“Il caso ITALIANO”: Mons. Delpini denunciato all’ONU, ha insabbiato l’abuso di un minore.

Mons. Mario Delpini Arcivescovo di Milano dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni al Santo Padre, rimettendo quindi al Pontefice la decisione sul suo incarico.

Dopo le recenti dimissioni dell’intera conferenza episcopale Cilena a fronte degli scandali relativi agli insabbiamenti dei casi di abusi sessuali ai danni di minori da parte di sacerdoti pedofili, si auspicano ora le dimissioni di tutti i Vescovi che analogamente hanno agito nello stesso identico modo in tutti i paesi del continente.

Questo è quanto ci si aspetta dopo le pesanti accuse che coinvolgono diversi alti prelati nel mondo, portate a conoscenza delle NAZIONI UNITE da parte della neo nata Associazione ECA (ENDING CLARICAL ABUSE) che raccoglie diverse associazioni nazionali tra cui per l’Italia “Rete L’ABUSO”.

Francesco Zanardi, Presidente dell’associazione Italiana partner dell’ECA, ha consegnato un dossier completo di documentazione comprovante il sistema di insabbiamento dei casi di pedofilia nel clero italiano. In particolare ha consegnato come primo emblematico esempio, il caso ormai noto dell’Arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini accusato, insieme a mons. Pierantonio Tremolada, di aver messo in campo una strategia complessa per insabbiare il caso del presunto abuso sessuale, ai danni di un ragazzino, da parte di don Mauro Galli nel 2011, in una parrocchia a sud di Milano.

Nel video è possibile visualizzare una breve sintesi della conferenza stampa rilasciata dagli esponenti dell’ECA rappresentati di 14 Paesi in 4 continenti, dopo l’incontro che si è appena svolto a Ginevra nella sede delle NAZIONI UNITE dal 4 all’8 Giugno 2018.

Il Santo Padre Papa Francesco aveva esortato a denunciare con NOMI e COGNOMI: ebbene ora tutto il mondo si è unito, ha preso coraggio ed ha denunciato pubblicamente alle Nazioni Unite i casi di insabbiamento perpetrato sistematicamente da Vescovi di tutto il mondo.
Vedremo cosa se ne farà il Papa di queste denunce da lui auspicate: ora ci sono i “nomi e i cognomi”, i fatti circostanziati, le responsabilità specifiche e personali, le prove, le “evidenze” richieste dal Pontefice.
Il Papa ha chiesto… l’ECA risponde e attende l’imminente occasione dell’incontro previsto in Svizzera (21 giugno 2018 Sede del consiglio mondiale delle Chiese – Ginevra).

PAPA FRANCESCO:

«Un apostolo — ha avvertito il Papa — non può essere un ingenuo: “Ah, è tutto bello, andiamo avanti, eh?, è tutto bello… Facciamo una festa, tutti… tutto si può”…»

«Insomma, ha osservato il Papa, “il buon pastore sa condannare, con nome e cognome”…

MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE

Fuoco dentro

Giovedì, 22 giugno 2017

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2017/documents/papa-francesco-cotidie_20170622_fuoco-dentro.html

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