Don Giuseppe Larosa e Don Mimmo Barletta, gli avvocati replicano alle accuse

oggetto: comunicato stampa

I sottoscritti Avv.ti Carmine Pandullo e Giuseppe di Renzo nella qualità di legali incaricati, rispettivamente, da Don Giuseppe Larosa e Don Mimmo Barletta, con precipuo riferimento alle sortite giornalistiche on-line del 19.8.2018 su “http://retelabuso.org”, intervengono al solo fine di rappresentare quanto di seguito.

Senza entrare nel merito della vicenda, che formerà semmai oggetto di valutazione da parte di specifici organi a tal uopo e a diverso titolo deputati, si evidenzia che allo stato si registra un vero intento calunnioso e diffamatorio nei riguardi dei sacerdoti in questione che finora hanno inteso serbare il più profondo silenzio nella vicenda che li vede loro malgrado interessati e ciò anche nel rispetto più assoluto di alcune serie problematiche che concernono la persona del Serra Pietro.

Tuttavia, tenuto conto ormai della dimensione assunta delle notizie con contenuto diffamatorio e denigratorio, a causa della loro larga diffusione a mezzo dell’ampissima “piazza virtuale” qual è internet (e/o i social), capace di raggiungere una platea di persone inimmaginabile e, considerato che l’estesa divulgazione di tali notizie infanganti, si è tradotta di fatto in una più ampia e incisiva lesione della reputazione dei sacerdoti, s’impone una tutela della loro onorabilità e reputazione della stessa Istituzione religiosa che essi rappresentano.

Per tali ragioni, ci preme evidenziare che i nostri assistiti negano ogni specifico addebito e che gli stessi ci hanno conferito precipuo mandato per redigere una denuncia-querela per calunnia e diffamazione a mezzo stampa nei confronti del sig. Serra Pietro e intraprendere ogni altra utile e necessaria azione per la difesa della loro onestà morale e reputazione, in tutte le sedi opportune.

In ultimo, al fine di ristabilire una più precisa rispondenza alla realtà, s’intende chiarire che Don Giuseppe Larosa così come Don Mimmo Barletta, allo stato non risultano essere indagati.

Tanto si doveva

Tropea – Vibo Valentia, 20-8-2018

                                                                                                                             Avv. Giuseppe Di Renzo

                                                                                                                             Avv. Carmine Pandullo

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