Il primo giorno in Cile dell’inviato papale Scicluna, in programma oltre 20 udienze

L’arcivescovo ascolterà due vittime di Karadima, José Andrés Murillo e James Hamilton. Breve incontro con la stampa cilena: «Grazie a chi vorrà aiutarmi». In programma una riunione con una delegazione di Osorno che contesta Barros

L’inviato di Papa Francesco in Cile, monsignor Charles Scicluna, che sta già indagando dal 17 febbraio scorso su possibili nuovi elementi nella vicenda “Karadima-Barros”, è arrivato ieri in mattina a Santiago del Cile. Oggi, nella sede della Nunziatura (e fino a venerdì 23 febbraio) l’inviato darà inizio alla sua delicata missione nel Paese: per prima cosa incontrerà e ascolterà le altre due persone, delle tre, che accusano monsignor Juan Barros di aver coperto gli abusi sessuali commessi dal sacerdote Fernando Karadima, di cui era discepolo nella Fraternità della parrocchia di El Bosque.

Scicluna ha già incontrato, sabato 17 scorso a New York, nella canonica della Chiesa del Santo Nome di Gesù, il testimone e vittima Juan Carlos Cruz. Oggi alle ore 16 locale (sarà sera in Europa), l’arcivescovo della diocesi maltese de La Valletta, insieme padre Jordi Bertomeu, ufficiale spagnolo della Congregazione per la Dottrina della Fede, vedrà le altre due vittime José Andrés Murillo e James Hamilton.

Juan Pablo Hermosilla, avvocato di Cruz, Hamilton e Murillo, conversando con alcuni giornalisti ha dichiarato che i suoi assistiti attendono di «essere ascoltati come è già accaduto con Juan Carlos Cruz». «Ascoltare è già un aiuto per loro, può sembrare strano dire una cosa di questo tipo ma è così», ha osservato il giurista. E ha augurato a Scicluna un «buon lavoro con un’ampia raccolta d’informazione e l’ascolto di tanti testimoni» perché «ciò permetterà poi di consegnare al Vaticano un rapporto completo» sulla vicenda di monsignor Barros.

Hermosilla ha spiegato inoltre che, in rappresentanza dei suoi assistiti, ha già inviato per posta elettronica all’arcivescovo Scicluna «documentazione importante»; Murillo e Hamilton «consegneranno agli inviati del Vaticano oggi altri documenti. Tra questi c’è il registro di tutti i casi giuridici che si sono aperti sul caso di padre Fernando Karadima».

«Occorre ricordare – ha aggiunto l’avvocato – che non si tratta solo di testimoni. Ormai si sono realizzate due inchieste da parte dello Stato cileno da dove si evincono prove associate a numerosi testimoni. In alcuni casi si tratta di situazioni che i coinvolti hanno riconosciuto».

Monsignor Charles Scicluna – che dovrebbe ascoltare almeno 20 persone in questi giorni – si riunirà inoltre con una delegazione di fedeli della diocesi di Osorno che contestano il vescovo Barros. L’incontro si terrà vicino alla Nunziatura presso la Casa delle Pontificie Opere Missionarie.

E proprio nella sede delle Pom, il presule – al contrario di quanto aveva detto giorni fa a diversi giornalisti che lo avevano contattato – ha deciso di incontrare in mattinata (ora locale) la stampa cilena prima di dare inizio alle udienze. Scicluna non ha risposto ad alcuna domanda ma ha letto un comunicato. «Sono venuto in Cile inviato da Papa Francesco per raccogliere informazioni utili riguardo monsignor Juan Barros Madrid, vescovo di Osorno – ha detto -. Voglio esprimere la mia gratitudine alle persone che si sono dichiarate disponibili per incontrarmi nei prossimi giorni. Ringrazio il personale della Nunziatura, per la loro accoglienza e collaborazione e in modo speciale a monsignor Ivo Scapolo, nunzio Apostolico in Cile». L’arcivescovo ha trasmesso «il saluto affettuoso» di Papa Francesco «che ancora ricorda con emozione la calda accoglienza che ha ricevuto durante il suo viaggio apostolico in questo paese».

http://www.lastampa.it/2018/02/20/vaticaninsider/ita/vaticano/il-primo-giorno-in-cile-dellinviato-papale-scicluna-in-programma-oltre-udienze-clRl6e0WixPGyrMCWKYKOL/pagina.html

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