SAVONA; minori potenzialmente a rischio in alcune scuole impossibilitate a fare prevenzione

Di Francesco Zanardi

Pochi giorni fa si è rivolto alla Rete L’ABUSO un gruppo di genitori allarmati per la presenza – nella scuola frequentata dai figli – di un inserviente (bidello) già denunciato nel 2016 perchè sorpreso mentre sbirciava le ragazzine nei bagni di una scuola presso cui lavorava. Una preoccupazione legittima, a fronte della quale, però, non vi è soluzione, tranne quella di togliere i figli da scuola.

Malgrado l’episodio già denunciato nel 2016 sia stato portato ancora una volta all’attenzione dei dirigenti della scuola, questi non hanno modo di intervenire e, come loro, i Carabinieri che raccolsero la denuncia all’epoca. L’unica rassicurazione data ai genitori dai dirigenti della scuola, è stata “sappiamo e lo teniamo d’occhio”.

Un pò poco non vi pare?

Vale la pena di esaminare questo episodio sotto l’aspetto del diritto e confrontarlo con altre situazioni analoghe che, però, non si comprende per quale motivo, reagiscono con dinamiche opposte.

La Costituzione Italiana dà ai cittadini una serie di garanzie, le c.d. garanzie costituzionali, dalle quali derivano i nostri diritti. Le priorità sono chiarissime: per avere dei diritti occorrono delle garanzie, e appare ovvio che il diritto non può prevaricare le garanzie, altrimenti queste vengono meno.

Nel caso in questione però vediamo che il diritto dell’inserviente, prevarica abbondantemente le garanzie dei minori, fino ad annullarne totalmente il diritto alla tutela, cioè la prevenzione.

Nella sostanza, l’inserviente non può essere allontanato dalla scuola – non dico licenziato ma messo a lavorare dove non ci sono minori – perché il lavoro è un suo diritto. Al tempo stesso però, è potenzialmente pericoloso per i minori, ha già una denuncia, ma questo non basta per la legge italiana ad avviare precauzioni preventive, perché il delitto non si è di fatto consumato.

Vediamo il rovescio della medaglia: il diritto alla tutela per i minori, un diritto che viene palesemente infranto già solo per la mancata prevenzione.  Stando ai fatti, in questo caso una persona con un precedente – non di reato, ma di palese potenzialità a commetterlo – non viene allontanata dalle potenziali vittime.

IL PARADOSSO.

Trattiamo ora sullo stesso piano una situazione analoga, la prevenzione degli incidenti stradali.

Come dovrebbe essere per i potenziali molestatori, nel caso della prevenzione stradale, se guidi con un tasso alcolico superiore allo 0,6 puoi essere un potenziale rischio per la collettività, quindi, per evitare che tu possa fare danni, ti viene tolta la patente.

Analizziamo e confrontiamo: ti tolgono la patente non perché hai consumato il reato, anzi, magari in tutta la tua vita non hai avuto mai neppure un incidente (situazione quasi analoga a quella dell’inserviente, che a differenza, è già stato denunciato), ma perché il tuo comportamento potrebbe essere rischioso per la collettività.

Il ragionamento in questo caso non fa una piega e le garanzie costituzionali funzionano a dovere perché negano un diritto, quello di guidare (nel caso del bidello sarebbe limitato solo al lavoro con i minori) per tutelare la collettività, il diritto quindi non prevarica in questo caso le garanzie, ma le rafforza.

Considerato che i minori, proprio per la minore età, hanno diritto (per gli adulti un dovere) ad una maggiore tutela, perché non vengono trattati e tutelati dallo Stato con lo stesso principio?

Francesco Zanardi

Presidente Rete L’ABUSO

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