Il Vaticano sul Collegio dei chierichetti: «Ci furono rapporti omosessuali»

La nuova indagine ribalta le conclusioni precedenti. Ancora non si parla di abusi

Un ragazzo italiano, ormai maggiorenne, ha già annunciato via sms la sua volontà di presentare formale denuncia per gli abusi sessuali subìti tra il 2013 e il 2014 nel Preseminario «San Pio X», il collegio di palazzo San Carlo, dentro le mura leonine, dove alloggiano i cosiddetti «chierichetti» del Papa.

Un altro ex alunno, a distanza di anni, non riesce ancora a superare lo choc, si sente sporco e «continua a farsi fino a 15 docce al giorno», racconta il giornalista Gianluigi Nuzzi che nel suo ultimo libro, Peccato originale, ha sollevato per primo il caso. Poi c’è stata l’intervista de Le Iene, il programma di Italia 1, una decina di giorni fa, a un’altra presunta vittima di abusi compiuti in quegli anni dentro il preseminario. Abusi a opera di un ragazzo poco più grande di lui che è appena stato ordinato sacerdote a Como. Ma tra i presunti «orchi», secondo Nuzzi, ci sarebbe pure un monsignore. Così, ecco che il Vaticano adesso ha avviato un’indagine interna, da cui sono emersi «nuovi elementi»: lo ha ammesso ieri la Santa Sede.

I primi risultati di questa nuova inchiesta ribalterebbero le conclusioni di precedenti accertamenti svolti. Gli inquirenti della Santa Sede, dopo aver esaminato un centinaio di casi, avrebbero verificato la consumazione di rapporti omosessuali, avvenuti in quegli anni all’interno del Preseminario, «che avrebbero coinvolto alcuni coetanei tra loro». Non si parla, ancora, ufficialmente di abusi né di pedofilia. Ma il Papa ha già chiesto di poter vedere il dossier quando l’indagine sarà terminata.

«È un primo passo», commenta Nuzzi, che venerdì sera ha portato ospite nella sua trasmissione Quarto grado su Rete 4 il supertestimone di quest’inchiesta, il giovane polacco Kamil Tadeusz Jarzembowski, oggi maggiorenne, che ha già messo per iscritto le sue accuse in una lettera consegnata a Bergoglio.

Il Preseminario è una scuola media di prestigio, un collegio per giovanissimi avviati sulla strada ecclesiastica. E Kamil, ex allievo anche lui, oggi studente d’arte all’università, ha raccontato a Francesco di essere «stato testimone nella mia stanza di atti sessuali che G. esigeva da P., atti che si compivano nonostante la mia presenza e che si svolgevano sempre di sera, intorno alle 23». I casi di abuso, secondo il ragazzo polacco, sarebbero almeno tre. Ma lo stesso Nuzzi sta lavorando su altre due testimonianze. «Per ora — conclude il giornalista di Rete 4 — è stata aperta un’inchiesta canonica. Ma l’auspicio è che se ne apra un’altra penale per far luce, non con un semplice fiammifero ma con un grosso faro, su una vicenda tristissima e grave».

Advertisements