Abusi, prete ridotto allo stato laicale

L’uomo,un 77enne dell’ordine dei Cappuccini si trova ora ospite in un convento in Svizzera interna. Avrebbe commesso abusi sessuali su diversi bambini.

A causa di abusi sessuali, ormai prescritti, su bambini, un prete dell’ordine dei Cappuccini è stato ridotto allo stato laicale dalla Congregazione per la dottrina della fede con sede in Vaticano. Lo indica una nota di Kathpress, l’agenzia stampa cattolica con sede in Austria.

L’uomo si trova ora ospite di un convento di Cappuccini della Svizzera tedesca. Vista l’età, 77 anni, e lo stato di salute precario, l’ex prete e l’ex cappuccino continuerà a vivere in convento.

Il caso del prete pedofilo è scoppiato come una bomba lo scorso febbraio in seguito alla pubblicazione di un libro redatto da una sua vittima, il friburghese Daniel Pitter di 58anni, con la prefazione di papa Francesco.

http://www.gdp.ch/svizzera/abusi-prete-ridotto-allo-stato-laicale-id172474.html

Prete condannato per abusi: 200mila euro di provvisionali

Oltre duecentomila euro di provvisionali, dunque solo degli anticipi di quanto poi in sede civile verrà stabilito come risarcimento, saranno distribuiti alle vittime delle molestie e degli abusi di don Pascal Manca e ai loro familiari.

Oltre duecentomila euro di provvisionali, dunque solo degli anticipi di quanto poi in sede civile verrà stabilito come risarcimento, saranno distribuiti alle vittime delle molestie e degli abusi di don Pascal Manca e ai loro familiari, costituitisi parte civile con gli avvocati Roberto Nati, Giovanni Cocco e Tiziana Asunis.

Non c’è solo la condanna a otto anni di reclusione per l’ex parroco di Mandas (Sud Sardegna) nella lunga e articolata sentenza pronunciata oggi dal Gup del Tribunale di Cagliari, Ermengarda Ferrarese, ma anche l’interdizione dai pubblici uffici per il sacerdote e – una volta scontata la pena – altri di dieci anni di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai minori. In più il giudice ha disposto una serie di risarcimenti, a titolo di provvisionale, da definire poi in un giudizio separato.

Uno dei ragazzini riceverà 100mila euro, un altro 30mila più altri 10mila per i suoi genitori, altri 40mila per un terzo adolescente e 10mila euro per ciascuno dei componenti della sua famiglia. Soddisfazione è stata espressa per la sentenza da una parte degli avvocati che si è costituita parte civile.

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=53843

IL VESCOVO MARIO DELPINI HA INSABBIATO L’ABUSO DI DON MAURO GALLI ? IL MURO DI OMERTA’ SI STA FORSE SGRETOLANDO ?

MILANO – Un’altra svolta nel caso del processo che vede imputato don Mauro Galli per presunto abuso sessuale ai danni di un minore nel dicembre 2011.

Non è più solo don Carlo Mantegazza parroco di Rozzano ad aver denunciato alle autorità che il Vescovo Mario Delpini era a conoscenza dei fatti già dal Natale 2011, ovvero pochi giorni dopo il presunto abuso, ora anche il suo coadiutore don Alberto Rivolta, vicario della Comunità Pastorale di Rozzano pare abbia riferito a Mons. Mario Delfini e Mons. Pierantonio Tremolada la gravità della situazione nei giorni immediatamente successivi al presunto abuso di Don Mauro Galli nei confronti di un ragazzino che frequentava assiduamente l’oratorio di S.Ambrogio, sembra infatti che avesse avvisato direttamente e più volte MONS. MARIO DELPINI chiedendogli con insistenza e determinazione di provvedere affinchè il ragazzino non venisse più in contatto con il Don Galli.

Non solo quindi il parroco don Carlo Mantegazza, che probabilmente ora diventerà un eroe per essere stato il primo ad avere il coraggio di denunciare il proprio vescovo (mons Delpini), o meglio ad aver denunciato di aver informato tempestivamente e con precisione il suo superiore, ma sembra che fossero in diversi all’interno della curia a sapere, tra sacerdoti ed alti prelati.

E quali decisioni furono prese da MONS. DELPINI? Don Mauro Galli fu sì allontanato da Rozzano in tempi molto brevi, ma non fu preso nessun provvedimento (non iniziò nessuna Indagine Previa come previsto dal Diritto Canonico!) e la successiva destinazione verso Legnano prevedeva altresì l’incarico pastorale ANCORA CON MINORI: ben 4 oratori! tutto l’oltresempione.

Ora la patata bollente passa inevitabilmente a Roma, proprio in questi giorni il Santo Padre Papa Francesco annuncerà il successore del Cardinale Angelo Scola e, fino a qualche giorno fa, le indiscrezioni pubblicate su diverse testate giornalistiche davano Mons. Mario Delpini come il favorito, sarà curioso vedere quali decisioni prenderà la Santa Sede nei confronti del Vescovo.

Interessante la coincidenza che proprio alcuni giorni fa Papa Francesco ha fatto l’identikit del “buon prete”:

“Il buon prete sa denunciare con nomi e cognomi” e ancora: “La capacità di denunciare. Un apostolo non può essere un ingenuo

Forse finalmente anche all’interno del clero il muro di gomma e di omertà inizia a vacillare grazie a semplici sacerdoti come quelli della periferia di Milano che non riescono più a far tacere la propria coscienza e mettendo in gioco il proprio futuro (saranno trasferiti anche loro?) hanno il coraggio di denunciare questi vescovi che continuano a coprire il comportamento orrendo e criminale di altri sacerdoti impuniti che abusano sessualmente di bambini indifesi, macchiandosi loro stessi del perpetrarsi di tali crimini.

Speriamo che anche in Italia, come a Boston, questi primi timidi segnali possano essere solo l’inizio di un processo di profondo e sincero rinnovamento, allontanando tutti quei personaggi odiosi dai vertici della chiesa stessa, che fanno male alla chiesa e sono di scandalo per i fedeli.

Ci si attende ora un’azione ferma e chiara dal Santo Padre, alla luce dei fatti sarebbe viceversa oltremodo scandaloso ed inaccettabile che venissero promossi personaggi come il Vicario generale di Milano Mario Delpini o ancora peggio, venire a scoprire che anche Roma sapeva e non ha preso provvedimenti.

Nell’attesa di conoscere i provvedimenti che il Santo Padre riserverà a mons. Mario Delpini, continuiamo a seguire il caso con estrema attenzione.

L’Ufficio di Presidenza

Dal repertorio dei passati appelli delle vittime italiane ; 

Don Marino, Giada e il vescovo: in udienza tra “giustizia e vendetta”

Nello scambio dialettico tra Pm, vescovo e difensore tutto il senso del processo a carico di don Marino Genova. Si sono ritrovati in aula, dinanzi a Giada Vitale e alla sua mamma, peraltro teste anche lei.

Il Pm ha anche chiesto al presule De Luca perché l’allora minorenne era andata da lui. Il vescovo ha risposto “perché voleva giustizia”, mentre il difensore dell’ex parroco di Portocannone ha tuonato, “per vendetta”.

Una vicenda che dovrebbe definirsi, giudiziariamente, il prossimo 3 ottobre, ma pende la richiesta di riapertura delle indagini presentata da Giada Vitale e dal suo legale Giuseppe D’Urbano.  La difesa, oltretutto, punta sugli innumerevoli impegni del sacerdote, tra vita parrocchiale, insegnamento di religione e messe, per confutare la tesi dei numerosi incontri a sfondo sessuale portati avanti per oltre 4 anni secondo la denuncia presentata e dai riscontri della Procura.

Una giornata molto particolare per la 22enne Giada Vitale, che al mattino si è recata a Salerno per affrontare la prima prova dell’esame di Stato e in tutta fretta, appena consegnato il compito, è ripartita alla volta di Larino, dove alle 15 era in programma la terz’ultima udienza del processo a carico di don Marino Genova, l’ex parroco di Portocannone, accusato di atti sessuali con minorenne (articolo del codice penale 609 quater) nei confronti della ragazza, per il periodo della loro frequentazione in cui la ragazza originaria di Portocannone aveva meno di 14 anni.

Dinanzi al collegio presieduto dal giudice Michele Russo l’ultima volta sono sfilati altri 5 testimoni, alcuni chiamati a deporre dalla Procura frentana, rappresentata dal Pm Ilaria Toncini. Insieme a don Michele Valentini, che prese il posto di don Marino all’indomani del suo allontanamento, è stata acquisita anche la deposizione del vescovo della diocesi di Termoli-Larino, monsignor Gianfranco De Luca. Oltre alla madre di Giada, un corista e una violinista.

L’imputato è difeso dall’avvocato Ciro Intino, mentre per la parte civile Giuseppe D’Urbano, che nel novembre scorso ha sostituito Arturo Messere nel perorare la causa della parte lesa. «Monsignor De Luca ha risposto alle domande del Pm, della parte civile e della difesa. Ha raccontato tutto – ci riferisce la stessa Giada Vitale – della prima volta che andammo io e Teresa, di quello che gli ho raccontato, di quello che gli ha detto don Marino e del processo canonico». Secondo quanto emerso in aula, don Marino dinanzi al presule avrebbe sostanzialmente ammesso i fatti, come già il vescovo affermò quando venne sentito dal Pm Venturi in fase di indagini preliminari.

La madre di Giada, invece, ha rievocato alcuni particolari, come quando ci fu un primo approccio tra loro due e lei non volle credere alla ragazza, poiché pensava che il prete non potesse comportarsi così, ma ha anche detto come Giada sia stata in cura da diversi specialisti e costretta ad assumere psicofarmaci. Una deposizione che come quella della 22enne a dicembre, ha ripercorso l’intera vicenda, fino a quando scoprì la situazione e il suo primo colloquio col vescovo.

http://www.lagazzettadelmolise.org/single-post/2017/06/23/Don-Marino-Giada-e-il-vescovo-in-udienza-tra-%E2%80%9Cgiustizia-e-vendetta%E2%80%9D

Justin Welby: “La Chiesa d’Inghilterra ha insabbiato abusi sui bimbi”

La rivelazione shock dell’arcivescovo di Canterbury arriva con la pubblicazione di ‘Abuse of Faith’, un rapporto indipendente sul caso di Peter Ball

Il primate della Chiesa d’Inghilterra, Justin Welby, ha ammesso che sono stati insabbiati gli abusi sessuali su bambini e ragazzi commessi in passato da un vescovo. Un insabbiamento che ha visto protagonisti figure apicali della Chiesa per un periodo di almeno venti anni.

La rivelazione shock dell’arcivescovo di Canterbury arriva con la pubblicazione di ‘Abuse of Faith’, un rapporto indipendente sul caso di Peter Ball, ex vescovo di Lewes condannato a 32 mesi carcere nel 2015 per aver compiuto una serie di molestie.

“La Chiesa ha nascosto, piuttosto che cercare di aiutare coloro che sono stati abbastanza coraggiosi per denunciare. Questo è comportamento è scioccante “, ha detto Welby, secondo quanto riporta un articolo del Guardian.

Welby ha avuto parole di stima per le vittime cge hanno avuto il coraggio di raccontare la loro storia e ha condannato in modo deciso la condotta di Ball, affermando che “non ci sono giustificazioni per ciò che è accaduto e per l’abuso della fiducia fatto in modo sistematico da Ball negli ultimi decenni”.

Chi è Peter Ball, l’ex vescovo al centro degli scandali della Chiesa inglese

Ex vescovo di Gloucester e Lewes, Ball è stato imprigionato nell’ottobre del 2015 con l’accusa di sfruttamento sessuale e abuso di di 18 giovani, di età compresa tra i 17 e i 25 anni, che si erano affidati alla sua guida spirituale tra il 1977 e il 1992. È stato rilasciato a febbraio dopo 16 mesi di detenzione.

http://www.huffingtonpost.it/2017/06/22/justin-welby-la-chiesa-dinghilterra-ha-insabbiato-abusi-sui-b_a_22563766/

Prete pedofilo arrestato: “questa è l’opera di Dio” diceva al bimbo

Francesco Caramia è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata: è il terzo prete della diocesi Brindisi-Ostuni arrestato in un anno.

La denuncia è scattata un anno fa, il pediatra del bambino di 8 anni aveva raccolto le confidenze del suo paziente: il sacerdote Francesco Caramia, 42enne di Brindisi, è stato arrestato e condotto in carcere con l’accusa di violenza sessuale continuata e pluriaggravata. I fatti risalgono al 2008 e al 2009: le indagini sono state condotte dai carabinieri coordinati dal pm Milto Stefano De Nozza che ha chiesto la misura cautelare, disposta dal gip Maurizio Saso.

Le esigenze cautelari si sono viste necessarie perché Don Francesco, da quanto emerge dall’inchiesta, cercava di screditare il ragazzino vittima di violenze. Le violenze, secondo il racconto dell’ex chierichetto al gip nell’ incidente probatorio, avvenivano due volte a settimana, concluso il catechismo.

Il parroco tranquillizzava il bambino che non voleva sottostare ai suoi lascivi, abominevoli, gesti, dicendoli che era per opera di Dio e che quello era solamente amore che voleva ricevere. Il bimbo ha raccontato nel dettaglio gli abusi: “Io capivo che non era una cosa per bambini, mi immaginavo che non era una cosa per bambini, gli dicevo sei grande, lasciamo stare. Qualche volta piangevo”.  Caramia ha scelto per la difesa l’avvocato Giancarlo Camassa, e la criminologa Roberta Bruzzone.

Caramia è il terzo prete della diocesi Brindisi-Ostuni, arrestato in un anno: don Giampiero Peschiulli di Brindisi è ai domiciliari per pedofilia, don Franco Legrottaglie, di Ostuni, è stato trovato in possesso di materiale pedopornografico. Condannati entrambi in primo grado, uno a 3 anni e 8 mesi, l’altro a 4 anni.

Prete pedofilo arrestato: "questa è l’opera di Dio" diceva al bimbo

Abusi su minori: prete condannato 8 anni

Cagliari, per altri 10 non potrà frequentare luoghi con ragazzi

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/06/22/abusi-su-minori-prete-condannato-8-anni_acc3d8d0-60ff-4790-a9c8-c825d0981550.html