Comunicato Stampa; Le vittime di abusi a Ginevra per la visita del Papa chiedono riforme

Le vittime di abusi saranno presenti a Ginevra giovedì 21 giugno, il giorno della visita di Papa Francesco, fuori dalle sedi che il Papa sta visitando, provvisti di cartelli con alcune richieste, esortando il Papa a fare “riforme sistemiche” alla Chiesa cattolica.

La tolleranza zero” deve essere “più di uno slogan“, dicono gli attivisti.

Cosa:

Tenendo i cartelloni fuori dal luogo in cui il Papa sarà presente quel giorno, i membri di una nuova organizzazione globale di sopravvissuti:

  • Sfideranno il Papa a usare il suo incontro con il Consiglio Ecumenico delle Chiese per impegnarsi in specifiche riforme per fermare l’insabbiamento in corso da parte dei ministri della chiesa cattolica in tutto il mondo;
  • Esorteranno il Papa a dare l’esempio ad altre chiese cristiane, ad ascoltare i sopravvissuti, garantire loro giustizia e proteggere meglio i bambini all’interno delle loro istituzioni;
  • Esorteranno il Papa a presentare un elenco di cambiamenti sistemici che la chiesa cattolica deve mettere in atto per fermare la cultura dell’abuso e dell’insabbiamento che il Papa stesso ha denunciato nella sua lettera al popolo cileno.

Dove e Quando:

  • Ore 30 fuori dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, Route de Ferney 150, 1218 Le Grand-Saconnex, dove il Papa dovrebbe arrivare verso le 11.00 per una preghiera ecumenica.
  • Dalle 13.00 alle 14.00 davanti alle Bandiere delle Nazioni Unite (vicino a Broken Chair), veglia e incontro con la stampa.
  • Ore 15.30 fuori dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, dove il Papa terrà un discorso.
  • Ore 17.00 Centro congressi Palexbo, Route François-Peyrot 30, 1218 Le Grand-Saconnex, Svizzera, dove Papa Francesco celebrerà la messa in occasione del 75 ° anniversario della Conferenza mondiale delle chiese.

Chi:

Due dei membri fondatori di ECA (Ending Clergy Abuse), il nuovo gruppo multinazionale di attivisti anti-abuso cattolici. Insieme ad altri attivisti.

Tra i dimostranti saranno presenti:

  • Matthias Katsch, un importante attivista sopravvissuto che fu uno dei primi a rivelare gli abusi diffusi nelle scuole dei Gesuiti in Germania, e
  • Jean-Marie Fürbringer, un attivista svizzero sopravvissuto, ex presidente di “Do not Speak of Sexual Abuse”, membro del gruppo SAPEC.

Nel dettaglio:

Il 21 giugno, Papa Francesco sarà presente a Ginevra per celebrare il 75 ° anniversario del Consiglio Mondiale delle Chiese. La visita del Papa fa seguito al suo rimprovero alla chiesa cilena e alla sua straordinaria lettera al popolo cileno in cui ha promesso “mai più” alla “cultura della violenza” della Chiesa, così come il sistema di occultamento che consente il perpetuarsi della stessa … ” http://w2.vatican.va/content/francesco/es/letters/2018/documents/papa-francesco_20180531_lettera-popolodidiocile.html

Tuttavia, nonostante l’ammissione del Papa rispetto alla copertura sistematica, non si è impegnato per nessuna riforma specifica del sistema della Chiesa. La retorica del Papa porterà a un cambiamento concreto?

Sorprendentemente, nonostante 16 anni di rivelazioni di insabbiamenti nella chiesa, il Vaticano non ha ancora creato un metodo sistematico per identificare, indagare e punire vescovi e superiori religiosi che consentono le aggressioni sessuali di bambini e adulti vulnerabili.

Un nuovo gruppo multinazionale di sopravvissuti e attivisti di spicco di nome ECA (Ending Clergy Abuse) ha creato un elenco di riforme disperatamente necessarie.

Il gruppo richiamerà Papa Francesco a:

  • Rendere effettiva la “tolleranza zero”: rendere la “tolleranza zero” una legge universale della Chiesa. Un religioso che molesta bambini, adolescenti o persone vulnerabili, anche una volta, deve essere rimosso definitivamente dal proprio ministero.
  • Fermare l’insabbiamento: il Papa deve rendere effettiva l’iniziativa del 2015 della istituzione di un tribunale per giudicare vescovi e superiori religiosi complici, deve inoltre ordinare a tutti i funzionari della chiesa di denunciare le accuse alle autorità giudiziarie.
  • Porre fine del “segreto papale”: deve aprire gli archivi delle diocesi per le indagini! Deve dimostrare trasparenza e rendere accessibili i nomi e le storie di assegnazione di tutti i 3.400 chierici giudicati colpevoli dal Vaticano 2004 al 2013.
  • Dimostrare trasparenza: i processi della Chiesa devono rispettare le vittime e dare loro accesso a protocolli e registri.
  • Porre fine ai limiti di prescrizione: deve ordinare ai vescovi di smettere di bloccare l’abrogazione dei termini di prescrizione. Alle vittime deve essere consentito l’accesso ai sistemi giudiziari laici. Le azioni civili espongono segreti scomodi.
  • Istituire una Commissione internazionale di inchiesta e giustizia: istituire una commissione internazionale di persone indipendenti alle quali le vittime, in particolare dall’Africa, dall’Asia, dai Caraibi e dall’America latina, possano rivolgersi per il riconoscimento e il risarcimento che non potrebbero altrimenti ottenere nei loro paesi.
  • Controllare gli ordini religiosi: smettere di lasciare che ordini religiosi attivi in tutto il mondo (ad esempio, gesuiti e francescani) usino il loro complesso stato giurisdizionale per eludere la responsabilità, sia dentro che fuori dalla chiesa.

Contatti:

In Geneva:

Matthias Katsch, Germany, mail: makazade@gmail.com (German, English, Spanish),

mobile +49 178 1674838

Jean-Marie Fürbringer, Switzerland, mail: jean.furbringer@gmail.com, (French, English)

mobile +41795388721

In Office:

Denise Buchanan, Jamaica, mail: contactus@ecaglobal.org (English)

WhatsApp: +13109802770

ECA Team pics

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