Provolo: uno degli imputati ha riconosciuto gli abusi ed è stato condannato a 10 anni

Si tratta di Jorge Bordón, ex amministrativo e chirichetto. È detenuto dal novembre del 2016, accusato di 11 episodi contro 5 vittime.

Di  Ignacio de la Rosa – idelarosa@losandes.com.ar

Jorge Bordón, ex amministrativo dell’istituto Antonio Provolo (Carrodilla) ed uno dei detenuti ed imputati come autore degli abusi sessuali aggravati ed episodi di corruzione a bimbi sordi, ha riconosciuto la paternità dei fatti per i quali è accusato nello stabilimento dove studiavano e dormivano i bimbi sordi.

In questa maniera si è accordata la figura di un giudizio abbreviato con una condanna di 10 anni, cosa che è stata formalizzata in un’udienza durante la mattina di oggi. Così le cose, l’uomo è già rimasto con una condanna ferma e non sarà sottoposto al processo che è stato fissato per gli altri tre imputati della prima causa (l’altro amministrativo Armando Gómez; ed i preti Nicola Corradi e Horacio Corbacho). Questi ultimi -entrambi presenti all’udienza – andranno a giudizio.

Bordón era identificato anche dai bambini come chierichetto e si trova detenuto dall’inizio della  causa. In totale, è denunciato per 11 atti d’abuso e corruzione di minori, tra essi uno di quelli commessi e denunciati opportunamente nel 2008-.

“È stato confessato che le vittime dicono la verità, che gli interpreti dicono la verità e che il Provolo era una macchina sistematica di abusi”, ha sintetizzato al suo turno uno degli avvocati querelanti, Sergio Salinas (della ONG Xumek).

A confessione di parte…

Passate le 10 di oggi, i quattro imputati e detenuti sono arrivati con custodia di polizia alla sala di udienza del secondo tribunale penale collegiato, presieduto dal giudice Marcelo Gutiérrez del Barrio. Lì prima di cominciare la tappa della lettura dei fatti che vengono imputati loro, l’avvocato difensore di Bordón (Maximiliano Legrand) ed il pubblico ministero che istruisce la causa (Gustavo Stroppiana) hanno ufficializzato davanti al giudice l’accordo di condanna.

“Abbiamo accordato il minimo legale della pena, ed intendiamo che è di beneficio per l’imputato perché si tratta di una causa molto rilevante e nella quale ci si aspetta che ci siano pene alte. Inoltre, all’accordare il giudizio abbreviato, abbiamo risparmiato all’imputato il giudizio e la possibilità di una condanna più alta”, ha sottolineato Legrand a Los Andes, ed ha indicato che il massimo previsto dalla legge per questi delitti è di 50 anni.

“Lui (per Bordón) è conforme con la condanna. L’ incertezza di un giudizio e la paura di avere una condanna alta porta molte persone a passare per una cosa molto traumatica“, ha indicato Legrand, il quale ha sottolineato che Bordón continuerà a stare nella sua cella del carcere di Boulogne Sur Mer.

Da parte sua, l’avvocato querelante Oscar Barrera -uno dei letterati che accompagna i denuncianti – ha indicato che la condanna è importante. “In questo modo rimane confermato che le vittime non mentono, che i bambini hanno detto la verità durante tutto il processo”, ha indicato Barrera.

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