«Perugia, stuprata una bambina di 7 anni»: sacerdote indagato per favoreggiamento

Il pm: quel prete ha aiutato il violentatore a sottrarsi alle ricerche. Inquisito anche il medico di base che ha visitato la piccola.

di Daniele Bovi

Un sacerdote e un medico sotto inchiesta a Perugia nell’ambito di una vicenda legata al presunto stupro subìto nel 2015 da una bambina di sette anni. Dall’accusa di violenza sessuale deve difendersi un 25enne ritenuto responsabile dal pm Gemma Miliani di aver tentato di baciare e palpeggiare la ragazzina nelle parti intime per poi costringerla a subìre atti sessuali. Da quell’episodio avvenuto nel Perugino durante l’estate del 2015 (la località non viene indicata per tutelare la vittima del reato, ndr) sono scattate altre due accuse: contro il medico di base della bimba e contro il parroco della comunità in cui si trovava l’imputato principale, la stessa comunità alla quale si era rivolta la madre della piccola per cercare sostegno.

«Omissione di referto» Nello specifico la dottoressa ha «omesso di riferire all’autorità giudiziaria quanto riscontrato nel corso della visita» effettuata il giorno dopo i presunti abusi. Stando alla ricostruzione accusatoria dall’«esame medico erano emersi elementi sufficienti a delineare i caratteri di un delitto per cui si doveva procedere d’ufficio» ma ciò non è stato comunicato ai magistrati. La visita medica – si apprende – si è svolta poche ore dopo l’«episodio di abusi sessuali», quando la madre ha accompagnato la bimba dal medico. La dottoressa, difesa dall’avvocato Fabiola Fiorucci, rivendica la correttezza del proprio operato e ha già riferito agli organi inquirenti di non aver notato, nel corso della visita, elementi che lasciassero ipotizzare violenze sessuali.

Il ruolo del sacerdote Il sacerdote è invece accusato di favoreggiamento personale per aver «aiutato» il presunto stupratore «a sottrarsi alle ricerche dell’autorità giudiziaria, avvisandolo di quanto riferito dalla madre della minore (circa il racconto di quest’ultima) e facendolo allontanare» dalla comunità a pochi chilometri dal capoluogo umbro. In questo modo – scrive il pm nella richiesta di rinvio a giudizio – il prete ha «eluso le investigazioni svolte dall’autorità giudiziaria».

Udienza preliminare Il fascicolo è approdato stamani in tribunale dinanzi al giudice per l’udienza preliminare Carla Maria Giangamboni. Il gup ha stralciato le posizioni del medico e del sacerdote (gli atti tornano in Procura) rinviando a giudizio il presunto violentatore. Per lui il processo inizierà il 7 maggio 2019. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Elodia Mirti, Fabiola Fiorucci e Antonio Bonacci. La parte civile è invece rappresentato dall’avvocato Nada Lucaccioni.

«Perugia, stuprata una bambina di 7 anni»: sacerdote indagato per favoreggiamento

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