“Domande scomode?…” – GIUSTIZIA DIVINA

Sabato sera 1 dicembre 2018, a Savona, presso la libreria Ubik, è stato presentato il libro “Giustizia Divina” edito da Chiarelettere. Presenti gli autori, Emanuela Provera e Federico Tulli, l’Avvocato Mario Caligiuri del foro di Roma e Francesco Zanardi, Presidente dell’Associazione Rete L’ABUSO.

Lo scambio di battute tra i quattro, perfettamente riuscito, ha permesso al pubblico presente in Libreria di appassionarsi all’argomento, di fare domande e di uscire con il desiderio di leggere il libro per approfondire quanto solo accennato.

Il tema è sicuramente di attualità, ma la serietà con la quale è stato affrontato ha permesso a ciascuno di rendersi conto che il giornalismo di inchiesta è purtroppo un fenomeno raro e complesso.

Mi ha colpito in modo particolare la presentazione che i due autori hanno fatto di sé stessi rendendo ancora più credibile il lavoro svolto per la stesura del libro, lavoro che ha richiesto un impegno di tre anni. Federico Tulli si è presentato come ateo, mentre Emanuela Provera ha dichiarato di essere credente e cattolica, con un passato nell’Opus Dei. Un incontro tra due mondi che, pur sembrando una sorta di “sfida”, ha raggiunto un ottimo risultato.

Il libro tratta e approfondisce tre argomenti principali:

  • le “case” in cui vengono inviati i sacerdoti “in difficoltà”, spesso sottratti al carcere
  • la presenza effettiva, nelle carceri italiane, dei sacerdoti che hanno commesso crimini
  • la pratica dell’esorcismo

Il “silenzio” è un filo conduttore, così come il “segreto”… e le domande sono tante..

Perché, nonostante i proclami continui di Papa Francesco sulla Tolleranza Zero nella lotta alla pedofilia, l’alone di segretezza e di occultamento è ancora così radicato e ben organizzato? Perché, a fronte di tutto quello che la gerarchia ecclesiastica ha messo in campo per la cura dei sacerdoti “in difficoltà”, non vi è nulla per le vittime?  Perché i sacerdoti condannati dalla giustizia civile in Italia possono beneficiare di un percorso “domiciliare” alternativo al carcere, a differenza di tutti gli altri cittadini che commettono gli stessi crimini? Perché è permesso ai minori di assistere alla pratica degli esorcismi? Perché la Santa Sede non ha risposto all’Onu (al Comitato Onu Diritti del Fanciullo) in merito al suo impegno concreto rispetto alla pedofilia clericale?

Domande alle quali hanno cercato di dare una risposta Federico Tulli e Emanuela Provera, affiancati da Mario Caligiuri e Francesco Zanardi.

L’Avvocato ha posto l’accento sulla responsabilità della Stato nella tutela dei minori, così come la necessità di modificare il Concordato, mentre il Presidente della Rete L’ABUSO ha ricordato la funzione di osservatorio svolto dall’Associazione e l’attività di ricerca/investigazione, oltre al fondamentale supporto alle vittime.

Emanuela Provera ha espresso in modo appassionato il percorso fatto che, in modo chiaro, ha evidenziato una scollatura tra il comportamento e atteggiamento della “base” rispetto ai “vertici” della chiesa. Ha ribadito che, per un credente, è fondamentale la ricerca della verità; la chiesa che utilizza degli espedienti pur di coprire i crimini non è la Chiesa di Gesù Cristo.

Come concludere? Sicuramente con l’invito a leggere il libro, occasione unica per approfondire e contribuire a creare una cultura di consapevolezza. Fondamentale però anche il sostegno alla Rete L’ABUSO, anche con un piccolo gesto concreto quale, per esempio, il TESSERAMENTO ANNUALE come socio: http://retelabuso.it/tesseramento/

Come madre di una vittima, non posso fare altro che ringraziare persone coraggiose, come quelle presenti l’altra sera alla presentazione del libro GIUSTIZIA DIVINA, per tutto quello che fanno ogni giorno, mettendo ciascuno a disposizione le proprie competenze con grandissima professionalità e passione. Davvero grazie.

Cristina Balestrini

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