Parla il prete accusato di pedofilia (e ride): “Era affetto”

Il parroco accusato di pedofilia parla delle accuse: “Questa ragazza è molto più matura dell’età che ha. Uno scambio di affetto è stato esagerato”

Sorride, mentre parla con il cronista, il parroco di Calenzano, sulle colline vicino Firenze.

Nell’audio, realizzato dal Corriere Fiorentino parla con leggerezza mentre racconta cosa è successo quella sera in cui è stato beccato da un uomo mentre, nella sua auto, si intratteneva in situazione “intima” con una bambina di 11 anni. Ora il parroco, don Paolo, è indagato per pedofilia e ha lasciato la parrocchia di San Ruffignano a Sommaia dove era andato a stare. Andrà agli arresti domiciliari nella sua casa a Bagni di Lucca. Non fa parte tecnicamente del clero fiorentino, ma il vescovo Giuseppe Betori lo ha comunque sospeso impedendogli di celebrare la Santa Messa.

Don Paolo non nasconde di aver “commesso un errore“. Anzi: decide di affidarsi a “Gesù e Maria”. Saranno loro ad aggiustare tutto. “È stata una mia stupidità – ha detto – ho avuto uno sgambetto del demonio”.

“Mi dispiace che sia successo – dice al Corriere Fiorentino – bisogna pregare. Pregando si risolvono i problemi”. Lo definisce un “episodio poco buono” quello dell’accusa di pedofilia. Dice che fosse certo la bambina avesse almeno 15 anni, invece ne aveva da poco compiuti 11. Era un amico di famiglia, il parroco. Andava spesso a casa a cena, aiutava tutti, portava in giro i bambini con la sua auto.

Ammette: “Alcune volte è successo”. E poi aggiunge: “C’è una simpatia reciproca. Ho commesso un errore, che vuoi farci…ci penserà nostro Signore, è lui che mette a posto ogni cosa”. Parla di uno “scambio di affetto” perché “questa ragazza è molto più matura dell’età che ha. Uno scambio di affetto è stato esagerato, le cose vanno in una certa maniera”.

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