunciato da Papa Francesco?!

I fatti che risalirebbero al 2011 sarebbero avvenuti nell’abitazione del sacerdote dove il giovane si trovava per trascorrere la notte in vista delle attività di preghiera previste per il giorno successivo e sarebbe proprio in quella occasione che don Mauro Galli avrebbe approfittato del giovane.

I fatti raccontano di un giovane sacerdote che, forse in una fase di preoccupante vacillanza, si sarebbe avvicinato con troppa tenerezza ad un adolescente, giungendo ad atteggiamenti equivoci e poco consoni, quali dormire insieme in un letto matrimoniale abbracciando il ragazzo “da dietro” negli alloggi di proprietà ecclesiale, adiacenti alla chiesa di Sant’Ambrogio a Rozzano, dove prima egli aveva sede.

Attendiamo la prossima udienza fissata per il giorno 21 settembre e continuiamo a seguire il caso che dunque vede coinvolta la Diocesi di Milano.

L’Ufficio di Presidenza

Al DIG Festival la docu-inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa

Behind The Altar – Dietro l’Altare, rivelazioni ed evidenze che hanno scosso la comunità cattolica e non solo.

Nei suoi primi quattro anni di pontificato Francesco I ha fatto molto poco per punire preti pedofili e vescovi che ne hanno coperto gli abusi. Il regista messicano Jesus Garcel Lambert racconta attraverso l’investigazione dello storico inglese John Dickie i motivi di un problema che ha il suo cuore nella Chiesa. Da Behind The Altar – Dietro l’Altare arrivano rivelazioni ed evidenze che hanno scosso la comunità cattolica e non solo. Una produzione GA&A Productions, in co-produzione con ZDF/Arte, EO, Witfilm, e in associazione con EFFE TV – media hub del Gruppo Feltrinelli e altri nove broadcasters internazionali, il documentario verrà presentato in anteprima mondiale giovedì 23 giugno in occasione del DIG Festival di Riccione: introduce l’anteprima un incontro di approfondimento moderato da Marco Nassivera di ARTE, che vede protagonisti John Dickie e il giornalista Emiliano Fittipaldi, scelto da Feltrinelli con la produzione per introdurre la versione italiana del documentario e voce autorevole delle tematiche affrontate in questo lavoro d’inchiesta.

Il DIG Festival, giunto alla sua terza edizione, si apre quest’anno con un’anteprima esclusiva, segno dell’impegno dell’associazione nel sostenere e promuovere brillanti lavori d’inchiesta e giornalismo di qualità. Da venerdì 23 a domenica 25 giugno nel centralissimo piazzale Ceccarini di Riccione, quartier generale dell’evento, tre giorni di incontri con i migliori reporter del mondo, talk, proiezioni in prima assoluta, spettacoli, incontri di formazione per professionisti e freelance, che si chiuderanno con l’assegnazione dei prestigiosi DIG Awards, riservati alle migliori inchieste e reportage televisivi dell’anno. La cerimonia di premiazione è in programma per sabato 24 giugno alle ore 21.30, sempre in piazzale Ceccarini.

Quest’anno DIG Festival propone un programma particolarmente ricco di appuntamenti, completo di workshop, accreditati ai fini della formazione continua dall’Ordine dei Giornalisti. Cybersecurity, censura, democrazia e diritti umani. DIG continua a scavare e a lavorare sui temi più caldi dell’attualità: dai vizi del sistema economico finanziario ai debiti delle banche, dall’impatto delle tecnologie digitali sulla privacy all’analisi dei fenomeni migratori tramite data journalism, fino ai black file della Repubblica italiana. Tra le novità, i laboratori per bambini (radiofonici e di carta stampata) e una Hacking Room completamente ridisegnata, dove imparare tutti i trucchi per difendersi dalle più invasive forme di controllo digitale.

http://www.riminitoday.it/cronaca/al-dig-festival-la-docu-inchiesta-sulla-pedofilia-nella-chiesa.html

Recensione del libro di Federico Tulli “Chiesa e pedofilia: il caso italiano”

La pedofilia nella Chiesa è opera del diavolo – dice Bergoglio – è una malattia diabolica… dobbiamo esserne convinti per curarla. I pedofili vanno capiti e perdonati”. E invoca la misericordia per loro, i pedofili.

Ma davanti al dato statistico che la pratica della pedofilia clericale è diffusa in tutto il mondo ed ha proporzioni spaventose, l’opinione pubblica è ormai profondamente indignata e non condivide queste affermazioni assolutorie, al contrario, le ritiene i soliti inflazionati escamotage per continuare a coprire i pedofili e aiutarli a sottrarsi alla giustizia. La chiesa cattolica si ritrova dunque come non mai, sotto il fuoco incrociato delle vittime che non sono più disposte a subire in silenzio, della stampa che sbatte i pedofili in prima pagina, dei tribunali che li processano, degli specialisti che smentiscono il presunto disturbo mentale, e perfino di una parte della stessa chiesa cattolica che, tramite i suoi studiosi/teologi/filosofi, prende le distanze dalla morbida e generica definizione di “atti impuri” riferita al gravissimo reato della pedofilia, e inchioda il Vaticano alle sue responsabilità.

La pedofilia – scrive Federico Tulli, giornalista e autore di “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” – non è un vizio, la pedofilia non è un atto di lussuria, la pedofilia non è un peccato e tanto meno un delitto contro la morale o un’offesa alla castità come dice il Catechismo. La pedofilia è un crimine violentissimo contro persone inermi”.

Ecco un libro che non dovrebbe mancare nella libreria di ogni persona perbene, sia cattolica che atea o di qualunque altra fede religiosa purché abbia una coscienza che reclami giustizia e rettitudine, i due requisiti che stanno alla base di ogni consesso umano degno di tale aggettivo.

Parliamo dell’ultima fatica letteraria di Federico Tulli, giornalista e saggista, “Chiesa e pedofilia: il caso italiano” un testo sconvolgente che scuote la mente e il cuore anche dei più cinici e di tutti coloro, credenti o non credenti, che s’illudono sulla disponibilità della Chiesa cattolica a cambiare uno status quo di millenaria potenza. Una potenza spaventosa che le ha permesso e continua a permetterle di perpetrare i più orrendi crimini nella più assoluta impunità, fatto inaudito e unico in tutta la storia occidentale. E senza dubbio il delitto più atroce, inaudito, imperdonabile è quello compiuto sui bambini, creature indifese che la natura e la cultura hanno affidato alla protezione degli adulti e che molti, troppi, di essi adulti tradiscono nei modi più spietati.

Il libro analizza il fenomeno dell’abuso sessuale sui minori a partire dalle origini, cioè dal mondo greco e latino dove era molto diffuso e ampiamente tollerato, anzi ritenuto una componente di rilievo nella relazione tra il maestro e l’alunno.

Nell’età imperiale romana – scrive Tulli – la prima età della vita era una terra desolata soggetta ad angherie e violenze d’ogni genere“. Questo disprezzo verso l’innocenza dell’età infantile verrà in parte mitigato dal cristianesimo (lo si evince dal celebre monito di Gesù Cristo che suggerisce ai pedofili di legarsi una pietra al collo e gettarsi in mare, lui sì che è per la tolleranza zero) ma di fatto sarà rafforzato dall’ipocrisia e dalla perversione del clero cattolico. Oggi, grazie all’evoluzione della sensibilità morale, scientifica e giuridica della società, la pedofilia e la pederastia sono considerate per quello che sono: reati abominevoli. Anche se continuano a dilagare soprattutto negli ambienti religiosi e proprio da coloro i quali si ergono a detentori e maestri di etica.

L’autore analizza dunque il turpe fenomeno da ogni possibile punto di vista nel tempo e nello spazio, sociale, psicologico, politico, giuridico, portandoci fin dentro l’abisso della fenomenologia del sacro il cui impatto irrazionale contribuisce a determinare un’inflazione psichica nel prete. Un prete che, investito dalla super potenza dell’impunità, si sente autorizzato a varcare finanche i limiti dell’umano e collocarsi al di là del bene e del male!

Sul filo di quest’ottica, infatti, Tulli ci mostra la pretesa – squisitamente clericale – di una normalizzazione del comportamento pedofilo al fine di rivelarlo e stigmatizzarlo sostenendo che solo una piena consapevolezza e una efficace reazione dell’opinione pubblica può mettere fine a questa infinita sconvolgente strage di innocenti, a questa interminabile sequela d’infanticidi esistenziali ad opera di un impressionante numero di maschi bene al riparo dell’abito talare!

Assistiamo così all’emergere dei pedofili, come topi di fogna, nelle chiese di mezzo mondo, dagli Stati Uniti all’Irlanda, dal Belgio all’America del sud, dalla Francia alla Germania e ovviamente e soprattutto in Italia.

Nella cattolicissima Irlanda– leggiamo esterrefatti – tra il 1995 e il 2011, nonostante le resistenze e le pressioni locali e della Santa Sede, diversi magistrati sono riusciti a indagare e a dimostrare abusi compiuti da oltre mille religiosi su almeno 30.000 bambini ed adolescenti, sgominando un radicato sistema di potere, laico e clericale, che per oltre cinquant’anni era riuscito a coprire le violenze e a garantire l’impunità ai responsabili“. E il primo ministro irlandese Enda Kenny ha denunciato di fronte al suo parlamento le pressioni del Vaticano per insabbiare, occultare e minimizzare le responsabilità del clero su questa serie di delitti e abusi sui minori.

Ebbene, come mai la stessa cosa non avviene in Italia? Perché – spiega l’autore – stante la secolare sudditanza della nostra classe politica al Vaticano, ad un presidente del consiglio italiano una cosa del genere è praticamente impossibile.

Nel 2002, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II (il famoso santo subito) la Chiesa cattolica fu investita da un uragano di scandali pedofili accaduti negli Stati Uniti, in special modo nella arcidiocesi di Boston gestita dal cardinale Bernard Law. Attraverso un’inchiesta a dir poco sensazionale, il “The Boston Globe” fece emergere i numerosi abusi di padre John Geoghan su centinaia di minori con 86 procedimenti giudiziari avviati dalle vittime contro di lui che si conclusero con un risarcimento di dieci milioni di dollari. Altre vittime si fecero avanti presso altre diocesi rivendicando anch’esse un legittimo risarcimento che giunse così a complessivi due miliardi di dollari in dieci anni, portando la Chiesa Cattolica americana sull’orlo della, meritatissima, bancarotta.  Si era appena agli inizi, migliaia di altri casi infatti esplosero nel resto del mondo e le vittime, decise ad andare fino in fondo, diedero uno scossone epocale all’immagine immacolata della Chiesa Cattolica.

A questo punto l’autore passa in rassegna gli innumerevoli scandali accaduti nelle parrocchie italiane dall’inizio dell’unità d’Italia fino al raccapricciante caso dell’istituto Provolo (in Argentina) dove fu scoperta una stanza dedicata alla pedofilia sadica. Lì decine e decine di bambini sordi furono stuprati senza pietà da 27 tra sacerdoti e laici che davano la stura ad abusi sessuali, torture e sevizie che in alcuni casi si concludevano con la morte delle vittime…   messe così a tacere per sempre.

Attraverso un’eccellente, pedissequa e inattaccabile documentazione, Federico Tulli mette sotto gli occhi sgomenti dei lettori, una mole di abusi sui minori senza precedenti, consumati da emeriti aguzzini con la complicità e la protezione dei diretti superiori, vescovi, arcivescovi e cardinali, preoccupati soltanto di mantenere il segreto su tale mastodontica infamia affinché non danneggi l’immagine della Chiesa e non comporti immani esborsi di denaro.

Nessun senso di colpa, nessuna comprensione, nessuna pietà, emerge invece per le vittime. Al contrario, qua e là perfino si insinua che sono piccoli ma scafati seduttori e complici dei loro abusanti!

E c’è dell’altro: nel pozzo nero di questa politica di copertura, di reticenze e di granitica omertà, l’autore rivela collegamenti delinquenziali tra molteplici scandali finanziari: “rapporti con le cosche mafiose e sanguinarie dittature, pedofilia nel clero (…) giochi di potere tra persone disposte a tutto, la pedofilia e il denaro“.

E in che cosa consiste la “punizione”? Consiste nel trasferimento del prete da una parrocchia all’altra dove ovviamente continuerà a compiere i suoi crimini come se niente fosse, e sempre impunemente. Per la cronaca, aggiungiamo una chicca: il citato arcivescovo di Boston, Bernard Law costretto alle dimissioni dalle proteste di migliaia di fedeli per aver protetto padre Geoghan, viene richiamato a Roma da papa Giovanni Paolo II che lo nomina arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore, praticamente gli conferisce un premio!

Sempre Giovanni Paolo II è citato spesso da Tulli non certo per motivi di santità bensì per la sua annosa amicizia con padre Marcial Maciel Degollado il sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, un autentico e incallito malfattore responsabile di uno spropositato numero di crimini. In un libro che difficilmente vedremo in Italia, i cui diritti appartengono alla Grijalbo- Random House Mondadori, sono raccolti i documenti segreti e inediti da cui emerge la consapevole complicità delle gerarchie vaticane a cominciare da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI proprio con Degollado, un vero e proprio campione di perversioni plurime: pedofilo, consumatore di droghe, stupratore seriale e padre di numerosi figli uno dei quali lo accusò di averlo violentato!

Per ben sessant’anni costui perpetrò i suoi crimini godendo della protezione e della stima della Santa Sede fino al 2006, quando, essendo ormai la mole degli scandali di pubblico dominio, papa Benedetto XVI si vide costretto a destituirlo.

Alla domanda spontanea su come mai tutte queste atrocità possono essere compiute nella più indecente impunità, l’autore fornisce l’unica e sola logica spiegazione che si rifà alla struttura della Chiesa Cattolica : “Un’istituzione patriarcale – dice – un compatto e capillare sistema di potere fondato sull’omertà e sulla reticenza di tutti i suoi componenti. Un sistema talmente radicato che nemmeno dopo un secondo scandalo altrettanto esteso (nel 2009- 2010 in Europa e, come abbiamo visto, con oltre 30.000 vittime nella sola Irlanda) i vertici della Santa Sede hanno cominciato a prendere in considerazione l’idea di modificare le norme  e quei rapporti all’interno della Curia con l’esterno, che hanno permesso al sistema stesso di garantire la conservazione di un potere antidemocratico bi-millenario e da sempre contrario al rispetto dei più elementari diritti umani”.

In sintesi l’abuso non è un difetto nel sistema, l’abuso era ed è IL SISTEMA della Chiesa Cattolica e questo libro da incubo ce lo mostra in tutta la sua ripugnante realtà!

 di Angela adamo e Raffaella Mauceri

http://www.ilcorrieredelledonne.com/home/index.php/news/462-recensione-del-libro-di-federico-tulli-chiesa-e-pedofilia-il-caso-italiano

Un sondaggio sulla pedofilia boccia Bergoglio

Stando ai servizi della tv italiana, si direbbe che Bergoglio goda di una popolarità a dir poco straordinaria: semplice, alla mano, bonaccione, pronto a farsi delle belle e sonore risate, appare proprio come un nonnino universale, un vicino di pianerottolo, un buon parroco di campagna, se non addirittura un rivoluzionario dei costumi vaticani senza precedenti storici. L’apparenza inganna, mai proverbio fu più vero e potremmo constatarlo tutti se soltanto la stampa facesse parlare anche i suoi detrattori. Lo prova un sondaggio realizzato dalla Rete L’Abuso fondata e diretta da Francesco Zanardi e incentrato proprio sulla sua persona: Giorgio Bergoglio alias papa Francesco. Un sondaggio coraggioso e rivelatore che si compone di appena cinque domande con l’obiettivo di capire qual è la percezione dello stato delle cose da parte dell’opinione pubblica e proporre possibili soluzioni già attuate con ottimi risultati in altri paesi. La partecipazione è stata davvero notevole, basti pensare che un sondaggio simile era stato proposto nel 2014 da “Il fatto quotidiano” che, sulla base già buona di un campione di circa 1600 votanti, ebbe un risultato coerente con quello ottenuto adesso dalla Rete L’Abuso su un campione di ben 4.010 votanti, raccolti sui vari social in soli 31 giorni.
Prima domanda: “Pensi che le misure adottate da Papa Francesco per contrastare la pedofilia nella Chiesa siano sufficienti?”. Il 15,1% ha risposto si mentre l’84,9% le ritiene insufficienti e questo nonostante la “tolleranza zero” tanto annunciata dalla Santa Sede e oggi assolutamente delusa.
Seconda domanda: “La Conferenza episcopale italiana ha deciso di non denunciare i preti pedofili “per tutelare la privacy delle vittime”. Sei d’accordo?” il 15,04% ha risposto di sì mentre il 84,96% ha risposto che non è per niente d’accordo.
Terza domanda: “In molti Paesi europei le inchieste governative hanno accertato decine di migliaia di casi di violenza sui minori, inchiodando la Chiesa alle proprie responsabilità. Pensi che anche in Italia sarebbe utile una Commissione parlamentare d’inchiesta per fare piena luce sul fenomeno criminale della pedofilia nel clero?”. L’85,75% ritiene che sia utile e solo il 14,25% non la ritiene utile.
Il nostro paese infatti non ha mai quantificato l’entità del fenomeno sul territorio e non ha mai prodotto un dato pubblico ufficiale.
Quarta domanda: “Sai che dal 1985 un articolo di modifica del Concordato impone ai magistrati italiani di informare il vescovo riguardo i “procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici” appartenenti alla sua diocesi? Considerando che, di contro, mai nessun vescovo italiano ha denunciato un caso di violenza su minori, ritieni che il suddetto comma vada eliminato?”.  L’82,21% ha risposto sì mentre il 17,79% ritiene che questo articolo debba restare immutato. A tal proposito va ricordato che anche l’ONU nel 2014 chiese al governo italiano di rivedere alcuni articoli del Concordato tra Italia e Santa Sede tra i quali quelli che sollevano i vescovi dall’obbligo della denuncia. Ma il Governo italiano si è guardato bene dal farlo.
Quinta domanda: “Molto spesso chi subisce una violenza da bambino trova la forza di denunciare dopo decenni, quando ormai il reato è prescritto. In Svizzera, il governo ha sospeso per sei mesi la prescrizione dando la possibilità a numerose vittime di denunciare le violenze subite. Pensi che sarebbe utile anche in Italia?”. L’87,95% ha risposto di sì e solo l’12,05% no.
In questi ultimi 15 anni, da quando emersero i primi casi negli Stati Uniti, al di là dei sermoni puntualmente riportati dai media, il Vaticano non ha ancora reso alle vittime nemmeno un risarcimento umano. Tocca dunque allo stato italiano il dovere di tutelare i propri cittadini anziché continuare a rendersi complice di crimini efferati come ha fatto fino ad oggi, rendendo sacrificabile la vita di tanti bambini e adolescenti.
“La Santa Sede – scrive infatti l’avvocato Carlos Lombardi, Procuratore della Rete dei sopravvissuti all’abuso sessuale ecclesiastico – non solo mantiene la rete di pedofilia istituzionalizzata e continua con la sua prolissa pratica di violare il diritto internazionale dei diritti umani, non solo non garantisce i diritti delle vittime, ma nega di informare le autorità statali e gli organismi internazionali dello stato dei suoi procedimenti interni”.
 “Si chiamano tribunali – spiega Francesco Zanardi – proprio come quelli civili, al loro interno si svolgono dei processi, proprio come nei tribunali civili, ma quello che non vi hanno detto, forse per leggerezza o forse solamente per incompetenza, è che al di la dell’analogia del nome hanno ben poco a che fare con i tribunali civili che tutti conosciamo.
Grazie ad alcuni dei nostri assistiti siamo riusciti ad avere prova di cosa accade durante quelli che la chiesa chiama processi canonici: la vittima è costretta a presentarsi senza il proprio difensore di fiducia, ma paradossalmente, con il consenso della vittima può assistere l’avvocato dell’imputato. Esattamente come è accaduto ai due giornalisti, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi.
Durante questi processi, quando è presente la vittima, non lo è l’imputato e viceversa. Entrambi vengono sottoposti separatamente ad un interrogatorio dove vengono acquisite le varie informazioni che riguardano lo specifico caso. La vittima non può portare testimoni a suo favore, può certamente citarli, ma sarà discrezione del tribunale sentirli. Alla vittima non viene rilasciato inoltre nessun verbale e nessun documento nel quale emerga ciò che è stato verbalizzato durante la deposizione”.
Raffaella Mauceri
http://www.ilcorrieredelledonne.com/home/index.php/news/463-un-sondaggio-sulla-pedofilia-boccia-bergoglio

Vaticano, arcivescovo molesta ragazzi e militari a San Pietro, il Papa è stato informato: la storia

Inutile dire che il caso – e che caso! – sta causando fortissimo imbarazzo al Papa. Se ne parla a mezza voce, ormai in troppi ne sono a conoscenza e, naturalmente, anche Bergoglio è stato informato dei contorni che ha preso la spiacevole vicenda che ha come protagonista un prelato appartenente ad un importante ordine religioso con la forte, fortissima inclinazione a non controllare i propri desideri di fronte a giovani uomini.

Come se una forza improvvisa, trascinante, irrefrenabile si impossessasse di lui fino ad indurlo a perdere ogni freno, fino ad abbattere schemi mentali e fargli dimenticare, in un solo attimo, del suo status sacerdotale, della sua posizione, e del rischio di alimentare scandali in un momento in cui la Chiesa di certo non ne avrebbe bisogno. Il vizietto. Già.

Dicono che non sia difficile vederlo uscire dal suo appartamento, nel tardo pomeriggio, e mettersi a passeggiare avanti e indietro nei pressi di Sant’Anna, l’ingresso principale del Vaticano. I turisti in quella zona non mancano mai, è un attraversamento molto frequentato, un continuo via vai di gente che torna dai musei, si dirige in piazza, oppure verso Borgo Pio dove a quell’ora i bar raccolgono le comitive per l’aperitivo.

A stuzzicare gli appetiti del prelato, da un anno in qua, si è aggiunta anche la presenza dei militari incaricati di controllare i varchi dai quali si può accedere al piccolo Stato. Mitra a tracolla, mimetica, transenne. Il prelato in un paio di circostanze avrebbe tentato persino un timido approccio con due di loro i quali, dopo avere liquidato il prelato marpione, hanno informato le autorità vaticane. I militari conoscevano un cardinale di curia al quale avrebbero raccontato lo spiacevole episodio avvenuto mentre montavano la guardia.

Un gesto di riguardo verso il Papa per metterlo a conoscenza di una situazione che alla lunga avrebbe rischiato di alimentare scandali se solo la notizia fosse trapelata all’esterno. Passa qualche altro giorno e il cardinale durante una udienza di lavoro con Papa Bergoglio lo mette al corrente di quello che sta accadendo, sottolineando che forse sarebbe il caso di prendere dei provvedimenti, magari aiutare il prelato a riprendere il controllo di sé, mandarlo per un certo periodo di tempo in qualche convento.

Alle prese con la nuova grana, alquanto addolorato per i risvolti umani della vicenda, Francesco decide di seguire la prassi ordinaria e convocare con una certa urgenza a Santa Marta il capo dell’ordine religioso dal quale dipende l’arcivescovo col vizietto, ordinandogli di trasferire l’arcivescovo molestatore alla svelta.

Gli avrebbe aggiunto anche che una situazione del genere non sarebbe più stata tollerata. Tutto questo accadeva alcuni mesi fa; da allora ancora nulla pare sia accaduto. E l’arcivescovo, da quello che raccontano, continua a passeggiare avanti e indietro sul marciapiede davanti a Sant’Anna sul far della sera.

Da: Franca Giansoldati per ”Il Messaggero

Vaticano, arcivescovo molesta ragazzi e militari a San Pietro, il Papa è stato informato: la storia

Papa Francesco accusato di avere protetto sacerdoti sospettati di pedofilia in Argentina e in Italia. LE MONDE

Lo scandalo a seguito della rivelazione degli stupri subiti da decine di bambini sordomuti in un istituto religioso in Argentina coinvolge Papa Francesco.

LE MONDE, di Christine Legrand (Mendoza (Argentine) e Jérôme Gautheret à Rome)

Papa Francesco ha ignorato diversi avvertimenti circa la presenza in un istituto per i bambini sordomuti in Argentina ­ (paese di origine )­ di preti che erano stati accusati di pedofilia quando lavoravano per lo stesso istituto l’Italia?

Così dicono gli avvocati che rappresentano i bambini che hanno denunciato di essere stati vittime di abusi sessuali nell’istituto cattolico Provolo di Mendoza, ai piedi delle Ande, 980 chilometri ad ovest di Buenos Aires.

Secondo Carlos Lombardi, consigliere della Federazione degli ecclesiastici vittime di abusi sessuali e della Rete L’ABUSO, associazione vittime di pedofilia, è stato fornito a Jorge Mario Bergoglio nel 2014, ­ pochi mesi dopo l’elezione a papa del 13 marzo 2013, ­un elenco di quindici sacerdoti che hanno lasciato l’Istituto Provolo di Verona (Italia), il sede generale dello stabilimento di Mendoza, che erano stati coinvolti in scandali di abusi sessuali.

Tra questi, Nicola Corradi, trasferito in Argentina nel 1984 presso l’Istituto Provolo di La Plata (capitale della provincia di Buenos Aires) prima di dirigere quello di Mendoza nel 1996.

Due sacerdoti, una suora e tre dipendenti arrestati. Lo stesso Nicola Corradi, 82 anni, è stato arrestato nel novembre del 2016 e posto agli arresti domiciliari a causa della sua età. E ‘accusato di abusi sessuali nei confronti dei bambini sordomuti presso l’Istituto di Mendoza. Insieme a lui sono stati arrestati il sacerdote Horacio Corbacho (56) e tre dipendenti dell’istituto, Jorge Bordon, assistente dei sacerdoti, José Luis Ojeda, troppo stupido, e giardiniere Armando Gomez. Il 5 maggio, una suora giapponese Kumiko Kosaka, è stata arrestata per concorso.

Il Carlos Lombardi Giudice avvocato “impossibile che il Papa non ha avuto informazioni su Nicola Corradi, o non ha chiesto il suo trascorso.” Sergio Salinas, un altro avvocato …

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