Scaricava file pedopornografici col pc della chiesa, monsignor Capella a processo in Vaticano

L’ex funzionario della nunziatura di Washington è accusato di pedopornografia con l’aggravante dell’ingente quantità. Avrebbe scaricato file con minori in atti sessuali mentre era in visita come diplomatico in Canada, usando il computer di una chiesa locale. Monsignor Capella è stato già arrestato nell’aprile scorso dalla Gendarmeria vaticana.

Monsignor Carlo Alberto Capella, prelato italiano ex funzionario della nunziatura di Washington, sarà processato in Vaticano con la pesantissima accusa di detenzione e scambio di materiale pedopornografico dopo la scoperta di una grande quantità di materiale in suo possesso. Come rende noto la Sala Stampa della Santa Sede, infatti, “il Giudice istruttore presso il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha notificato oggi all’imputato, al suo avvocato e al Promotore di Giustizia, la sentenza di rinvio a giudizio a conclusione della fase istruttoria del procedimento in corso a suo carico”. Monsignor Capella dovrà presentarsi in Tribunale nel pomeriggio di venerdì 22 giugno quando è fissata la data della prima udienza del processo a suo carico.

Il Vaticano, nella nota, ricorda inoltre che “nella requisitoria del 30 maggio 2018 il Promotore di Giustizia, ritenendo sufficienti le prove acquisite, aveva chiesto che il giudice istruttore dichiarasse chiusa l’istruzione formale e disponesse con sentenza il rinvio a giudizio dell’imputato. II giudice Istruttore, ritenuta la giurisdizione dell’Autorità giudiziaria vaticana – perché il reato contestato riguarda fatti commessi da un pubblico ufficiale, anche se all’estero – ha dichiarato chiusa l’istruzione formale e ha rinviato a giudizio Monsignor Capella, con provvedimento del 7 giugno”. Al prelato viene contestato il reato di pedopornografia con l’aggravante dell’ingente quantità.

L’inchiesta a carico di Monsignor Capella era partita a seguito di una segnalazione del Centro nazionale di coordinamento contro lo sfruttamento dei bambini della polizia canadese visto che il materiale sarebbe stato scaricato durante un soggiorno fatto in Canada nel dicembre 2016 e attraverso un computer di una chiesa locale. Le indagini poi erano culminate  in una prima richiesta di arresto da parte delle autorità canadesi e poi nella notifica di accertamenti da parte del Dipartimento Usa dove il diplomatico vaticano era in servizio. La vicenda però era emersa pubblicamente solo il 15 settembre del 2017 quando, al termine di una collaborazione tra le autorità giudiziarie vaticane e nordamericane, si è appreso che il promotore di giustizia vaticano aveva aperto un fascicolo nei confronti del diplomatico. Fascicolo che infine ha portato nell’aprile scorso all’arresto di Capella da parte della Gendarmeria vaticana, nelle cui celle si trova attualmente detenuto il monsignore.

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