Pedopornografia prete milanese arrestato dalla Gendarmeria vaticana

Anche nella Bassa e nel Cremasco due casi che hanno visto sacerdoti accusati di pedofilia.

Pedopornografia nel computer di un sacerdote milanese. Monsignor Alberto Capella è stato arrestato sabato dalla gendarmeria vaticana. Le accuse sono arrivate dagli Stati Uniti e dal Canada.

Pedopornografia sul pc del sacerdote

Sabato mattina, su proposta del Promotore di Giustizia, il Giudice Istruttore del Tribunale del Vaticano ha emesso un mandato di cattura a carico di monsignor Carlo Alberto Capella, ex funzionario della Nunziatura di Washington. Il provvedimento è stato eseguito dalla Gendarmeria Vaticana. L’imputato è detenuto in una cella della caserma del Corpo della Gendarmeria, a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’arresto giunge al termine di un’indagine del Promotore di Giustizia per possesso di ingente materiale pedopornografico. Lo comunica la Sala stampa vaticana.

La vicenda

Nato a Carpi, in provincia di Modena, nel 1967 monsignor Alberto Capella è stato ordinato sacerdote nella diocesi di Milano. Cresciuto all’oratorio San Carlo di Rho ha sempre rivestito incarichi diplomatici. L’ultimo quello di funzionario della nunziatura pontificia a Washington, negli Stati Uniti. La vicenda parte però dal Canada. Proprio il dipartimento di giustizia americano notificò alla Santa Sede le accuse contro Monsignor Capella, immediatamente richiamato in Vaticano. Poco dopo anche il Canada emise un mandato di arresto nei confronti dell’uomo accusato di aver scaricato e diffuso materiale pedopornografico dal computer di una chiesa durante un soggiorno nel Paese, nel dicembre 2016. Sabato mattina, dopo le indagini l’arresto.

Preti pedofili, il caso del cremasco don Inzoli

Quando si parla di preti pedofili impossibile non pensare alla vicenda di don Mauro Inzoli. Il sacerdote cremasco ai vertici di Cl, meglio conosciuto con il nome di “Don Mercedes” è stato condannato il mese scorso in via definitiva per aver abusato di diversi minori giustificando il proprio comportamento con passi della Bibbia. Era già stato spogliato delle vesti sacerdotali  l’anno scorso e si trova ora in carcere a Bollate.

Il covese don Zappella

Il caso di Don Inzoli aveva suscitato clamore e interesse anche a livello internazionale . Ma anche la piccola Covo, nel cuore della Bassa Orientale, ha avuto il suo scandalo. Meno noto a livello nazionale il caso di don Francesco Zappella aveva suscitato parecchio clamore in Sudamerica. Tantissime le denunce arrivate contro il sacerdote covese dall’Uruguay, dove don Zappella gestiva una missione che si occupava anche di un orfanotrofio. Durante le indagini era spuntata anche una condanna a 14 mesi risalente al 1989, per atti di libidine violenti su due ragazzini con meno di 14 anni. Ai tempi Don Zappella era stato ammesso al Noviziato a Pinerolo, poi interrotto, ufficialmente per motivi di salute. Quattro mesi dopo però, nonostante la condanna, don Zappella era stato accolto nel seminario di Albegna, dove era diventato sacerdote. Il magistrato aveva però chiesto l’archiviazione per le accuse contro don Zappella in quanto, essendo trascorsi più di 10 anni dai fatti, i reati erano caduti in prescrizione.

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