La giustizia italiana porta al banco i massimi esponenti dei Legionari di Cristo per insabbiamento in un caso di pedofilia

ROMA (approvato) – Quattro membri della congregazione ultraconservatrice dei Legionari di Cristo, alcuni dei quali leader dei vertici,saranno processati in Italia, accusati di coprire il caso oscuro di Vladimir Reséndiz Gutierrez, pederasta ex-legionario ridotto a stato laicale nel 2013 e la cui ubicazione è sconosciuta oggi, in quanto APRO ha appreso esclusivamente da fonti vicine al caso.

La decisione, che porta all’accusa contro la Legione sale ad un altro livello, e porta a sedersi sul banco degli imputati per la prima volta in Italia alti prelati dell’organizzazione per la loro gestione di una denuncia di abusi, è stata presa dal procuratore generale di Torino (nord) Francesco Enrico Saluzzo, come ha rivelato giovedì l’avvocato delle vittime, Daniela Cultrera.

“Il Procuratore Saluzzo ha preso la decisione in base alla considerazione che ci sono presunti casi da processare con l’accusa di aver favorito l’insabbiamento del caso Reséndiz Gutierrez per aver depistato le indagini e cercato di indurre una famiglia, maniponandola, a commettere il reato di falsa testimonianza”, ha spiegato l’avvocato.

Riferendosi a quest’ultimo reato, ha aggiunto l’avvocato, il Pubblico Ministero ha ritenuto che vi sia la possibilità che gli imputati abbiano  violato l’articolo 611 del codice penale italiano, che prevede pene fino a cinque anni di carcere.

In particolare, come rivelato nel corso del processo da  due ampi rapporti pubblicati in giugno e agosto di quest’anno (edizioni 2173 e 2179), i sei accusati  – oltre ai sacerdoti sono stati anche accusati Reséndiz Gutiérrez e un avvocato dell’istituzione – avrebbero tramato permettere a tacere la vittima e i suoi genitori, proponendo un oscuro accordo di riservatezza che implicava che negassero gli abusi e qualsiasi coinvolgimento della congregazione nei fatti, in cambio di una grossa somma di denaro.

Tale proposta di accordo sarebbe stata fatta alla fine del 2013, dopo che un altro sacerdote ha denunciato gli abusi del Reséndiz Gutiérrez davanti alla polizia italiana e durante il commissariamento dei legionari sotto l’autorità del commissario nominato dal Vaticano per il rinnovamento dopo gli scandali, il Cardinale Velasio De Paolis ormai defunto. Quest’ultimo, secondo la testimonianza di un testimone, non avrebbe autorizzato la gestione e non sarebbe stato informato nell’immediatezza.

L’accordo stabiliva anche che la vittima doveva restituire alla Legione il doppio dell’importo concordato, se alla fine decidevano di denunciare gli abusi alle autorità, come riportato.

“La falsa testimonianza non può essere oggetto di una transazione. Questo in Italia è considerato un crimine”, ha detto Cultrera, i cui assistiti, inoltre, non sono particolarmente benestanti.

Tra i quattro imputati spicca il messicano Óscar Náder Kuri, che nel 2010 ha sostituito il potente Luis Garza come ex-direttore territoriale in Italia, ruolo che ha ricoperto fino al 2014.Dal 2015, Náder Kuri è cappellano di una delle sezioni femminili di Monterrey, in Messico, e superiore della casa di apostolato di San Pedro, secondo le informazioni pubbliche della Legione.

Manuel Cordero Arjona, il sacerdote e psicologo Víctor de Luna e il sacerdote Luca Gallizia, che avrebbero materialmente consegnato l’accordo a una delle famiglie, secondo la ricostruzione delle vittime, sono anch’essi sulla lista.

Innocenti, secondo i Legionari

Oltre a loro, anche l’avvocato Corrado D’Agostino e lo stesso Reséndiz Gutiérrez, che non è più formalmente integrato nella congregazione dopo aver perso il suo stato clericale, andrà in giudizio. Tutti loro, secondo una dichiarazione rilasciata dalla Legione di Cristo il 16 novembre, “si sono dichiarati innocenti”. Nella stessa nota, la congregazione ha anche affermato che, non appena sarà emessa una sentenza,”informerà al riguardo”.

La pratica di offrire denaro in cambio di silenzio è stata anche denunciata, in passato, da diversi ex membri dei Legionari. E con questo come base, alcuni ex-legionari hanno anche suggerito che, nel coprire il caso di Reséndiz Gutiérrez, avrebbero potuto essere coinvolta la Legione ai suoi massimi livelli. Negli ultimi mesi, il caso, infatti, è stato oggetto di vivaci dibattiti sui social network.

La decisione del procuratore di Torino, che divenne nota giovedì durante un’udienza a Novara, ha così risolto la richiesta di archiviazione della causa, inizialmente proposta dal procuratore di Novara, e sostituisce anche la denuncia iniziale di tentata estorsione che gravava sulla Congregazione.

“La decisione del procuratore di Torino, di intervenire nel caso, è legittima sulla base della legge italiana, anche se piuttosto rara. Evidentemente ha ritenuto necessario che il caso non dovesse finire su un pezzo di carta “, ha detto l’avvocato.

Secondo Cultrera c’è ora un periodo di circa 30 giorni per formalizzare le accuse contro gli imputati, dopo di che si dovrebbe conoscere la data della prima udienza del processo.

In questa linea, l’avvocato ha affermato di essere convinta della possibilità di vincere il processo in questione, che considera “molto importante, perché mette in evidenza il funzionamento di un sistema e non di un singolo individuo”.

“La difficoltà è che le minacce contro le vittime sono state eseguite con molta manipolazione e ingegno, cosa che le rende più difficili da dimostrare”, ha detto Cultrera.

Un altro processo

Parallelamente a questo caso, una nuova udienza del processo penale sugli abusi sessuali su minori contro Reséndiz Gutiérrez, che si sarebbe tenuta all’inizio di questo mese e rinviata a causa di uno sciopero degli avvocati in Italia, sarà discussa il 27 marzo.

Da parte loro, i Legionari di Cristo hanno recentemente ricevuto l’approvazione del Vaticano per le loro nuove costituzioni per i consacrati e per i laici del Regnum Christi, in un nuovo passo verso il loro presunto rinnovamento. Al contrario, il Vaticano non ha ancora parlato pubblicamente dei nuovi problemi legali che ora gravano sulla Congregazione nata in Messico.

https://www.proceso.com.mx/562732/justicia-italiana-sienta-en-el-banquillo-a-directivos-de-los-legionarios-por-encubrir-caso-de-pederastia
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