Scozia, suore arrestate per presunti abusi su minori nell’orfanotrofio di Smyllum Park

Ci sono 12 clamorosi arresti nell’ambito della maxi inchiesta sui presunti abusi sessuali ai danni di minori che, sino al 1981 (anno della definitiva chiusura), alloggiavano presso lo storico orfanotrofio cattolico scozzese di Smyllum Park, nella città di Lanark. Tra le persone finite in manette ci sono alcune suore che, secondo l’accusa, avrebbero contribuito a innumerevoli reati, tra cui stupri e brutali pestaggi.

Aperta nel 1864, la struttura avrebbe ospitato circa 10mila bambini nel corso della sua attività, oggi uomini, alcuni dei quali hanno trovato il coraggio di denunciare gli orrori che si sarebbero consumati nel silenzio della loro innocenza violata.

Fonti di polizia, stando a quanto diffuso dal Daily Record, avrebbero confermato che 11 donne e un uomo sono stati raggiunti dalla misura cautelare e si trovano ora in stato di arresto. L’età degli indagati è compresa tra i 62 e gli 85 anni, ma nel fuoco investigativo, da diverso tempo, sarebbe finita anche una monaca oggi 93enne.

Nel gennaio scorso, sentita dal giudice titolare dell’inchiesta, la religiosa aveva rigettato ogni addebito in merito al suo presunto coinvolgimento nel caso, posizione tuttora al vaglio degli inquirenti.

Tutte le suore arrestate facevano parte dell’ordine delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, che ha gestito sino la Casa per l’infanzia di Lanark sino alla chiusura.

Le accuse degli ex ospiti

Gli ex ospiti dell’orfanotrofio di Smyllum Park hanno raccontato le loro personali esperienze alla polizia, dando l’input all’avvio di una indagine che tiene occupati gli inquirenti da circa un anno.

Stando a quanto ricostruito dalla stampa britannica, altre 4 persone sarebbero prossime destinatarie di un provvedimento da parte dei pubblici ministeri.

L’ispettore capo Sarah Taylor, dell’Unità investigativa nazionale sugli abusi sui minori, ha dichiarato che il lavoro investigativo prosegue nella massima riservatezza, trattandosi di ipotesi di reato gravissime su cui non si placa l’attenzione dei media. Ogni sfumatura nel resoconto delle presunte vittime viene attentamente sezionata e vagliata dalle autorità, al lavoro in una complessa ricerca di verità e responsabilità.

Morti sospette

Tra i testimoni chiave, in mano all’accusa, ci sarebbe un uomo che ha denunciato rituali a sfondo satanico, nel corso dei quali si sarebbero consumati i più efferati dei crimini contro alcuni dei minori presenti nella struttura. Avrebbe dichiarato che uno di questi, la cui scomparsa è un giallo ancora irrisolto, potrebbe essere morto dopo essere stato lasciato nudo, per circa tre ore, sotto la pioggia battente, in seguito a un’abominevole punizione corporale.

Il cadavere del piccolo non sarebbe mai stato ritrovato.

resti di 400 bambini, nel 2017, furono trovati in una fossa comune in una delle sezioni del cimitero di St. Mary, a Lanark. Per l’accusa si sarebbe trattato di vittime degli abusi di Smyllum Park, ma la notizia non è stata ancora pienamente confermata. Occorrerà ancora del tempo per capire se effettivamente i decessi fossero correlati ai crimini contestati.

Bambini costretti a mangiare vomito

Fra le atrocità di cui sono accusate le 12 persone finite in carcere, oltre alla violenza sessuale reiterata su minore, ci sono anche abusi che si sarebbero replicati negli anni con la stessa efferata condotta, quasi una prassi punitiva di cui i testimoni ancora in vita avrebbero dato una lucida testimonianza. Sotto accusa anche alcuni membri del personaledell’orfanotrofio, che avrebbero costretto i più piccoli a mangiare il loro vomito e a subire stupri e percosse con la connivenza delle suore.

https://it.blastingnews.com/cronaca/2018/08/scozia-suore-arrestate-per-presunti-abusi-su-minori-nellorfanotrofio-di-smyllum-park-002694693.amp.html

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