Abusi sessuali, Chiesa Usa nel mirino dei “federali”

Una lettera del Dipartimento di giustizia Usa sarebbe arrivata al presidente della Conferenza episcopale Daniel Di Nardo, prefigurando una inchiesta federale riguardo agli abusi sessuali. Lo rivela Church Militant. Se l’inchiesta andasse avanti, ci sarebbero conseguenze gravissime per la Chiesa americana e non solo.

Marco Tosatti

Church Militant, un sito cattolico americano di informazione e inchieste molto seguito e molto attivo, ha dato notizia ieri di una lettera che il presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, il cardinale Daniel Di Nardo, ha ricevuto agli inizi di ottobre dal Dipartimento della Giustizia statunitense. Sarebbe una lettera di estremo interesse e gravità, in cui si prefigura un’inchiesta a livello nazionale in tema di abusi. Potrebbe essere il primo passo verso un’indagine di tipo “RICO”, (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations) che cioè presuppone una sistema organizzato di crimine a livello nazionale.

Il Dipartimento di Giustizia ha chiesto a Daniel Di Nardo, presidente dei vescovi statunitensi, di assicurarsi che ogni vescovo di ogni diocesi in America sappia che il Dipartimento di Giustizia sta “indagando su possibili violazioni della legge federale”. Nella lettera si incarica Di Nardo di comunicare immediatamente ad ogni diocesi e vescovo in America che nessun documento deve essere distrutto o alterato. Ciò dimostra che l’indagine sulla Chiesa è diventata molto più ampia di quanto si sia mai pensato seriamente. Il commento di un esperto è stato: “Ogni diocesi in America dovrebbe ora considerarsi sotto inchiesta federale”.

Ai vescovi è stato ordinato dai “federali” di conservare tutti i loro file su una vasta gamma di argomenti, in particolare le indagini sugli abusi sessuali e in particolare il trasferimento di sacerdoti attraverso i confini statali o internazionali – e persino il loro invio ai centri di cura. Ed è evidente che i federali siano al corrente che i vescovi hanno giocato questo gioco per decenni. Infatti nella lettera di sette pagine si fa specifico riferimento agli “archivi segreti”, cioè ai dossier confidenziali che ogni diocesi conserva sui casi più delicati. Anch’essi devono rimanere in custodia, e non essere toccati o alterati…

Secondo le fonti di Church Militant “Il Dipartimento di Giustizia è molto concentrato nello scoprire le violazioni criminali specifiche che consentano loro di aprire formalmente un’indagine RICO. La lettera di richiesta del procuratore degli Stati Uniti al USCCB (United States Conference of Catholic Bishops) sta specificatamente tentando di far conservare tutti i documenti in modo che possano essere esaminati per quelle violazioni”.

È più che probabile che – visto quello che è già emerso, e che sta venendo alla luce relativo a diversi decenni indietro – i federali troveranno una quantità di prove che indicano crimini. E forse anche di crimini che sono così collegati l’uno all’altro attraverso i confini dei diversi Stati che gli statuti “RICO” saranno attivati. La lettera stessa inviata a Di Nardo farebbe riferimento – in forma di richiesta – a informazioni specifiche sui confini statali e internazionali che sono stati attraversati.

Secondo Church Militant è molto probabile che si arrivi a una vera e propria inchiesta del Dipartimento di Giustizia, per attività criminali e copertura di abusi; questo porterebbe all’incriminazione di numerosi vescovi statunitensi in base alle leggi federali sulle attività criminose che oltrepassano i limiti dei singoli Stati, e si troverebbero in una situazione estremamente grave.

È una situazione che avrebbe ricadute molto pesanti, e sviluppi difficili da prevedere anche per il Vaticano. Finora non ci sono reazioni; ma è evidente che vescovi e cardinali statunitensi non avrebbero, di fronte alla magistratura USA, la possibilità di rispondere “Non dirò una parola”, come ha fatto il Pontefice riguardo alla testimonianza dell’arcivescovo Viganò. E le loro deposizioni potrebbero anche coinvolgere Roma; con la possibile chiamata in causa di alti prelati.

I tempi di questa operazione non sono ancora prevedibili; e questo dipende anche dal fatto che potrebbe trattarsi di una delle indagini a più ampio raggio mai compiute nella storia giudiziaria degli Stati Uniti, vista la distribuzione capillare della Chiesa cattolica. Certamente, anche se per ora solo da un punto di vista ipotetico, si tratterebbe della crisi più massiccia mai vissuta dalla Chiesa negli Stati Uniti, con persino la possibilità che vescovi e cardinali vadano in prigione. Imprevedibili anche le conseguenze da un punto di vista finanziario e fiscale, con la possibile perdita di esenzioni fiscali, e la bancarotta di diocesi e arcidiocesi.

http://lanuovabq.it/it/abusi-sessuali-chiesa-usa-nel-mirino-dei-federali

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