#papaascoltadiego #iostocondiego SECONDO GIORNO di sciopero della fame

Resoconto della giornata di ieri, a cura delle “Mamme della Rete”.

Già di prima mattina sono partite le prime telefonate e messaggi tra noi. Diego Esposito ha telefonato in Vaticano, come gli era stato detto, all’orario indicato. Si aspettava finalmente di avere la data del fatidico incontro con Papa Francesco. Una attesa che impedisce di dormire tranquilli: quando si aspetta qualcosa di importante si è in ansia, si fa fatica a concentrarsi su tutto il resto … “Devo telefonare in Vaticano, mi hanno detto che avrò la data dell’appuntamento con il Papa”. E Diego si illude. Ancora una volta spera che questa sia la volta buona, si stanno davvero interessando di lui, capiscono quello che sta soffrendo…

Quindi? È una bella telefonata che rimanda ad un’altra telefonata… il Vaticano aspetterebbe una relazione (non è dato sapere da parte di chi né a chi indirizzata) per martedì sera: dunque Diego deve telefonare ancora mercoledì mattina. Allora sì che avrà la risposta. Finalmente. E Diego ringrazia. Non ha alternative. Ma la gente deve sapere.

Una vittima che attende risposte da otto anni potrà ben aspettare ancora due giorni! È quasi ridicolo riportare queste notizie, ma sono purtroppo drammaticamente reali.

Lo sciopero della fame è dunque iniziato e si protrarrà almeno fino a mercoledì: quando si saprà la data dell’incontro con Papa Francesco… o quando ci ritroveremo a scrivere che siamo ancora in attesa…

Attesa e ancora attesa… pazienza e ancora pazienza…

Ma la pazienza è la virtù dei forti. E Diego Esposito lo è. E Diego Esposito non è solo.

Ieri comunicavamo che si era aggiunto allo sciopero della fame anche Michele Reggio. Possiamo confermare che altre due persone hanno iniziato ieri lo sciopero della fame in sostegno a Diego: Giuseppe Scognamiglio e Loredana Chierico. Quattro vittime hanno dunque iniziato lo sciopero della fame. E non è uno scherzo, fanno sul serio.

È partita anche un’altra iniziativa a sostegno di Diego Esposito e delle altre vittime… ma di questo ne parleremo alla prossima puntata.

Le “Mamme della Rete”

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