Parroco a processo per abusi sessuali: in aula protagonista l’avvocato Taormina

Il famoso legale ieri ha assunto la difesa, assieme all’avvocato Intino, del parroco di Portocannone condannato per abusi su minore; la sua richiesta è stata respinta e la prossima udienza si terrà a fine febbraio. Negli anni Novanta andò nello stesso modo: parcella a parecchi zeri per difendere l’ex rettore D’Alessandro che in primo grado fu condannato. Ma chi pagherà il suo onorario per l’udienza di ieri?

CAMPOBASSO. Si dice Carlo Taormina e si legge ‘parcella a parecchi zeri’.

Ieri il famoso legale romano ha difeso – assieme all’avvocato Ciro Intino – don Marino Genova, parroco di un piccolo centro molisano, condannato in primo grado a sei anni di reclusione per atti sessuali su minore.

Un caso mediatico da non farsi scappare, avrà pensato il legale famoso per le sue uscite fumantine, per la mole di personaggi pubblici che hanno voluto farsi rappresentare in giudizio da lui e per i processi di spessore che ha seguito. Del resto, il terribile caso degli abusi commessi in danno di una minorenne dal parroco di Portocannone, condannato un anno fa, ha trovato spazio, prima e dopo la sentenza di primo grado, in quasi tutte le più seguite trasmissioni televisive.

A Campobasso, ieri mattina, ha chiesto ed ottenuto che la prima udienza del processo d’appello si celebrasse a porte chiuse, quindi in camera di consiglio.

Riferiscono i beneinformati che, al suo ingresso in aula, avrebbe evitato di salutare il Procuratore generale della Corte d’Appello, Antonio La Rana, e che i due si sarebbero, in seguito, guardati in cagnesco. Ma sono indiscrezioni.

Nel corso della sua arringa a porte chiuse ha avanzato richiesta di non luogo a procedere relativamente alla querela che la vittima di quegli atti orribili mise nero su bianco poco prima di compiere i 18 anni di età. Un problema di improcedibilità, ha sostenuto con il solito piglio. Ma i giudici della Corte d’Appello hanno respinto la sua richiesta, così come era avvenuto in primo grado quando fu avanzato lo stesso problema relativo al periodo in cui si sarebbero consumati gli abusi e alla tardività della denuncia, e hanno fissato la data della prossima udienza che si terrà a fine febbraio.

Carlo Taormina conosce il Molise: nel 2012, ad esempio, si registra un suo autorevole endorsement al candidato sindaco di Isernia Gianni D’Uva (non eletto) ma la sua ‘prima volta’ avvenne sul finire degli anni Novanta quando scoppiò lo scandalo dell’ex rettore dell’Università del Molise, Lucio D’Alessandro. Costosi Rolex in cambio di una assunzione all’Unimol del figlio di un noto medico campobassano: questa in sintesi la vicenda che coinvolse, anzi travolse, l’allora Rettore che decise di affidarsi all’avvocato Taormina per difendere l’onore, la reputazione e la carriera.

In primo grado D’Alessandro fu condannato, nonostante la parcella da 150 milioni di lire che pare abbia dovuto versare al suo famoso legale. Cambiò avvocato e fu assolto. Nel corso delle udienze, un giovane pm di nome Nicola D’Angelo ebbe l’ardire di salutarlo e ricordargli, sottolineando l’onore di averlo di fronte in quel momento, di aver sostenuto un esame con lui.

Taormina, mostrando il solito garbo, risposte: “Sarà stato un onore per lei”. Erano gli anni in cui Tangentopoli e i magistrati non godevano di enorme apprezzamento fra alcuni avvocati che difendevano importanti personaggi pubblici finiti in “Mani Pulite”. Di lì a poco Carlo Taormina si convertì al berlusconismo, pur provenendo dalla sinistra extraparlamentare (ora le cronache lo danno vicino alle posizioni del Movimento 5 Stelle).

Campobasso non gli porta bene, anche ieri non ha avuto il riscontro che sperava, ma al cronista resta una domanda: come può don Marino Genova permettersi di pagare la parcella di un legale come Carlo Taormina?

ellesse

https://www.isnews.it/cronaca/56895-parroco-a-processo-per-abusi-sessuali-in-aula-protagonista-l-avvocato-taormina.html

Advertisements