Abusi sessuali, rinviata udienza processo Don Cantò

Abusi sessuali, rinviata udienza processo Don Cantò. Si torna in aula il 15 marzo.  Rinviata l’udienza con rito abbreviato, condizionata all’audizione di tre testimoni e un consulente di parte, del processo che vede imputato don Vito Cantò, l’ex parroco della chiesa di San Camillo De Lellis, a Villa Raspa di Spoltore, accusato di abusi di natura sessuale nei confronti di un ragazzo all’epoca minorenne.

Il rinvio si è reso necessario per il protrarsi, oltre i tempi previsti, di un’altra udienza e per i concomitanti impegni dei legali della difesa. Il presidente del tribunale collegiale di Pescara, Maria Michela Di Fine, ha fissato al 15 marzo la prossima udienza, nel corso della quale saranno ascoltati tre testimoni e un consulente di parte della difesa, la psicologa Marilisa Amorosi, e al 4 aprile la data della discussione. I fatti risalgono al 2013 quando, su segnalazioni ben circostanziate di abusi di natura sessuale nei confronti di un ragazzo all’epoca minorenne, il vescovo di Pescara Valentinetti decide di sospendere cautelativamente Don Vito Cantò, il quale lasciò la parrocchia e si dimise da educatore negli scout dell’Agesci. Nel 2014 iniziò il processo canonico e contestualmente i genitori del ragazzo decisero di rivolgersi anche alla magistratura ordinaria che affidò le indagini alla Squadra Mobile di Pescara. Il processo canonico si chiuse con una condanna di divieto perpetuo dello svolgimento di attività parrocchiali con minorenni e con altre pene accessorie, come l’obbligo di 5 anni di vita monacale. Nel frattempo le indagini indussero il Pm della Procura di Pescara, Salvatore Campochiaro, a chiedere il rinvio a giudizio nel 2016, ma l’avvocato del sacerdote, Giuliano Milia, si rivolse alla Cassazione, invocando il principio del “ne bis in idem”, sulla base del quale non si può essere condannati due volte per uno stesso reato. La Cassazione defininì però “inammissibile” il ricorso del parroco e allora i legali della difesa presentarono lo stesso ricorso al tribunale di Pescara, dove il pm Salvatore Campochiaro e l’avvocato di parte civile Vincenzo Di Girolamo si opposero. Il tribunale, infine, scelse di posticipare la decisione sull’eccezione alle fasi successive del giudizio, quando sarebbero state disponibili le motivazioni della Cassazione. La difesa del sacerdote, a quel punto, avanzò la richiesta di rito abbreviato.

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