Isernia, fedeli in fibrillazione chiedono la revoca del prete accusato

Tensione nel paesino della provincia pentra dopo il servizio delle Iene

Il caso di presunta pedofilia che agita la diocesi di Isernia sta creando un grande malcontento nei parrocchiani. A prendere una posizione, nelle ultime ore, sono stati i fedeli del piccolo centro della provincia pentra dove il sacerdote accusato svolge il suo ministero. Il servizio del programma ‘Le Iene’ ha creato una sorta di allarme all’interno del paese, tanto che le mamme dei piccoli che quest’anno dovranno ricevere la prima comunione hanno deciso di non mandare più i loro figli a lezione di catechismo. Le frasi pronunciate dal parroco, in quella conversazione ‘rubata’ dalle telecamere nascoste del programma di Italia 1, hanno lasciato tutti atterriti. I parrocchiani fino a qualche giorno fa erano i primi difensori del sacerdote, convinti che la storia resa nota dal 34enne Giorgio Babicz non potesse essere vera. A far consolidare questa certezza era proprio l’atteggiamento che lui ha con i bambini, sempre gioviale e mai fuori luogo. Quelle parole riportate dalle Iene però hanno cambiato tutto.

«A volte nella vita uno può anche sbagliare – ha dichiarato il parroco nel dialogo con Babicz in lingua polacca -. Per quegli errori che ho commesso ti chiedo sinceramente scusa. Non sto dicendo che ero un Santo, Io voglio che ci sia pace tra di noi, come comanda il Signore. Senti nessuno è perfetto. È inutile che andiamo a scavare nel passato. La vita è un mistero, questa è la verità. Mettiamoci una pietra sopra. Tu dimentica e io dimentica. Iniziamo a vivere in un modo cristiano».
Dal momento in cui è andato in onda il servizio è partito un tam tam di telefonate tra le mamme e l’opinione comune è stata quella di far disertare la chiesa ai loro bambini. Inoltre sarebbero molti i fedeli pronti anche a mancare all’appuntamento con la messa domenicale.

In tutto ciò manca ancora una nota ufficiale da parte della Curia. Ma in paese nessuno sembra disposto ad attendere la mossa di monsignor Camillo Cibotti: non si esclude che nei prossimi giorni una delegazione di cittadini possa raggiungere il suo ufficio per un confronto diretto.
Facile immaginare che l’oggetto del summit sarà la richiesta di allontanamento del parroco, finito al centro di questa enorme bufera, divenuta anche un caso mediatico. Jan Mazurkiewicz

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