CARDINALE SEPE, PRONTO A DIMETTERSI

di Arnaldo Capezzuto

Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, domani compie 75 anni, a norma del diritto canonino dovrebbe presentare e inoltrare le sue dimissioni dalla guida della Curia di Napoli e trasferirsi da Largo Donnaregina alla Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio di Capodimonte.

L’ex capo di Propaganda Fide, l’organizzatore del Giubileo del 2000 e segretario per oltre 30 anni del Papa-Santo Giovanni Paolo II è giunto al capolino. Venne nominato  Arcivescovo di Napoli, il  20 maggio 2006, dal nuovo Papa Benedetto XVI. Un esilio che Sepe accettò.

Si, perchè Papa Ratzinger non ha mai amato Sepe. Ai tempi del grande Giubileo evidenziò di come un evento religioso si fosse trasformato in un grande lunapark.

Insomma, il monsignore di Carinaro giunge a Napoli e sostituisce così alla guida dell’Arcidiocesi partenopea il cardinale Michele Giordano, dimissionario – appunto – per sopraggiunti limiti d’età.

Il primo luglio del 2006, Crescenzio Sepe, prende effettivo possesso di Largo Donnaregina con una solenne celebrazione in Duomo, preceduta dalla visita al disagiato quartiere di Scampia.

L’operazione simpatia fa subito breccia nei cuori dei napoletani, il cardinale cerca la gente, la folla, il popolo e saluta in dialetto con ‘A maronn ci accumpagn’.

Non mancano le grane giudiziarie, a giugno 2010, scoppia un caso clamoroso. Sepe e l’ex ministro Pietro Lunardi sono indagati dalla Procura di Perugia nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta ‘cricca’ che avrebbe lucrato sui Grandi eventi.

Corruzione il reato contestato a entrambi. I loro nomi compaiono in due diversi tronconi dell’indagine e si riferisce quando il cardinale era in Vaticano.

Per il cardinale Sepe, l’indagine riguarda in particolare la ristrutturazione e la vendita di alcuni immobili di Propaganda Fide nel 2005.

Operazioni nelle quali risultano coinvolti il costruttore Diego Anemone, considerato personaggio centrale dell’inchiesta sui Grandi eventi.

Il sospetto degli inquirenti perugini è che l’alto prelato abbia ricevuto in cambio dei favori. Anche per quanto riguarda Lunardi l’accusa fa riferimento alla ristrutturazione e alla vendita di un immobile.

Sepe era già attenzionato dai magistrati di Perugia per la vicenda di un alloggio romano dato in uso dallo stesso cardinale a Guido Bertolaso, ex capo della protezione civile.

L’inchiesta neppure a dirlo dove è stato coinvolto l’ex potentissimo ‘Papa rosso’ finisce sul binario morto.

Quando le nebbie sembrano diradarsi scoppia il caso delle raccomandazioni chieste per i nipoti dall’alto prelato a due fratelli imprenditori, i casertani Michele e Sergio Orsi, il primo ammazzato da un commando del clan dei Casalesi. Omicidio che resta a distanza di 10 anni molto oscuro. Chi sono stati i mandanti?

Poi c’è la vicinanza, l’amicizia e una casa ‘svenduta’ all’amico Nicola Cosentino, già sottosegretario all’Economia, nell’ultimo governo Berlusconi e poi finito in disgrazia con numerose condanne anche una per aver agevolato la cosca casertana.

E resta impressa nella memoria la battuta dell’allora sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino che alla notizia di Sepe, nuovo cardinale di Napoli, disse a taccuini chiusi: “Finalmente la città avrà un qualificato operatore economico”.

La passione per la squadra del Napoli, le tante iniziative di piazza, feste e addirittura un premio a suo nome con tanto di statuetta con le sue sembianze.

E domani spegnerà 75 candeline, inoltrerà le dimissioni ma saranno respinte, difficilmente lascerà il testimone. Tutto grazie a un viaggio in Vaticano e un colloquio con Papa Francesco per imporre al Pontefice una proroga di 24 mesi.

E da Oltretevere non c’è  grande entusiamo per dire il vero. Papa Francesco ha tenuto a debita distanza Sepe, quando il Pontefice venne in visita in città, non solo il cerimoniale impose un rigoroso programma ma bocciò tutte le iniziative festagliole dell’alto prelato.

Ora sono giorni difficili per Sepe, la Curia Arcivescovile è sotto assedio c’è la bruttissima storia degli abusi subiti da Diego Esposito (nome di fantasia) da parte di don Saverio Mura, parroco di Ponticelli, sul finire degli anni Ottanta.

Vicenda scabrosa e drammatica che – accusano – Largo Donnaregina ha dimenticato nel cassetto. E’ stato prorio il Pontefice a raccogliere il grido disperato della vittima e sollecitare l’intervento della Curia partenopea.

Contraddizioni, lentezze e valutazioni sbagliate che pesano su di una chiesa napoletana sfiducia e che avrebbe voglia di nuove energie, nuovi entusiasmi e un nuovo spirito rinnovatore.

Il cardinale Sepe per molti fedeli rappresenta il potere e  la gestione di interessi di parte, caso lampante la vicenda della Deputazione di San Gennaro e il tentativo di scippo da parte della Curia di Napoli.

Tutto può accadere anche che nel concistoro del 29 giugno spunti il nome a sorpresa del nuovo cardinale di Napoli, con Sepe che meritatamente si gode la pensione.

Cardinale Sepe, pronto a dimettersi

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