Abusi nel Provolo: è stata arrestata la rappresentante legale

La Giustizia ha arrestato e denunciato la donna che era “il braccio destro” del prete Corradi. Le vittime l’avevano accusata. Ci saranno altri arresti.

L’arresto di Graciela Pascual -la ex rappresentante legale dell’istituto religioso Antonio Provolo (Luján de Cuyo)- era imminente. E alla fine si è concretizzato questa mattina, dopo una perquisizione della sua abitazione.

La donna è stata inoltre accusata dal Pubblico Ministero Gustavo Stroppiana come partecipante di primo piano degli episodi di abuso sessuale e corruzione di bambini sordi nella menzionata istituzione, fatti per i quali sono già detenuti ed accusati anche due preti, una suora e tre ex amministratori. Tra tutti si sommano almeno 44 atti (secondo i denuncianti).

Secondo i denuncianti, la donna era colei prendeva tutte le decisioni nell’istituto con il prete Corradi.

Da quando le aberranti denunce hanno cominciato a venire alla luce nel novembre dell’anno passato, il nome dell’ex rappresentante legale si ripeteva in molte delle dichiarazioni. Le vittime ed i familiari che dichiararono nella stanza Gesell e in udienze hanno accusato l’ex direttrice e l’hanno indicata come una persona molto vicina al sacerdote Nicola Corradi. “Il suo braccio destro e colei che prendeva tutte le decisioni con lui. Era come la padrona”, hanno detto i testimoni di comune accordo.

Precisamente per questo, la lente degli investigatori era posta sull’ex direttrice già da vari mesi, e la querela aveva richiesto la denuncia precisamente per la sua partecipazione.

Durante le ultime ore il Pubblico Ministero ha reso effettiva l’imputazione ed ha arrestato la donna.

Secondo quanto hanno evidenziato fonti giudiziali, questa imputazione sarebbe la prima di una serie che continuerà nei prossimi giorni, tutte vincolate agli ex lavoratori del luogo che sarebbero stati partecipanti – primari e secondari – degli episodi “per omissione” (questo significa che sarebbero stati al corrente degli abusi ed attacchi, ma non li hanno denunciati né resi pubblici).

Ieri la Giustizia Garante ha confermato che 4 dei 5 uomini imputati resteranno in carcere fino al termine del giudizio per questi casi (anche se la causa non è stata sollevata) e ci sia una sentenza.

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