Lettera aperta della vittima Diego Esposito al sindaco di Montù Beccaria Amedeo Quaroni

Egregio sindaco, ho letto con rammarico la sua lettera aperta e le confesso che mi ha profondamente ferito non solo per come lei si esprime, con toni giustificativi e rassicuranti nei confronti di don Mura, un pedofilo che ha rovinato la vita a me e ad altri. Contrariamente a come lei lo definisce “Don Silverio Mura per lo Stato Italiano è un uomo libero ed innocente fino a prova contraria”, mi permetto di dissentire: a meno che lei non ritenga “uomini liberi” persone che, come nel caso di don Mura, sono costrette a nascondersi oramai da 10 anni, sotto falso nome, ed avvalendosi del favoreggiamento della diocesi di turno. “Uomini innocenti”, solo perché si avvalgono della prescrizione, anziché rinunciarvi e chiedere il giudizio alla magistratura chiarendo la propria posizione, levandosi di dosso, una volta per tutte, quelle che lei, signor sindaco, definisce banalmente accuse infondate e infamanti: ma si è chiesto perché, se le accuse sono davvero infondate, don Mura non mi ha querelato per diffamazione ?

Lei afferma che; “come primo cittadino mi sono attivato immediatamente per trasmettere questa nostra preoccupazione agli organi ecclesiastici” ma le devo ricordare che lei è un sindaco della Repubblica Italiana, uno stato laico, il suo dovere non è quello di tutelare la chiesa dalle sue stesse zozzerie, il suo dovere – mi consenta se glielo rammento – è quello di tutelare la salute dei suoi cittadini. Sarebbe stato suo dovere – soprattutto ignorando quali azioni siano in corso da parte della magistratura  – informare di quanto aveva appreso sull’identità di Silverio Mura, il primo posto di polizia e non consultare gli organi ecclesiastici che lo nascondono da 10 anni, per ultimo nel suo comune.

Anche sul cambio di nome, mi permetta, ma non è paragonabile a chi in paese è conosciuto con un soprannome, o al mio nome di fantasia che utilizzo solamente per tutelare i miei tre figli e mia moglie! Don Mura, il suo lo usava per nascondersi perché, prescritto o meno, più persone lo hanno formalmente querelato per stupro di minore: la differenza è notevole, non crede ?

I miei avvocati, l’associazione Rete L’ABUSO che mi tutela dall’inizio della mia terribile vicenda, come lei dice non stanno “mettendo in atto un attacco vero e proprio, teso a minare la tranquillità delle nostre famiglie ed il buon nome del nostro paese”, ma stanno cercando semplicemente di fare in modo che don Mura non abusi di altri minori.

Come ben saprà, la pedofilia non è una malattia che si cura, è una grave devianza della personalità e proprio per le sue caratteristiche la comunità scientifica paragona il profilo del pedofilo a quello del serial killer. Ne viene da se che mettere un pedofilo vicino ai bambini ha lo stesso buonsenso di mettere un orso vicino al miele e aspettarsi che non lo mangi. I pedofili non hanno comportamenti rivelatori della loro perversione sessuale, e quindi appaiono tutti degni di stima e scevri da critiche delle persone che li frequentano. Pertanto solo uno stolto baserebbe il suo giudizio, su un sospettato di pedofilia, ancorandolo a queste  valutazioni che la Psicologia considera prive di significato.

Per questo motivo chiedo alle mamme, non per creare allarmismi ma sperando dal profondo del cuore che in questo anno a Montù Beccaria non sia accaduto nulla a nessun bambino, chiedo comunque alle mamme, se nell’ultimo anno avessero notato cambiamenti inspiegabili o sospetti nei loro figli, di avere il coraggio di approfondire, perché se preso subito, il trauma si può affrontare.

A lei, signor sindaco, non ho mai personalmente attribuito alcuna responsabilità per meritarmi questo attacco, le chiedo solo di fare chiarezza, di chiedere al suo vescovo come don Mura sia arrivato a Montù Beccaria, di sicuro non ha bussato alla porta della chiesa dicendo “eccomi qua”, qualcuno, il vescovo, il parroco avrà ricevuto i dovuti accrediti, non penso abbiano aperto la porta ad uno sconosciuto.

Da quanto ho appreso dai giornali, prima di partire don Mura avrebbe fatto scorta di medicine: avrà quindi avuto un medico, in un anno almeno una volta si sarà fatto fare una ricetta? Verifichi, perché in questo caso, sulla ricetta, oltre al codice fiscale appaiono anche il nome e il cognome.

Le chiedo solo di fare chiarezza perché è palese che qualcuno sapesse la vera identità di Saverio Aversano, lo stesso qualcuno che lo ha avvisato e fatto fuggire poco prima della messa in onda del programma Le Iene.

Lei è il sindaco, credo di rivolgermi all’interlocutore giusto e credo che anche i suoi cittadini si aspettino e si meritino questo da lei.

Diego Esposito

Per garanzia sull’identità della vittima che pubblicamente utilizza un nome di fantasia

Francesco Zanardi

Presidente della Rete L’ABUSO

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