Il santone ai domiciliari nella sua casa, ad aspettarlo una folla di adepti

Secondo quanto ricostruisce il consigliere di Motta Sant’Anastasia Danilo Festa, dopo la scarcerazione decisa dal Riesame, Pietro Capuana, il santone accusato di pedofilia, sarebbe stato accolto in pompa magna nella propria casa.

Pietro Capuana, il ‘santone’ accusato di avere abusato di minorenni, è uscito dal carcere. Il Tribunale del riesame gli ha, infatti, concesso i domiciliari che, come confermato dal suo stesso legale l’ avvocato Mario Brancato, sta attualmente scontando in via Olimpia. Ed è qui che, il giorno della sua scarcerazione, ci sarebbe stata una vera e propria folla di persone ad attenderlo.

A raccontarlo a CataniaToday è il consigliere comunale di Motta Sant’Anastasia Danilo Festa. “Ho contato almeno venti macchine fuori dal condominio dove Capuana vive e dove ora deve scontare gli arresti domiciliari – spiega Festa – La strada, la via Olimpia, è a fondo chiuso quindi si trovavano lì probabilmente per aspettarlo dopo il periodo trascorso in carcere”. Capuana, come spiega ancora Festa, “abita in un palazzo che è interamente abitato da membri della comunità, i suoi cosiddetti apostoli ed altri fidati personaggi”, mentre nel terreno accanto si trova “una villa che è di proprietà di Mimmo Rotella, dove si trova ai domiciliari anche sua moglie, Rosaria Giuffrida”.

A quanto pare venerdì sera è stata organizzata una grande festa di bentornato a casa – scrive Festa in un post pubblicato sul suo blog personale – come se le gravi accuse di molestie sessuali su minori non esistessero. Alla luce della sconvolgente notizia, un primo fatto rilevante è capire come e quando vengono effettuati i controlli su una persona sottoposta ad arresti domiciliari. Perché se è così semplice organizzare una festicciola senza che nessuno intervenga, aspettiamoci che le sedute religiose, i riti e le orazioni riprendano con regolarità, con tanto di fascino da arcangelo martirizzato (conquistato sul campo)”. “Un secondo aspetto – aggiunge – è quello relativo a chi organizza e partecipa a una presunta festa ‘Welcome Home Arcangelo'”.

Secondo il consigliere dopo le terribili accuse e le crude testimonianze, “la setta si sarebbe dovuta disgregare, gli adepti sarebbero dovuti rinsavire, rendendosi conto del grande plagio a cui erano sottoposti, e avrebbero dovuto collaborare con la giustizia, denunciando altri abusi (non solo sessuali)”. “Invece no – attacca – Loro sono rimasti sempre lì, in quel silenzio omertoso. Hanno aspettato, sofferto, sperato, magari hanno anche pregato; orfani del proprio idolo e, adesso, pervasi da una mistica felicità liberatoria, hanno festeggiato, come se il peggio fosse già alle spalle”. “Genitori, nonni, zii (come noi, come voi) che credono che tutte le accuse siano un complotto del demonio, una dura prova per la loro fede”, aggiunge.

Dopo aver bollato come “surreale” la vicenda, Festa ha inoltre denunciato il presunto potere di influenza politica del santone e della sua comunità. L’uomo è padre di Daniele Capuana, ex assessore pronviciale mai coinvolto nell’inchiesta, mentre Rosaria Giuffrida – una delle donne che, secondo le accuse, si occupavano di convincere le ragazzine a subire le violenze da parte di Pietro Capuana – è la moglie dell’ex deputato regionale Mimmo Rotella. “Queste persone non solo hanno diritto al voto ma – conclude Festa – negli anni, hanno anche avuto la forza di eleggere dei propri rappresentanti nelle istituzioni” .

http://www.cataniatoday.it/cronaca/santone-capuana-pedofilia-folla-11-febbraio-2018.html

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