Abusi sessuali per mano di un sacerdote? Inizia l’ascolto della presunta vittima

È cominciato in mattinata, presso il Tribunale dei Minorenni l’incidente probatorio. Nella prossima udienza camerale, il pm, gli avvocati ed i consulenti tecnici potranno rivolgere alla 13enne, le domande che riterranno più opportune per far luce sulla delicata vicenda.

È cominciato, in mattinata, l’incidente probatorio per ascoltare la 13enne, presunta vittima di abusi sessuali per mano di un sacerdote. Innanzi al gip Cinzia Vergine, presso il Tribunale dei Minorenni, ha, dunque, preso inizio “l’ascolto protetto” alla presenza di una psicologa. La giovane, per circa cinque ore, ha risposto alle domande, ma sul contenuto delle risposte vige il massimo riserbo. Il giudice ha rinviato al 31 maggio prossimo, per continuare a sentire la ragazza. Nella prossima udienza camerale, il pubblico ministero, gli avvocati ed i consulenti tecnici potranno rivolgere alla 13enne, tramite il gip, le domande che riterranno opportune per far luce sulla delicata vicenda. Le dichiarazioni verranno poi vagliate dal consulente tecnico nominato dal giudice ( dr.ssa Francesca Panico), per accertarne l’attendibilità. Nel frattempo, anche i legali e la Procura hanno nominato un proprio consulente di parte.

L’inchiesta

Nella richiesta d’incidente probatorio inoltrata al gip, a firma del pm Stefania Mininni, comparivano i nomi dei tre indagati: il prete risponde di violenza sessuale aggravata, con riferimento a palpeggiamenti, avances di natura sessuale ed anche a rapporti “completi” con la ragazzina.

La madre è accusata dello stesso reato, ma per presunte “molestie” che si sarebbero consumate tra le mura domestiche. Si tratterebbe anche in questo caso, di un’accusa tutta da verificare. Inoltre, il genitore risponde delle ipotesi di reato di false informazioni al pubblico ministero e favoreggiamento personale. Avrebbe riferito di non aver più avuto contatti telefonici con il sacerdote, dal momento in cui la figlia era stata allontanata da casa, dopo il provvedimento del Tribunale dei Minori. In realtà, ritiene la Procura, la donna avrebbe mantenuto contatti quasi quotidiani con il prete, anche attraverso una terza persona. Non solo, poiché la signora lo avrebbe aiutato ad eludere le indagini, consigliandogli di non utilizzare i social network o schede telefoniche che già utilizzava.

Infine, risulta indagata la nonna della ragazzina, sempre con l’accusa di false informazioni al pubblico ministero, poiché non avrebbe detto tutta la verità al pm, sulla presunta relazione tra il sacerdote e la madre della presunta vittima. In particolare, “tacendo” su una vacanza al mare di cinque giorni, trascorsa dalla figlia con il sacerdote.

Le accuse al prete

Le accuse al prete hanno preso avvio dalla denuncia di una zia (parente del padre) residente in Campania della 13enne, depositata nell’agosto scorso.

I fatti contestati si sarebbero verificati tra dicembre del 2016 e giugno del 2017, in un paese dell’hinterland di Lecce. Il sacerdote non è stato mai sospeso dalla Curia che lo ritiene assolutamente estraneo ai gravi addebiti contestatigli.

Durante le indagini, condotte dai Carabinieri del Norm di Lecce, sono stati sequestrati il telefonino del parroco e della presunta vittima, per essere analizzati da un perito informatico nominato dalla Procura. Nel frattempo sono stati depositati gli esiti della consulenza, eseguita dal dr. Claudio Leone.

La ragazza è stata anche sentita, attraverso un primo “ascolto protetto”, alla presenza di una psicologa. Per due volte. Anzitutto, subito dopo la denuncia, ma anche in seguito alla visita ginecologica che non avrebbe riscontrato i segni di una violenza sessuale.

Il ruolo della famiglia

Dunque, sulla scorta di questi accertamenti, la Procura intende verificare la fondatezza delle accuse. Anche nei confronti della madre. Ciò che è certo, è che ci si trova di fronte ad un contesto familiare degradato, caratterizzato da un’accesa conflittualità e segnato anche da difficoltà economiche. I genitori sono da tempo separati e il padre ha una recente condanna penale alle spalle.

Sullo sfondo di questo complesso quadro, emergerebbe il ruolo del prete. Una figura di “supporto” ad una famiglia segnata da enormi difficoltà e conflittualità,con un continuo “rimpallo” di responsabilità? Il sacerdote, infatti, pur non essendo un “amico di famiglia” in svariate occasioni si sarebbe offerto di dare una mano anche dal punto di vista economico. Oppure, il prete avrebbe approfittato della fiducia incondizionata accordatagli dalla famiglia per molestare la 12enne? Domande a cui daranno una risposta nei prossimi mesi gli inquirenti.

Il sacerdote è assistito dai legali Stefano De Francesco e Vittorio Vernaleone. La madre e la nonna della minore sono invece difese dall’avvocato Francesco Cavallo. Invece, il padre della persona offesa, è assistito dal legale Benedetto Scippa. È stata invece nominata nelle vesti di curatrice speciale della 13enne, l’avvocato Agnese Caprioli.

Abusi sessuali per mano di un sacerdote? Inizia l’ascolto della presunta vittima

Advertisements