Abusò dei seminaristi, don Carlos si nasconde in una chiesa di Genova

Padre Buela, argentino, è stato condannato dal Vaticano è stato il fondatore del potente ordine del Verbo Incarnato

di GIULIA DESTEFANIS e MARCO PREVE

In una delle sue ultime, numerose, video prediche caricate sul suo sito internet, padre Carlos Buela parla di educazione sessuale. Non ci sarebbe nulla di strano se don Carlos nel 2010 non fosse stato ritenuto “colpevole” di abusi sessuali nei confronti di giovani seminaristi (non si parla di pedofilia) dalla Santa Sede che lo aveva rimosso dai suoi incarichi e trasferito oltre oceano, e se in questo momento non si trovasse a 11 mila chilometri di distanza, ospite di un rifugio blindato a Genova, in via Venezia, in un appartamento del complesso della chiesa di San Teodoro.

Il caso viene sollevato da Francesco Zanardi della “Rete L’abuso” che da anni si batte per denunciare le coperture di cui hanno goduto molti sacerdoti accusati o condannati per pedofilia e altri reati di natura sessuale.

“Troviamo perlomeno imbarazzante – dice Zanardi -che sia proprio la diocesi del presidente dei vescovi, il cardinale Angelo Bagnasco, ad ospitare un sacerdote riconosciuto colpevole dallo stesso Vaticano. Ed inoltre ci chiediamo cosa accadrebbe se un domani la magistratura argentina decidesse di aprire un’inchiesta. Don Buela tornerebbe subito nel suo paese?”.

Carlos Buela è stato fino a pochi anni fa uno dei preti più importanti dell’America Latina. Giovane sacerdote, seguace di Sant’Ignazio di Loyola, nel 1984 fonda l’Istituto (detto anche Famiglia) del Verbo Incarnato. La sua prima sede è a San Rafael nella provincia di Mendoza, ma nei decenni successivi Il Verbo Incarnato aprirà 26 filiali nei cinque continenti. Nella seconda metà degli anni 2000 scoppia lo scandalo.

Una ventina di seminaristi, alcuni dei quali nel frattempo sono tornati allo stato laicale, hanno denunciato abusi sessuali commessi nei loro confronti da don Carlos. Sulla stampa argentina sono anche usciti articoli in cui una presunta vittima raccontava di aver subito le attenzioni del sacerdote quando era minore ma su questo episodio non ci sono conferme e neppure, che si sappia, indagini penali.

Ma esiste un importane atto ufficiale del 2010 che inchioda alle sue responsabilità nei confronti dei seminaristi don Buela. Si tratta del decreto firmato dal cardinale Gianfranco Gardin, segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Le tre pagine riportano le accuse dei seminaristi e la difesa di don Buela (che ipotizza un complotto con l’Istituto da parte dei vescovi argentini). La Congregazione ritiene “le denunce verosimili di comportamenti moralmente inappropriati di padre Buela con giovani dell’Istituto…dichiarazioni ritenute veritiere da Organismi della Santa Sede”. Quindi “accertata la loro gravità aumentata dalla qualifica di Fondatore, Superiore Generale e Direttore Spirituale” il Dicastero dispone “la rimozione di padre Buela dall’ufficio di Superiore” e gli ordina di risiedere fino a nuovo ordine nell’abbazia francese “La pierre qui vire” in Borgogna.

Non si sa perché, alla fine del 2016, don Carlos venga trasferito a Genova nell’appartamento dove si trova la sede locale dell’Istituto del Verbo Incarnato. Un religioso sudamericano apre la porta e spiega che don Carlos “non può parlare con la stampa, rivolgetevi ai nostri superiori”. Sembra quindi che padre Buela possa di nuovo avere rapporti con il suo ordine.

Di sicuro non fa mancare le prediche video via web o attraverso la pagina Facebook. Ma al momento non sembrerebbe intenzionato a rientrare in Argentina.

http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/04/07/news/abuso_dei_seminaristi_don_carlos_si_nasconde_in_una_chiesa_di_genova-162358264/

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