Diego Esposito, vittima di pedofilia, strappa una promessa dal cardinale Sepe: “Ci vedremo”

Se le accuse fossero dimostrate, il caso di Diego Esposito sarebbe il più grave scandalo di pedofilia clericale in Italia. Eppure, pare che questa verità sia difficile da appurare, visto che nel 2016 l’indagine interna è stata chiusa per insufficienza di prove nonostante un video molto eloquente. Ora uno spiraglio: il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, promette a Esposito che si incontreranno.

L’occasione era la visita del Cardinale Sepe, arcivescovo di Napoli, a Ponticelli, quartiere della periferia est della città. Diego Esposito (nome di fantasia), che ha denunciato gli abusi di don Silverio Mura, subiti quando aveva appena tredici anni, cerca da tempo di incontrare il cardinale, senza successo. Silverio Mura era l’insegnante di religione del ragazzino e lo violentò per tre lunghissimi anni. Ma Diego è solo una delle vittime che hanno denunciato gli abusi dall’ex parroco: reati ormai prescritti per la giustizia italiana, caso chiuso per la Chiesa, perché l’indagine interna alla Curia di Napoli aveva dato esito negativo, nonostante le prove, i video e le testimonianze portate da Diego. Se le accuse fossero dimostrate, il suo caso sarebbe il più grave scandalo di pedofilia clericale in Italia.

Eppure, pare che questa verità sia difficile da appurare, visto che nel 2016 l’indagine interna è stata chiusa per insufficienza di prove nonostante un video che documentava come don Mura non solo non negasse l’esistenza degli abusi, ma invitasse il ragazzo a pregare per superare il trauma. Don Silverio Mura, di contro, si trova ancora saldamente al suo posto, mandato a Montù Beccaria (in provincia di Pavia) nel quale esercitava il suo ministero sotto un altro nome. Come se non bastasse, una perizia psichiatrica chiesta dalla Curia su Diego Esposito si concentrava molto su domande del tipo: “Perché lei ha scelto di andare a casa di un prete?”. Tutto, ovviamente, documentato dallo stesso Diego attraverso audio e video.

La vittima non si arrende e sta cercando, da anni, di incontrare il Cardinale Sepe, che ha più volte accusato di aver insabbiato l’inchiesta. Questa volta, però, pare sia riuscito a strappargli una promessa, durante un brevissimo dialogo – che ha registrato –  avvenuto fuori dalla parrocchia di Ponticelli. Diego si avvicina prima alla sicurezza chiedendo di Sepe: “Lui mi conosce – dice -. Se può dirle che c’è Diego Esposito, se non mi vuole ricevere non mi riceve, però lui conosce la mia storia, anche solo due secondi”. Le guardie lo avvertono, però, che il Cardinale sta andando via e non lo fanno avvicinare. Ma lui aspetta e finalmente, riesce ad avvicinare Crescenzio Sepe: “Cardinale, sono Diego Esposito, possiamo vederci qualche volta?”. Lui risponde: “Va bene, ti faccio sapere io”. Poi c’è lo scambio di un saluto.

Diego aspetta giustizia dal 2010, anno nel quale ebbe il coraggio di denunciare le terribili violenze che aveva subito. A lui, insieme a Rete L’Abuso che da anni si occupa di questo tema, si sono aggiunte altre persone, come Giuseppe Scognamiglio (nome di fantasia anche questo) e altre vittime che vogliono restare completamente anonime e hanno scelto di testimoniare a porte chiuse nella causa civile di Esposito e Scognamiglio, l’unica rimasta in piedi, visto che i reati sono prescritti. Intanto, pare che l’indagine su don Mura sia stata riaperta per volontà della Santa Sede dopo una nuova denuncia pervenuta in Vaticano.

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