Il contratto dei Legionari di Cristo “15 mila euro per negare gli abusi”

PEDOFILIA L’ex rettore del seminario a processo. I documenti per insabbiare tutto

Ferruccio Sansa

“Giorgio dichiara di non ricordare e di escludere di essere stato destinatario o partecipe di comportamenti, atteggiamenti o attività aventi motivo o sfondo sessuale in presenza di padre Vladimir Reséndiz Gutierrez… neppure qualificabili come atti che potevano indurre a comportamenti sessualmente rilevanti o incidenti sulla propria sfera sessuale”. È scritto così nel documento. Lo ha presentato alla Procura di Novara la famiglia di un ragazzo che sostiene di essere vittima di molestie sessuali nel seminario dei Legionari di Cristo a Gozzano (Novara).

Nei giorni scorsi l’ex rettore del seminario, appunto padre Reséndiz (oggi in Messico), è stato rinviato a giudizio per molestie sessuali a carico di tre seminaristi all’epoca minorenni.

Ma il punto oggi pare un altro: quei due documenti – di cui il Fatto ha copia – con cui i Legionari di Cristo avrebbero voluto chiudere la questione, firmando una transazione con un ragazzo che accusa il sacerdote. Due distinte proposte. La prima, a pagina 3, indica quello che il ragazzo avrebbe dovuto dichiarare “liberamente e spontaneamente con pieno e profondo convincimento”.

Ma andiamo con ordine. È l’inizio del 2013 quando un sacerdote che svolge un servizio di psicologo a Milano si trova davanti un giovane seminarista dei Legionari di Cristo. Giorgio – il nome è di fantasia – viene da una famiglia profondamente cattolica. Ha preso con entusiasmo la strada del seminario. Poi all’improvviso la crisi. Addirittura manifesta il desiderio di farla finita. Il sacerdote psicologo della diocesi lo ascolta e alla fine riesce a farlo parlare. Il contenuto di quei colloqui è riportato in una denuncia presentata dallo stesso prete milanese: “Nell’ambito di una serie di colloqui con il giovane Giorgio mi riferiva di essere stato ripetutamente molestato e abusato sessualmente da un prete messicano, padre Reséndiz Gutierrez”.

Comincia subito un’inchiesta per le violenze compiuta della Procura di Milano e poi passata per competenza a quella di Novara. Ma intanto tra i Legionari e la famiglia di Giorgio cominciano dei contatti. La Congregazione presenta una prima proposta per chiudere la questione. E la famiglia di Giorgio salta sulla sedia leggendone i punti: Giorgio dovrebbe dichiarare “di aver avuto contatti con il Reséndiz nella sua qualità di Prefetto di Disciplina del seminario ed averlo frequentato esclusivamente in occasione di attività di seminario”. Non basta. La Congregazione dei Legionari “al solo fine di incoraggiare e sostenere Giorgio e i suoi genitori nella formazione ed educazione offrono loro una somma complessiva di 15mila euro”. Ma ci sono delle condizioni: “I genitori e Giorgio rinunciano a qualsiasi azione”. Il patto è sottoposto a vincolo di riservatezza. In caso di violazione Giorgio e i suoi familiari dovranno “versare alla congregazione una somma doppia di quella riconosciuta” con la transazione.

La famiglia di Giorgio non firma e si rivolge all’avvocato milanese Daniela Cristina Cultrera. Dopo qualche mese arriva un’altra bozza di scrittura privata. Molto più soft. Giorgio deve dichiarare che “la congregazione e tutti i suoi sacerdoti sono sempre rimasti totalmente estranei agli abusi lamentati”. Ancora: “Detti abusi sarebbero stati commessi unicamente ed esclusivamente dal Gutierrez”.

Giorgio e i suoi familiari portano i documenti in procura. Ne nasce un fascicolo per tentata estorsione per cui i pm di Novara recentemente hanno chiesto l’archiviazione. Ma Giorgio e la sua famiglia non ci stanno. Si oppongono.

Il cronista si è messo in contatto con ambienti dei Legionari che sottolineano: “Padre Reséndiz è stato ridotto allo stato laicale per molestie a carico di altri due ragazzi. Ma nega le accuse di Giorgio. Comunque nessun altro sacerdote del seminario è stato mai indagato o accusato di molestie”. Ma le clausole contenute nei tentativi di accordo secondo cui Giorgio doveva dire di non aver avuto rapporti con il sacerdote accusato di molestie? “Erano soltanto proposte. Volevamo sostenerli nelle difficoltà”.

I legali di Giorgio hanno depositato anche altri documenti. C’è una scheda personale di padre Reséndiz che risalirebbe ai tempi in cui frequentava il Noviziato dei Legionari di Cristo a Salamanca in Spagna (l’atto, in possesso del Fatto, è del 9 gennaio 1994). È scritto: “Si tratta di un ragazzo con fortissimi impulsi sessuali e con bassissima capacità di controllarli”. Eppure, accusa la Rete L’Abuso che difende le vittime di pedofilia, vent’anni dopo guidava il seminario novarese.

Il Fatto Quotidiano del 25-3-18

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