Lettera di Papa Francesco al Popolo di Dio; parole di un bugiardo o più semplicemente di un leader religioso con grossi problemi di dissociazione dalla realtà? (Contiene video e posizioni di Gianluigi Nuzzi)

Un salto al ribasso della qualità quello di Bergoglio che da populista di “alto livello”, se così si può dire, si trasforma in leader dell’inciviltà più meschina, barbara e ripugnante.

Nella sua lettera al Popolo di Dio, dalla quale anche se molti giornali non lo scrivono si dissocia in primis proprio  il Popolo di Dio tra cui Patrick McCafferty di Belfast che nel suo magazine parrocchiale ha chiesto a Francesco di rimanere a Roma: “Chiederei al nostro Santo Padre il papa di non venire in Irlanda”. Tra l’ennesimo insulto alle vittime dei preti cattolici, emergono diversi aspetti inquietanti.

Il grave ed evidente ritardo mentale delle gerarchie cattoliche che dopo più  di vent’anni di accuse da parte delle vittime e delle associazioni che le tutelano, toh, tutto a un tratto si accorge per la terza, quarta, quinta volta, di non aver fatto abbastanza (per non dire nulla) per affrontare il problema e per tutelare le vittime e le potenziali nuove.

Questo lo squallidissimo teatrino di Bergoglio, che per tirarsene fuori dagli scandali che continuamente emergono testimoniando il fallimento della chiesa nell’affrontare l’endemico problema, e grazie alla complicità criminale di quella stampa che lo favoreggia, promette per la terza, quarta, quinta ecc. volta tolleranza zero con la proverbiale promessa che tutto ciò non accadrà più.

Nel suo incivile concetto, nel frattempo, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato.

Nella sostanza, uscendo dal concetto religioso e facendo un paragone più alla portata di tutti, Begoglio chiede alla vittima/pedone di un ubriaco che, in stato di alterazione da alcol l’ha investita e l’ha costretto ad usufruire a vita di una sedia a rotelle, che si accontenti delle scuse senza pretendere un aiuto per comprarsi una sedia a rotelle che gli permetta di muoversi.

Un concetto ripugnante e di una violenza inaudita che varrebbe a dire che se le vittime, questa volta legittimamente, facessero violenza ai propri aguzzini, basterebbe poi chiedere scusa.

In conclusione, un bugiardo o un leader religioso con gravi problemi di dissociazione dalla realtà?

Potremmo forse trovare la risposta se riflettessimo sulle aspettative che Bergoglio ha lanciato per l’ennesima volta al Popolo di Dio, aspettative che non è neppure riuscito a risolvere in uno staterello di un km quadrato con al suo interno solo una quindicina di bambini.

Parlo del caso di don Martinelli e dei chierichetti del papa che hanno denunciato le presunte molestie subite in vaticano, che per la terza volta va verso l’insabbiamento al punto tale che poco più di un mese fa vedevamo il Martinelli, anziché sospeso, raccogliere prenotazioni per gli esercizi spirituali dell’Opera don Folci, esercizi ai quali paradossalmente presenziava niente popò di meno che il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Francisco Ladaria.

Bergoglio, il papa dalla credibilità ZERO.

Di Francesco Zanardi

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