Marsala, Padre Genna. “Io, pugnalato alle spalle. Contro di me solo calunnie”

Padre Nicolò Genna, lei è il sacerdote molto noto a Marsala, attualmente indagato per per detenzione di materiale pedopornografico. Per chi indossa l’abito talare questa è una delle accuse più infamanti e pesanti da cui si può essere colpiti. Chiariamo che lei non è in stato di arresto, come invece si vocifera in giro; è stata aperta un’indagine nei suoi confronti dopo che una lettera anonima con queste accuse ha raggiunto la Procura di Palermo. Lei è stato parroco della Chiesa di Contrada Addolorata per ben 41 anni. Un’intera comunità è sbigottita. Lei come sta?
Come devo stare? Sto male, mi sento tradito…violentato….
Che cosa è successo?
Sono solo calunnie verso la mia persona! Alla mia età poi? 75 anni! Mi sono occupato di adozioni dalla Tunisia e dal Marocco. I ragazzi di cui parlano oggi nell’inchiesta sono grandi, sono sposati e hanno moglie e figli!
Lei pensa che tutta l’inchiesta nasca da una sorta di complotto per farla dimettere. Tutto parte da una lettera anonima
Penso di si, non ho mai fatto nulla. Sono mortificato da queste calunnie. Sono stato pugnalato alle spalle.
Quando si è visto le forze dell’ordine, la polizia, in parrocchia e in casa cosa ha pensato?
Non sapevo per cosa fossero venuti, li ho fatti entrare e ho fornito loro tutto ciò di cui avevano bisogno e che mi chiedevano senza alcuni problemi.
Se non ha fatto nulla ed è convinto della calunnia perché dimettersi?
Il vescovo ha accettato subito le mie dimissioni. Non mi sono dimesso per questo scandalo ma semplicemente per motivi di salute: lo scorso anno ho subito un intervento al cuore e sono stato sotto i ferri per nove ore. Ho già traslocato tutti i miei mobili nella mia casa di via Trapani dove mi sono trasferito stabilmente da Domenica.
Certo, Padre Genna, alcune cose dobbiamo dirle. Lei è stato l’unico Parroco a non cambiare mai parrocchia a Marsala così come vuole la diocesi? Tutti gli altri si e lei no. Mai. Un’intoccabile.
In 41 anni mi sono arrivate offerte come arciprete in altre chiese, semplicemente ho rifiutato perché mi sembrava inutile: le cose che potevo fare in altri posti potevo farle dove stavo, alla parrocchia dell’Addolorata.
Alcuni membri del consiglio della sua parrocchia in contrasto con la sua gestione in realtà nel tempo si sono dimessi.
Non è vero. Si sono dimessi anche loro per motivi di età.
Ma c’è chi dice che ha amministrato male i soldi della parrocchia, che c’era molta confusione, diciamo, nella gestione del denaro delle offerte…
Coi soldi delle offerte della domenica non copriamo nessuna spesa. Ho fatto costruire il parcheggio di fronte la chiesa che non c’era, spendendo 40 milioni di vecchie lire, e ho fatto la canonica, anche questa non c’era. Ho chiesto al vescovo un rimborso di queste spese e lui sai cosa m’ha risposto: Ma chi te l’ha fatto fare? Ad ogni festa ella Contrada davo di tasca mia 2000, 3000 euro in più…
Ha qualche rimpianto?
Me ne vado senza rimpianti. Tutte le pratiche riguardo questa faccenda le ha il mio avvocato Stefano Pellegrino, io non ne parlo più.
Domenica 7 Agosto nella Chiesa dell’Addolorata dopo ben 41 anni, per la prima volta il pulpito ha presentato un nuovo parroco, Sergio De Vita, conscio di un’eredità difficile da coltivare ma confortato dagli applausi di tutta la Chiesa dopo il suo discorso di insediamento. A pochi metri, in Via Trapani l’ex parroco si prepara ad affrontare una delle situazioni più difficili e delicate della sua vita….

Stefano Frungillo

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