Abusi al Provolo Gli indagati salgono a nove

«Legati e violentati al Provolo». A Mendoza la procura iscrive altri tre nomi sul registro degli indagati:si aggiungono ai 5 arrestati (tra cui il veronese don Nicola Corradi) e alla suora latitante.

«Incatenati e violentati all’Istituto Provolo». A Mendoza la procura argentina iscrive altre tre persone sul registro degli indagati: devono rispondere di abusi sessuali ai danni di bambini e ragazzi sordomuti e i loro nomi vanno ad aggiungersi a quelli dei 5 già arrestati a ottobre 2015 (tra cui spicca il prete veronese don Nicola Corradi) e della suora latitante.

Al momento don Nicola ( foto) è agli arresti domiciliari per ragioni di età (ha 82 anni) e salute, mentre in carcere risultano tuttora detenuti

un altro religioso, Horacio Corbacho, e tre amministrativi, Jorge Bordon, José Luis Ojeda e Armando Gomez. Colpita da mandato d’arresto internazionale invece è la suora giapponese Kosaka Kumiko, accusata di complicità negli abusi sessuali perpetrati sugli ospiti sordomuti dell’istituto.

Quanto ai tre nuovi indagati, a farli incriminare è stata l’agghiacciante testimonianza di una delle vittime, una giovane di 23 anni ma che all’epoca delle violenze ne aveva soltanto 13. Nella sua denuncia, ha riferito di essere stata accompagnata in una soffitta e incatenata prima di essere abusata. Un dettaglio che coincide con altri emersi durante le indagini, anche se la 23enne ha dichiarato di essere stata violentata in una stanza diversa da quella in cui gli investigatori avevano trovato tracce delle catene. Inquietante anche il nome che veniva usato dagli aguzzini per descrivere la stanza degli abusi: la casetta di Dio. Oltre alle testimonianze delle vittime, a complicare il quadro accusatorio a carico dei presunti colpevoli di abuso, ci sarebbe anche altro materiale trovato nei computer oppure conservato in cd o chiavette elettroniche. Ci sarebbero anche fotografie e video a contenuto pedopornografico. Intanto il segretario di Culto della Nazione Santiago de Estrada ha parlato del caso Provolo davanti al Senato argentino. «È molto poco ciò che possiamo fare», si è lamentato. Nella riunione della Commissione delle Relazioni Esterne, presieduta dal senatore nazionale Julio Cobos, De Estrada ha criticato soprattutto la mancanza di informazioni sul caso e la lentezza con cui prosegue l’indagine giudiziaria: «C’è un segreto istruttorio, non sappiamo con certezza chi sono le vittime. Ci dicono che stanno prendendo le testimonianze e che per questo si sta ritardando tanto il processo. Stiamo in sospeso, ci piacerebbe sapere di più». I colpi di scena, comunque, non mancano di certo.E altri se ne annunciano a breve.

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