In piazza per dire no al silenzio sugli abusi del clero

Migliaia di cattolici statunitensi si ritroveranno a Baltimora oggi per partecipare al Rally intitolato Silence stop now nella città dove i vescovi statunitensi si stanno radunando per una delle due assemblee annuali. Chiederanno la fine del silenzio sugli abusi. 

Marco Tosatti

Migliaia di cattolici statunitensi si ritroveranno a Baltimora oggi per partecipare al Rally intitolato “Il silenzio ora finisce” (Silence stop now) che avrà luogo in un padiglione davanti al Baltimore Waterfront Marriott, dove i vescovi statunitensi si stanno radunando per una delle due assemblee annuali. La Conferenza degli Stati Uniti dei vescovi cattolici (USCCB) terrà la sua assemblea a Baltimora dal 12 al 15 novembre 2018. Il Silence Stops Now Coalition è nato per porre fine alla cultura del silenzio clericale che ha permesso per decenni gli abusi sessuali su minori, seminaristi e giovani preti, e di conseguenza la distruzione di vite umane.

A questo scopo il Silence Stops Now rally a Baltimora chiederà la fine del silenzio, insisterà sulla richiesta di dimissioni dei responsabili, sul perseguimento di qualsiasi attività criminale e chiederà inoltre un’indagine indipendente sulla leadership della Chiesa cattolica negli Stati Uniti. Da ricordare comunque che la magistratura di diversi Stati si è mobilitata, e, soprattutto che anche il Dipartimento di Giustizia ha preso un’iniziativa senza precedenti, intimando in una lettera al presidente della Conferenza Episcopale, il card. Daniel DiNardo, di chiedere a tutte le diocesi di tenere a disposizione, non distruggere o alterare una serie di documenti relativi agli abusi, perché è in vista un’inchiesta federale a livello nazionale. È un’iniziativa dalle conseguenze potenzialmente esplosive, non solo per la Chiesa americana, ma anche per la Santa Sede, nel caso che venissero alla luce complicità e coperture internazionali.

Gli organizzatori di “Silence Stop Now” dicono: “Lo scopo della manifestazione sarà di inviare un chiaro messaggio ai dirigenti della Chiesa, per dire loro che i cattolici non tollereranno più la loro complicità nel coprire gli abusi sessuali, e chiedono trasparenza e responsabilità”. Il rally SILENCE STOP NOW vedrà succedersi sul palco degli oratori: l’ex candidato presidenziale Dr. Alan Keyes; l’autore e speaker Matt Walsh, il presidente di Church Militant,  Michael Voris, l’informatore di Buffalo Siobhan O’Connor, il presidente dell’Istituto Lepanto Michael Hichborn, il conduttore radiofonico Jesse Romero, l’avvocato delle vittime Liz Yore “James”, vittima degli abusi del cardinale Theodore McCarrick.. È stato creato un sito, che porta il titolo “I vescovi sapevano”, TheBishopsKnew.com. Il rally sarà trasmesso in diretta sulla home page di ChurchMilitant.com a partire da 13:25 ET martedì 13 novembre.

Nel background fornito dagli organizzatori si parla di quella che viene definita “l’estate della vergogna della Chiesa, in cui il mondo ha saputo non solo che  l’ex cardinale Theodore McCarrick – il volto della risposta allo scandalo degli abusi sessuali del 2002 – era egli stesso un predatore sessuale, ma che i suoi crimini erano conosciuti e nascosti da più vescovi , che rimasero in silenzio e gli permisero di salire attraverso i ranghi per diventare uno dei cardinali più potenti della Chiesa. Queste rivelazioni sono state seguite dal Rapporto della Grand Jury  della Pennsylvania che ha esposto 301 presunti sacerdoti predatori in sei diocesi cattoliche insieme ai vescovi che li hanno protetti – incluso l’allora vescovo Donald Wuerl, che recentemente si è dimesso come capo dell’arcidiocesi di Washington, D.C. Il rapporto ha portato al lancio di molteplici indagini statali sulle diocesi cattoliche in tutto il paese, così come a un’inchiesta criminale del governo federale in Pennsylvania e Buffalo, New York. La testimonianza di Carlo Maria Vigano ha anche messo in luce una cultura di corruzione e insabbiamento che raggiunge i ranghi più alti della Chiesa, con un papa che non ha risposto e tace di fronte alle gravi accuse del suo ruolo nel proteggere il predatore sessuale Theodore McCarrick”.

Il mondo laico cattolico statunitense, indipendentemente dalle sue posizioni politiche, è percorso da un ampio movimento di indignazione, che si è manifestato in maniera molto concreta. “In gran numero hanno sospeso i loro contributi finanziari e molte diocesi vedono un forte calo delle donazioni”. Considerando che la Chiesa americana è stata sempre una delle colonne finanziarie della Santa Sede, la chiusura del rubinetto delle offerte USA avrà conseguenze dirette per Roma. Fra le richieste che i laici cattolici avanzano, c’è quella di rivedere  la Carta di Dallas “per includere la responsabilità per i vescovi, che sono attualmente esentati da qualsiasi tipo di responsabilità”.

I laici chiedono anche che la Carta di Dallas sia rivista per includere protezione non solo per i minori, ma anche per gli adulti, in particolare seminaristi e sacerdoti, che sono stati vittime di membri del clero in posizioni di autorità. L’ex cardinale Theodore McCarrick ne è un primo esempio. Questo abuso di potere non può essere tollerato nella Chiesa e deve essere punito.

http://lanuovabq.it/it/in-piazza-per-dire-no-al-silenzio-sugli-abusi-del-clero

 

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