Coro di Ratisbona, 547 bambini vittime di violenza. La relazione choc

Più che raddoppiati i casi accertati secondo l’avvocato incaricato di indagare sugli abusi

Berlino, 18 luglio 2017 – Oltre 500 bambini vittime di abusi nel luogo che più doveva tutelarli, il coro di una chiesa. E’ un numero choc che emerge dalla relazione dell’avvocato Ulrich Weber sui fatti accaduti nel corso di decenni nel coro del Duomo di San Pietro, la più grande chiesa Cattolica di Ratisbona (in Baviera), diretto per trent’anni dal fratello di Papa Ratzinger. Stando al documento divulgato dai media, 500 bambini hanno subito violenze corporali, e 67 anche violenze sessuali. Secondo Weber 49 colpevoli sono stati identificati: insegnanti ma anche preti. Due religiosi già finiti davanti alla giustizia tedesca: si tratta di un ex docente e vicedirettore dell’omonimo ginnasio-liceo, cacciato nel 1958, e di un ex direttore del convitto condannato nel 1971. Entrambi sono morti nel 1984.

LO SCANDALO – La vicenda non è nuova. Lo scandalo emerse per la prima volta nel 2010. Ma le dimensioni del fenomeno non erano note. Poi, un anno e mezzo fa, l’avvocato Weber, incaricato dall’episcopato di indagare sulla vicenda, redasse un primo rapporto in cui si citavano oltre duecento casi di bambini picchiati e violentati (ma nell’elenco delle angherie c’è anche la privazione di cibo). L’ultimo aggiornamento, che arriva dopo due anni di indagini, fa salire il numero a 547. Più del doppio.

COME UN LAGER – “Le vittime hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l’inferno e come un campo di concentramento – si lege nella relazione – Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della sua vita, caratterizzato da paura e violenza”. Verranno risarcite con non più di 20.000 euro.

IL FRATELLO DI RATZINGER DIRETTORE – Il coro di voci bianchi “Regensburger Domspatzen”, il più antico del mondo, fu diretto dal fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger, tra il 1964 e il 1994. “Se fossi stato a conoscenza dell’eccesso di violenza utilizzato, avrei fatto qualcosa (…) mi scuso con le vittime”, disse Georg Ratzinger in un’intervista del 2010 alla stampa tedesca. Nel rapporto di Weber si critica anche “la cultura del silenzio” che ha portato le gerarchie ecclesiastiche a tacere per decenni pur di difendere il buon nome della prestigiosa istituzione, nascondendo. come polvere sotto il tappeto, i fatti di Ratisbona.

http://www.quotidiano.net/esteri/coro-ratisbona-1.3278131

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