CILE – Le decisioni del Papa: finora il parto di un topolino

Da gennaio 2018, chi in qualche modo è coinvolto o interessato al tema della pedofilia nella Chiesa, sta seguendo con molta attenzione la vicenda del Cile che non sto qui a riassumere.

Anche in ambienti cattolici (parrocchie), si evidenziano due posizioni molto nette: c’è chi “difende” a priori la Chiesa credendo, in buona fede (?), che il tema della pedofilia sia circoscritto e che venga amplificato solo come “attacco” alla Chiesa stessa; ma c’è anche chi, più o meno timidamente, comincia ad informarsi, a seguire le notizie, a chiedere a chi ne sa qualcosa perché, suo malgrado, ci è passato o conosce bene situazioni a lui vicine.

Questa seconda categoria è quella più interessata ad approfondire, ed è anche quella più determinata a far luce sulle enormi ombre che qualcuno vuol far calare sulla verità.

Dunque sul Cile era attesissima la decisione di Papa Francesco in seguito alle dimissioni di tutta la conferenza episcopale cilena: 34 vescovi avevano scritto e consegnato al pontefice la rinuncia al loro incarico dopo la convocazione in Vaticano di poche settimane fa.

Dunque?

È di oggi la notizia apparsa sul Vatican News: PAPA FRANCESCO ACCETTA LA RINUNCIA DI TRE VESCOVI IN CILE. Grande notizia!  Finalmente il Papa inizia a mettere in pratica la sua TOLLERANZA ZERO, finalmente inizia la lotta seria contro i preti pedofili e chi li protegge, finalmente i piccoli saranno difesi dalla Chiesa!

Sì, questo è quello che un cattolico si immagina con quel titolo e conoscendo i retroscena di tutta la vicenda.

Ma leggendo l’articolo la sorpresa è una ennesima delusione: mons. Cristián Caro Cordero “è stato dimesso” per raggiunti limiti di età, così come il “collega” mons. Gonzalo Duarte García De Cortázar. Il terzo vescovo è mons. Juan Barros Madrid, quello che avrebbe dato maggior scandalo nella copertura del pedofilo Karadima: che fine farà? L’articolo dice che “prenderà un anno sabbatico”.

Da cattolica mi chiedo, e con me se lo chiedono davvero in tanti ormai, che gusto ci trova Papa Francesco ad essere sempre meno credibile?

Questa lotta alla pedofilia (= lottare per proteggere i piccoli! Non stiamo parlando d’altro, accidenti!), che viene tanto decantata, A PAROLE, dalla famosa “Tolleranza Zero” di Papa Francesco, in cosa si tradurrebbe in concreto?

Si traduce in UN ANNO SABBATICO: peggio di così non si poteva nemmeno lontanamente immaginare. Vite di decine e decine di bambini rovinate… un anno sabbatico… UNA PRESA IN GIRO DEVASTANTE. Ma non per chi è già vittima: per la Chiesa stessa!

E il Tribunale per i Vescovi insabbiatori?

E il Motu Proprio “Come una madre amorevole scritto proprio da Papa Francesco?

Sempre e soltanto tante, tantissime, innumerevoli belle parole…

Quanti giornali AVRANNO IL CORAGGIO di commentare questo ultimo intervento del Papa? Tutti pronti a scrivere e riportare ogni cosa detta da Papa Francesco: ma quanti poi verificano cosa effettivamente viene fatto di quanto detto e scritto?

Una mamma cattolica

(lettera firmata)

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