Pedofilia. Diego incontra Sepe e rilancia: “Se don Silverio non è pedofilo mi denunci” (di G. Cesareo)

In seguito al comunicato del 7 aprile scorso della Curia di Napoli, che ufficializzò la riapertura delle indagini ecclesiastiche, da parte di Papa Francesco, sui presunti casi di pedofilia a carico di don Silverio Mura, e quello emesso successivamente per chiedere un “aiuto” sulle indagini, invitando altre vittime a farsi avanti e denunciare, arrivò l’indignazione delle stesse vittime e in particolare di Diego Esposito, primo accusatore proprio di don Silverio, che considerò il secondo comunicato come una sorta di smacco, delegittimizzazione delle accuse e delle prove fornite alla diocesi partenopea.

Lo stesso Diego, insieme a sua moglie, nel pomeriggio di ieri è stato ricevuto dal card. Crescenzio Sepe e dal cancelliere diocesano padre Luigi Ortaglio. In un incontro molto cordiale, di circa un’ora, Diego ha ribadito le sue accuse, ponendo ai suoi interlocutori diverse domande sulle indagini e l’operato della Curia.

Questo il suo racconto dell’incontro al Faro di Roma: “Devo dire subito che l’incontro è stato cordiale e che il cardinale è stato molto disponibile e gentile, ma le risposte che mi sono state date non sono state quelle che mi aspettavo. Ho confermato le mie accuse a don Silverio, ribadendo la veridicità delle prove che gli ho fornito, ma dalle risposte che mi sono state date era evidente che si stavano arrampicando sugli specchi. Anzi, a più riprese mi hanno detto che la colpa è di Roma, della Congregazione per la dottrina della fede che non avrebbe accolto la documentazione da loro fornita”.

“Sono stati in silenzio – ha continuato – quando gli ho chiesto dell’andamento delle indagini e se dalle visite mediche erano riusciti a verificare i particolari intimi di don Silverio, forniti da me all’atto della denuncia. Poi, hanno sostenuto di non sapere dove sta don Silverio in questo momento e che se all’epoca ha cambiato il nome è stata una scelta personale del sacerdote per i suoi precedenti. Io ho consegnato anche due lettere di alcune mamme preoccupate e che vogliono chiarezza su questa storia perchè hanno paura per i loro figli”.

Diego, poi, è tornato sulla richiesta della testimonianza di nuove vittime: “Mi è stato chiesto di portare altre vittime a testimoniare. Questo significa che tutto quello che ho subito e sto subendo non serve a nulla. Ripeto, il cardinale è stato molto disponibile, ma se non gli bastano queste prove che già ha in mano non so cosa altro possa servire. A tratti, almeno secondo una mia sensazione, mentre parlavo, mi ha dato anche l’impressione di non conoscere tutta la mia vicenda, ma la cosa mi sembra molto strana visto che ormai questa lotta dura da otto anni”.

Allo stesso Sepe, Diego, ha lanciato il suo appello: “Ho detto al cardinale che se don Silverio non è un pedofilo mi deve denunciare, così davanti ad un giudice, in una causa penale, potrò dimostrare finalmente che ciò che dico è vero. Sono anni che lo denuncio pubblicamente. Un’altra persona se ne sarebbe risentita e mi avrebbe denunciato, ma lui non ha mai fatto nulla, ha pensato sempre e solo a scappare”.

“Con il cardinale – ha concluso Diego – si è parlato di ulteriori incontri, ma non è stata fissata nessun’altra data. Io attenderò ancora qualche giorno, poi valuterò la possibilità di andare a Roma e iniziare uno sciopero della fame, fino a quando non sarò ricevuto dal Papa, l’unico che secondo me può far luce sulla questione”.

Giuseppe Cesareo

Pedofilia. Diego incontra Sepe e rilancia: “Se don Silverio non è pedofilo mi denunci” (di G. Cesareo)

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