Arcivescovo condannato, la pena scontenta tutti

Pedofilia: l’ex prelato australiano, colpevole di aver coperto un prete negli anni ’70, ha ricorso in appello. Anche la pubblica accusa

La pubblica accusa ha presentato appello “contro l’inadeguatezza della condanna” comminata il mese scorso all’ex arcivescovo di Adelaide, Philip Wilson, per aver occultato gli abusi sessuali a minori di un prete pedofilo negli anni 1970. Wilson, 67 anni, il più alto prelato cristiano al mondo a essere condannato per aver coperto un prete pedofilo, dovrà scontare un anno di detenzione domiciliare a casa della sorella, con possibilità di passare alla libertà vigilata dopo sei mesi. L’appello del direttore della pubblica accusa sarà esaminato in un’udienza preliminare nella Corte distrettuale di Newcaslte il 13 settembre. Wilson, che è stato anche presidente della Conferenza Episcopale Australiana ed è stato costretto, dopo forti pressioni a dimettersi da arcivescovo di Adelaide, ha anche presentato appello contro la sentenza. Il prelato era stato dichiarato colpevole lo scorso maggio per aver tenuto segreti gravi reati, gli abusi sessuali su minori compiuti dal sacerdote James Fletcher già negli anni 1970, quando entrambi servivano nella diocesi di Maitland, presso Newcastle. Vi sono evidenze che egli fosse stato avvisato diverse volte nel 1976 delle azioni di Fletcher, che è morto in prigione a 65 anni nel 2006, un anno dopo la condanna a quasi otto anni per nove reati di pedofilia commessi tra il 1989 e il 1991. Nell’emettere la sentenza di condanna il 3 luglio scorso, il magistrato aveva dichiarato che Wilson era motivato principalmente dal desiderio di proteggere la chiesa cattolica e che “non sono stati mostrati rimorso o contrizione da parte dell’imputato”.

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