Torna in libertà l’ex parroco di Bozzano: chiede assoluzione

BRINDISI – L’ex parroco della chiesa del rione Bozzano di Brindisi è tornato in libertà dopo due anni e quattro mesi agli arresti, prima in carcere e poi in una comunità, con l’accusa di atti sessuali su un chierichetto. Don Francesco Caramia, 43 anni, originario di Mesagne, è tornato nella sua città, in attesa dell’inizio del processo d’appello davanti alla corte salentina: chiede l’assoluzione dopo la condanna in primo grado alla pena di otto anni. Resta sospeso dalla Curia, quindi non può celebrare messa.

La scarcerazione

La stessa Corte d’ufficio, intanto, ha preso atto della decorrenza termini e per questo ha ordinato la remissione in libertà dell’imputato, difeso dagli avvocati Rosanna Saracino e Giancarlo Camassa. Il provvedimento risale a tre settimane fa, ma solo ieri si è avuta certezza della scarcerazione del sacerdote, arrestato dai carabinieri il 15 giugno 2016, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ottenuta dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza. Ieri, infatti, era previsto l’inizio del processo di secondo grado, slittato alla fine del mese di giugno.

La difesa

I penalisti hanno chiesto alla Corte una parziale rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, ritenendo assolutamente necessario l’ascolto del minore, già interrogato con la formula dell’incidente probatorio in fase di indagine preliminare. All’epoca dei fatti oggetto del capo di imputazione, il bambino aveva nove anni. E’ stato ascoltato in alla presenza della criminologa Roberta Bruzzone, nominata come consulente dai difensori dell’imputato. Quelle dichiarazioni rese dinanzi al gip e al pubblico ministero, oltre che alla presenza dei difensori di Caramia, sono state ritenute attendibili e il Tribunale ha poi riconosciuta la credibilità del ragazzino, all’epoca dei fatti chierichetto della parrocchia San Giustino de Jacobis, nel quartiere Bozzano di Brindisi, affidata al parroco.

I difensori, al contrario, sostengono che ci siano una serie di aspetti assolutamente privi di riscontro e per questo hanno chiesto che venga ascoltato nuovamente.

La sentenza del Tribunale

Il Tribunale di Brindisi, presidente Gienantonio Chiarelli, ha riconosciuto una provvisionale in favore delle parti civili: dieci mila euro per i genitori del ragazzo e altrettanto agli stessi in qualità di esercenti la patria potestà sul minore. In giudizio sono stati rappresentati dall’avvocato Carmela Roma.

La denuncia del pediatra

Alla base dell’inchiesta c’è la denuncia sporta dal pediatra del ragazzino al quale si era rivolta la mamma, dopo aver parlato con un’amica del figlio. Il medico, la mamma del minore e la perpetua di don Francesco sono stati ascoltati come testimoni durante il dibattimento.

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