In merito alle notizie, di “questi giorni”, di abusi del clero su minori. La testimonianza di un ultimo

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera/testimonianza di un Sacerdote, un prete indignato per tutto quello che sta succedendo quotidianamente nella Chiesa, un prete vicino alle vittime…

Ricordo quasi come fosse ieri, con quella stessa gioia ma anche con lo stesso “timore”, il giorno in cui dissi: “SI, CON L’AIUTO DI DIO LO VOGLIO!” Era il giorno più bello ed importante della mia vita (dopo quello in cui ho avuto la grazia di essere venuto al mondo): il giorno in cui venivo consacrato sacerdote PER SEMPRE. Rammento, tra i mille pensieri che mi frullavano in testa, una frase che mi sgorgò dal cuore – ma non era una frase bensì una preghiera – nel momento in cui si invocano i santi e si è completamente stesi a terra (per dire:”Io non sono nulla! E solo in Te, mio Dio, posso essere ciò che Tu vuoi”) … dissi, dal profondo del cuore: “MIO DIO, DONAMI LA FEDELTÀ QUOTIDIANA A QUESTO DONO CHE TU OGGI MI FAI!”

Parole ingenue? Temerarie? O, forse, scontate e atte a far “sorridere”? Non credo! Sono passati più di 32 anni e con la stessa gioia (sono convinto, insieme a tanti altri preti) le ripeto ogni mattina, sapendo che “ogni giorno porta con se la sua pena”. Senza ingenuità, convinto che in ogni giornata che il Padre mi dona, quella parola deve farsi vera. Vera! Non perché io ce la metto tutta ma perché mi affido a una Grazia che mi “supera” o, come avrebbe detto il cardinal Martini ‘un’Amore Fedele che mi anticipa e mi sostiene’; credo e voglio continuare a credere in questo. In questo periodo sento, quasi ogni giorno, notizie di abusi sui minori da parte di membri del clero e mi son detto con amici: ma in che Chiesa siamo cresciuti noi?

Forse questa non è la “nostra chiesa! … Che dire? Che “fare”? Il primo istinto è quello di abbandonarsi alla rabbia. Provo un disgusto profondo, un senso di ribellione e … Io stesso mi sento ferito … (“tradito”?) … il sangue “ribolle” ma, so che tutto questo non serve a molto..

E allora mi dedico con più forza alla preghiera. Potrei far sorridere? Si, certo … Mi dedico alla preghiera perché il cuore mi si appesantisce per le lacrime di cui è ricolmo … sanguina per il dolore che provo! Solo la preghiera rasserena e offre nuova luce a ogni “cosa”. Ma come “abbiamo” fatto a ridurci così? È questa la Chiesa del Signore? …

Prego per quella bambina a cui ieri, un prete, ha resa per sempre la vita un “inferno” e il cui padre si dice: “Ci sentiamo in colpa!” (non ho parole!) …

Prego per il figlio, abusato, di amici che ho avuto la gioia, ma forse meglio dire la Grazia, di “ritrovare” (ma probabilmente ci eravamo solo un po’ persi di vista). Questo loro figlio che ho “conosciuto” solo per poche ore, ma che mi sono bastate per guardare i suoi occhi: profondi, trasparenti, carichi di Verità … protesi verso un futuro di sogni, attese … di tutta quella positività per la vita (che scorgo anche negli sguardi di ogni ragazza o ragazzo che incontro ogni giorno) … Stranamente, in quegli occhi non ho visto rabbia, anche se immagino che nel cuore ce ne sarà e … certamente giustificata.

Prego per ogni bambino e bambina forse troppo dimenticati, di cui poco si parla, vittime di questa parte di Chiesa che invece deve essere Luce e Forza nella testimonianza del Vangelo. Prego per questi preti che non si ricordano che ogni uomo e ogni donna “ci sono stati affidati” per proteggerli, custodirli ed amarli e perché anche solo il pensiero di uno sguardo malizioso verso un fanciullo sia allontanato dalla loro mente e dal loro cuore.

Mi fa troppo male pensare che, anche solo, una carezza maliziosa verso una bambina possa attraversare il cuore, gli affetti e i gesti di un prete. Non esiste!

Pregare? Poco? Forse si. Ma non sono così stupido.

C’è la giustizia terrena, che deve operare: sia quella civile che quella ecclesiastica (ma questo discorso è un altro) …

Ma la mia domanda o inquietudine è più profonda. Vivere ancora in questa Chiesa? Oppure sbattere la porta? Stare in silenzio, pregare … Scegliere altre strade? Farmi un mio piccolo mondo religioso? NO! Ho promesso di Amare Gesù Cristo e la sua Chiesa e CONTINUERÒ A FARLO! Ho promesso di vivere il celibato per donarmi più profondamente e intimamente a tutti quelli che il Signore mette sul mio cammino. NON ABBANDONERÒ MAI (!) QUESTA CHIESA.

Non posso pensare che questa Madre che ogni giorno mi fa crescere come Figlio, attraverso la preghiera, i sacramenti, il perdono, l’amore fraterno condiviso nella “mia” comunità … abbandoni me e i suoi figli, soprattutto i più deboli che stanno soffrendo. Sono certo che, poiché il Bene ha già vinto sul Male, la Chiesa sia non solo questo e sia oltre questo! C’è il Bene di Dio nella chiesa che può e deve risplendere ogni giorno attraverso ogni cristiano, ogni sacerdote, ogni religiosa che ama rispondere (anche con fatica e impegno) al soffio dello Spirito che ci invita a essere SEME BUONO dentro queste vicende.

Non sono nessuno per dire tutto questo. Indubbiamente solo “un lumicino dalla fiamma smorta” ma, credo che se la fiamma si ravviva con chi ancora tra tanti preti – e ci sono – credono alla Bellezza e alla Bontà del Vangelo e della Chiesa di Gesù … la fiamma del Bene può risplendere e fare più Luce! Una Luce benefica: quella del Vangelo di Gesù.

Un semplice prete, dDV

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