Asisium, la scuola dove “insegnava” il prete pedofilo Ruggero Conti condannato a 11 anni di reclusione con sentenza definitiva

Sono sette gli episodi di pedofilia accertati dalla Corte di Cassazione, mentre per gli altri è scattata la prescrizione. Ma perché nessuno si è mai preso la briga di indagare all’interno dell’Asisium? All’epoca, il prete frequentava circa seicento alunni, tuttora ignorati.

Si sono finalmente aperte le porte del carcere per don Ruggero Conti — “don” in senso mafioso, dato che ormai è stato sospeso a divinis — dopo che la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 11 anni e 10 mesi di reclusione per il reato di pedofilia. Conti, che per lo stato italiano è ormai ufficialmente un pedofilo, ha pure beneficiato di notevoli sconti di pena, sfruttando lo sciagurato meccanismo della prescrizione. Alcuni dei reati contestati, infatti, risalivano addirittura agli anni ’80, quando l’ex sacerdote — originario di Legnano — insegnava educazione sessuale in una scuola media della provincia di Milano. Tuttavia, come se non bastasse, ulteriori prescrizioni sono scattate per altri reati di pedofilia contestati nell’area nord di Roma, la zona dove Ruggero Conti si era, purtroppo, successivamente trasferito per fare il parroco a Selva Candida. In sostanza, Conti è riuscito a trasformare più di 30 anni di reclusione in una pena a 11 anni: un vero affare, sicuramente migliore della trasformazione dell’acqua in vino.

Dal canto suo, don Ruggero Conti continua a proclamarsi innocente e dice di essere come Gesù Cristo, che fu crocifisso ingiustamente. Peccato però che Conti dimentichi due particolari:

  • Gesù Cristo non è stato condannato dopo tre regolari gradi di giudizio caratterizzati da lunghi iter processuali in cui si sono svolte indagini complesse e approfondite, per lo meno sui casi trattati in giudizio (e, come vedremo a breve, non è neppure detto che siano tutti);
  • né Cristo è stato mai sospettato di pedofilia — anzi…

Ruggero Conti: le opinioni sui suoi rapporti con l’Istituto Asisium

In questa sezione vogliamo occuparci di un aspetto che è stato ignorato dalle cronache giudiziarie, ovvero il rapporto tra Conti — negli anni in cui esercitava le attività di pedofilo per cui è stato condannato dalla Suprema Corte — e l’Istituto Asisium, scuola romana situata nella stessa zona dell’ex parrocchia di Conti, ben nota ai residenti dell’area Cassia-Tomba di Nerone per i costi non proprio popolari della retta di frequenza.

Dobbiamo subito specificare che l’Istituto Asisium delle Suore francescane missionarie, costituito da asilo, scuola primaria (elementare) paritaria, scuola secondaria di primo grado (media) e secondo grado (liceo scientifico), non è mai entrato all’interno del procedimento penale che ha coinvolto Ruggero Conti. Tuttavia, ci poniamo la seguente domanda: come mai nessuno si è preso la briga di indagare nell’Asisium dell’epoca?

Non si può ignorare il fatto che Conti sia stato ospite fisso, per circa quindici anni — esattamente nel periodo in cui si sono verificati gli episodi di pedofilia per i quali è attualmente detenuto — all’interno dell’istituto Asisium, in qualità di consigliere e assistente spirituale unico degli studenti. In altre parole, c’erano ben seicento alunni, tutti nelle divise “a disposizione” di Conti sia in teatro che in chiesa.

Considerando che gli episodi su cui non si è indagato risalgono a quasi trent’anni fa, anche in questo caso è da tempo sopravvenuta la prescrizione.

D’altra parte, tanta omertà non ci sorprende. L’Asisium era una sorta di setta — che di “cristiano” aveva ben poco, considerano l’enorme giro di denaro non certo alla portata di un povero Gesù di Nazareth qualunque — dove alcuni personaggi di scarso valore venivano letteralmente venerati come ras di quartiere. Tra questi, oltre al già citato pedofilo Ruggero Conti, non possiamo non ricordare Pino, un neolaureato che nel ’91 fu catapultato, su segnalazione di suor Luciana, nel ruolo di professore di storia, geografia e filosofia, senza avere alcuna preparazione di tipo pedagogico. In sostanza, bisognava imparare a memoria alcune pagine del libro e ripeterle a macchinetta. Le attività sportive erano ridicole — nonostante la presenza di vari campi da gioco in ottime condizioni, siti in un parco simile a Villa Borghese — e nessuno capiva nulla di informatica, al punto da vietare l’uso di un’aula d’informatica del valore di almeno 100 milioni di lire dell’epoca — pagati ovviamente con le rette degli studenti — costituita da trenta computer Apple nuovi di zecca. È vero che a quei tempi non esisteva il registro elettronico online, ma l’ignoranza dei sedicenti docenti era tale da non sapere neppure cosa fosse un sito internet — di cui l’istituto Asisium si sarebbe ufficialmente dotato solo molti anni dopo, per obbligo di legge. In particolare, il cosiddetto prof. Pino sentenziò: «Questa Internet mi pare una cavolata che nessuno userà mai». Allo stesso tempo, quei pochissimi studenti intelligenti che utilizzavano un computer — rigorosamente a casa propria, perché abbiamo già chiarito che gli Apple della scuola erano conservati in una stanza chiusa — venivano trattati da malati mentali da inviare in centri di cura. Vent’anni dopo, possiamo affermare con certezza che la profezia di Pino non fu particolarmente azzeccata, ma, per premiare cotanta perspicacia, Pino avrebbe iniziato a fare carriera all’interno della scuola stessa, fino ad arrivare al massimo livello. Fin qui, però, non siamo sorpresi più di tanto. Ciò che invece diede molto fastidio ai malcapitati studenti dell’epoca fu la richiesta di denaro per pagare il regalo di matrimonio a tale personaggio. Venne perfino distribuita la lista nozze agli alunni, indicando la quota da versare. Nessuno riuscì a sottrarsi al pizzo di questa estorsione mafiosa, e di conseguenza lo scroccone Pino raccattò un bel po’ di regali per sé e per la moglie Claudia — con la benedizione di suor Luciana e del venerabile assistente spirituale “don” Ruggero Conti, oggi rinchiuso per pedofilia nella cella di un carcere. Complimenti.

https://www.presto.news/asisium-grottarossa-roma-ruggero-conti-6251586066.html

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