Prostituzione minorile in Calabria, condannato parroco

Un bulgaro veniva pagato per adescare minori che soddisfassero le perversioni del prete pedofilo. Indagini partite da un omicidio

VIBO VALENTIA – E’ stata confermata dalla Corte d’Appello di Catanzaro la condanna a due anni e quattro mesi di reclusione per l’ex parroco di Zungri don Felice La Rosa. Le indagini sono partite dall’omicidio del 45enne Francesco Fiorillo barista di Piscopio ucciso a colpi di pistola nel dicembre del 2015 mentre si trovava a bordo della propria Fiat Uno nei pressi di un terreno di sua proprietà. Gli investigatori nel risalire al movente del delitto hanno ricostruito un business di prostituzione minorile in cui risultavano coinvolti il prete, un pensionato di Zungri Francesco Pugliese di 65 anni (2 anni e 8 mesi di reclusione) e un 29enne bulgaro Miroslaev Iliev (5 anni e 6 mesi di reclusione). Quest’ultimo sembrerebbe si occupasse di adescare minori che potessero soddisfare le esigenze sessuali dei due pedofili incassando 50 euro a prestazione di cui 30 venivano corrisposte alla vittima di turno. I rapporti sono stati consumati tra Zungri, Briatico, Mileto e Vibo Valentia. I tre sono stati ieri condannati dal presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Giancarlo Bianchi per corruzione di minore aggravata e prostituzione minorile. Insieme a loro, in primo grado, erano stati condannati Mariano Mamone 55enne di Parghelia e Luciano Restuccia 53enne di San Calogero domiciliato a Mileto. Nel corso delle perquisizioni a carico del prete sono stati ritrovati ben 132 immagini salvate sul suo cellulare che ritraevano bambini costretti a rapporti sessuali omosessuali. 

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