Don Lucio Gatti: “Non vogliono darmi pace”

“Sono annientato perché non vogliono darmi pace”. Altro non dice don Lucio Gatti all’indomani dell’ennesima denuncia che l’avvocato viareggino Cristiano Baroni della Rete l’Abuso dice di aver presentato contro di lui il 30 ottobre presso la procura della Repubblica di Perugia. A breve, anzi, il legale farà istanza per capire quale pm si occuperà del caso. La querela conterrebbe il racconto di presunti abusi subiti quando il denunciante era adolescente. A fare da cornice sarebbe stata la struttura gestita da don Lucio presso la parrocchia che reggeva a Cenerente. “Una storia drammaticamente identica” a un’altra denunciata nel marzo 2016, come sottolinea la stessa Rete l’Abuso.
Il sacerdote, che nel gennaio 2014 ha patteggiato una pena per molestie ai danni di ospiti (adulti) di strutture Caritas al tempo da lui dirette (aveva sempre respinto gli addebiti) però non ci sta. E replica per mezzo dei suoi legali Monica Lorenzini e Marco Lucio Campiani, perché, per ciò che lo riguarda, “non ha più parole”. “Con molto stupore – sostiene la difesa – vediamo puntualmente ripercorse e ribadite le stesse accuse-fotocopia con cadenza periodica. Eppure non v’è certezza di alcun procedimento giudiziario in corso”. Non solo: “Apprendiamo di una ricostruzione di fatti a cui don Lucio è totalmente estraneo. Anzi, è il sacerdote a diventare vittima di una manipolazione della realtà che sembra a uso e consumo di chi vuole farlo apparire per ciò che non è. Una manipolazione – prosegue la difesa – che suona come colpo a effetto per infangare sia la figura di don Lucio sia delle comunità che ha diretto unitamente ad altri responsabili”.
I legali del sacerdote mettono l’accento sulla “natura tardiva” delle segnalazioni “tenuto conto che le vicende sarebbero avvenute nel 2008 e che la gravità dei fatti descritti, se fossero stati veri, li avrebbe fatti venire alla luce nell’immediatezza dell’accaduto”. E’ dunque la difesa, stavolta, a puntare il dito contro “i ritmi ripetitivi delle denunce”, viste come “strumenti per danneggiare la figura di don Lucio, sicché ci riserviamo ogni azione a tutela”.
La notizia di ulteriori accuse irrompe sulla scena dopo cinque anni di assoluto silenzio del sacerdote, a parte l’intervista rilasciata da don Lucio al Corriere dell’Umbria un anno fa.
La durata del decreto con cui l’allora arcivescovo Gualtiero Bassettiaveva sospeso nel 2012 don Lucio dal ministero pastorale, cioè in sostanza dagli incarichi di parroco, “in teoria” è giunta a scadenza (durava cinque anni). Resta tuttavia in stand by la decisione sulle future destinazioni del sacerdote, che resta nella comunità del Nord dove era stato inviato, prima di patteggiare la pena nel 2014, per un percorso spirituale “riabilitativo”. Da Perugia già si sono levate voci, attraverso i social network, ostili a un suo eventuale ritorno in Umbria. Ma per quello che lo riguarda, don Lucio “non ha assolutamente intenzione di rientrare”.

Alessandra Borghi

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