Honduras, si dimette il vescovo ausiliare del cardinal Maradiaga

Il Papa ha accettato la rinuncia di monsignor Juan José Pineda dopo avere inviato un visitatore a Tegucigalpa per indagare sulle accuse di comportamenti inappropriati. Il presule: «Se ho sbagliato, chiedo perdono»

Il Papa ha accettato le dimissioni del vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Tegucigalpa, in Honduras, presentata da monsignor Juan José Pineda Fasquelle, 57 anni, in passato al centro di una indagine decisa dalla Santa Sede per appurare le accuse di comportamenti inappropriati. Dal 2005 il presule è stato il numero due dell’arcidiocesi guidata dal cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, coordinatore del Consiglio dei nove cardinali che coadiuvano il Papa nella riforma della Curia romana (il cosiddetto C9), che per i suoi diversi impegni ha dovuto assentarsi più volte da Tegucigalpa.

La Sala Stampa vaticana si limita a riferire oggi che il Papa ha accettato la rinuncia del vescovo ausiliare di Tegucigalpa, ma a fine dicembre del 2017 confermò che Jorge Mario Bergoglio aveva inviato il vescovo argentino in pensione Jorge Casaretto per indagare in loco su presunte irregolarità finanziarie nell’arcidiocesi hondurena. Pochi giorni prima il settimanale italiano L’Espresso aveva rilevato l’esistenza di tale indagine che si sarebbe concentrata in particolare su alcuni investimenti avventati e su un’opaca operazione di fondi stornati dall’Università dell’Honduras, riferendo che la Santa Sede aveva inviato nel 2017 un vescovo argentino in pensione, monsignor Alcides Casaretto, ad indagare nel Paese. Il National Catholic Register, da parte sua, ha riferito delle accuse di abusi sessuali indirizzate al presule da due ex seminaristi.

In una intervista a Suyapa Medios dello stesso dicembre 2017 , il cardinale Maradiaga aveva respinto le accuse relative ai fondi dell’Università dell’Honduras.

«Oggi, 20 luglio 2018, la Santa Sede ha accettato la mia rinuncia come vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Tegucigalpa», ha commentato Pineda in una nota firmata personalmente e inviata alla stampa hondurena. «Si tratta di una richiesta che ho consegnato in mano a Sua Santità diversi mesi fa», prosegue il religioso dei Missionari figli del Cuore Immacolato di Maria. «Voglio ringraziare Dio, lo Spirito Santo, il Signore Gesù e la Santa Madre Chiesa per avermi concesso la grande grazia di servire in questa arcidiocesi per 13 anni, e la Conferenza episcopale dell’Honduras. Non posso non ringraziare la mia famiglia religiosa, alla quale sono unito dal vincolo e dalla professione religiosa come missionario clarettiano».

«Ho voluto, con tutto il mio cuore, servire questa porzione del Popolo di Dio, il suo arcivescovo, il clero, i seminaristi e il popolo di Dio. Se sono riuscito, sia benedetto Dio. Se ho fallito, chiedo perdono. Le razioni e i motivi li conoscono Dio e i miei superiori. Ho agito in piena coscienza e libertà. Vorrei che fossimo tutti in pace. La mia rinuncia mi darà tempo per la preghiera, la meditazione, la formazione personale e continua, affinché, al momento opportuno, continui a dare alla Chiesa e a voi il meglio di me. Tutti dovremmo avere una parentesi di riposo, formazione e preghiera. Vado avanti come figlio della Chiesa, vado avanti come consacrato, vado avanti come ministro della Chiesa, vado avanti a disposizione dei miei superiori. Chiedo a tutti voi la vostra preghiera e la vostra misericordia».

In una breve nota, da parte sua, l’arcivescovado di Tegucigalpa «ringrazia monsignor Juan José Pineda Fasquelle per tutto il lavoro apostolico durante i suoi 13 anni come vescovo ausiliare» e «offre al Signor preghiere per la sua nuova missione che gli è affidata. Che la protezione e l’ausilio di Santa Maria di Suyapa – conclude la nota dell’arcidiocesi guidata dal cardinal Maradiaga – lo assista sempre».

http://www.lastampa.it/2018/07/20/vaticaninsider/honduras-si-dimette-il-vescovo-ausiliare-del-cardinal-maradiaga-ZBpuVQmjA9bJWeQSucBf1O/pagina.html

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