Provolo, gli «007» del Papa rischiano una denuncia per falsa testimonianza

Il pm agli ispettori vaticani : fuori tutte le carte o sarete incriminati

Abusi sui sordomuti al Provolo: a Mendoza, dove la magistratura argentina ha aperto un’inchiesta in parallelo con gli inquirenti veronesi, non sono ancora finiti i colpi di scena dopo l’arresto della suora Kosaka Kumiko, accusata non solo di aver taciuto le violenze ma anche di aver assistito in prima persona e di aver «coadiuvato» il veronese don Nicola Corradi e gli altri arrestati mentre perpetravano gli aberranti soprusi sugli alunni della sede del Provolo a Luján de Cuyo.

L’ultima novità dall’Argentina, stavolta, coinvolge direttamente il Vaticano: a inizio aprile, infatti, la Santa Sede decise di inviare due sacerdoti delegandoli a «indagare » per conto della Chiesa come previsto dalle disposizioni del diritto canonico. I religiosi mandati dal Papa sono di Córdoba e hanno come primario il compito di seguire da vicino il processo che comincerà tra poche settimane. Adesso però i due sacerdoti potrebbero rischiare l’incriminazione per falsa testimonianza se non collaboreranno con il pubblico ministero. A riferirlo è stato l’avvocato Carlos Lombardi, che cura gli interessi di Rete L’Abuso Onlus, associazione italiana delle vittime dei preti pedofili.

Stando all’avvocato delle future parti civili al processo, martedì pomeriggio il pm Flavio D’Amore ha ricevuto uno dei due 007 vaticani, il Vicario Giudiziale padre Dante Simon, convocato come persona informata sui fatti e lo ha interrogato per circa 5 ore. Alle domande del magistrato però, il sacerdote si è rifiutato di rispondere appellandosi al segreto pontificio. A quel punto il pm lo ha informato che stava rischiando l’incriminazione per «falsa testimonianza» in base all’articolo 275 del codice penale argentino e il sacerdote, allora, ha accettato di rispondere ad alcune domande.

Ma non è tutto perché dopo l’audizione il magistrato ha anche intimato formalmente al religioso di provvedere entro venerdì, domani, al deposito presso la procura di tutto il materiale in suo possesso oltre a una relazione completa sull’indagine interna che la chiesa sta conducendo. In caso contrario sarà formalmente incriminato per falsa testimonianza.Padre Dante Simon, uscendo dal palazzo di giustizia, davanti ai giornalisti ha sottolineato che «la sua indagine non include i fatti avvenuti all’Istituto Provolo di Verona» e che «la chiesa non indagherà né sui tre laici coinvolti insieme a Corradi e Corbacho, né sulla suora giapponese Kumiko, in quanto questi non sono religiosi consacrati». E ha aggiunto: «Papa Francesco non è ignaro di quello che sta succedendo, la prova è questa indagine che ci ha ordinato di fare».

Corriere di Verona https://www.pressreader.com/italy/corriere-di-verona/20170518/281779924057850