Abusi al Provolo: il Papa invia i suoi 007 in Argentina

Iniziativa del Vaticano all’indomani del mandato di cattura internazionale scattato per una suora

VERONA Abusi sui sordomuti al Provolo: a Mendoza, dove la magistratura argentina ha aperto un’inchiesta in parallela con gli inquirenti veronesi, non sono ancora finiti i colpi di scena all’indomani del mandato di cattura internazionale scattato nei confronti della suora Kosaka Kumiko, accusata non solo di aver taciuto le violenze ma anche di avevi assistito in prima persona e di aver «coadiuvato» il veronese don Nicola Corradi e gli altri arrestati mentre perpetravano gli aberranti soprusi sugli alunni della sede del Provolo a Lujan de Cuyo.

La novità, stavolta, giunge direttamente dal Vaticano perché ieri la Santa Sede ha deciso di inviare un gruppo di sacerdoti delegandoli a <<indagare» per conto della Chiesa come previsto dalle disposizioni del diritto canonico. I religiosi mandati dal Papa sono di Cordoba e hanno come primario il compito di seguire da vicino il processo che comincerà tra poche settimane.

Intanto la procura argentina continua a dare la caccia a suor Kosaka: apparentemente starebbe in Uruguay, ma il suo domicilio effettivo è sconosciuto, pertanto e stato emesso l’ordine di cattura internazionale nei suoi confronti. ll pubblico ministero Gustavo Stroppiana, parlando con i media locali, ha rivelato che si sospetta abbia insabbiato gli abusi per anni. Inoltre una testimone ha denunciato di essere stata violentata da don Corradi per 5 anni e che la religiosa oltre a essere presente durante gli abusi avrebbe anche fatto in modo di tamponare poi le perdite di sangue accusate dalla giovane.

Secondo gli investigatori, la religiosa aveva un «forte vincolo» sia con l’allora direttore del Provolo, don Corradi, sia con Corbacho, l’altro prete in stato di arresto per gli abusi e la corruzione dei minori sordomuti. Stando a quanto sta emergendo dalle indagini, la suora di origini giapponesi aveva l’incarico di accudire le bambine nel convitto, dove alloggiavano le studentesse che venivano da lontano e che. per questo restavano in modo permanente nell’istituto sudamericano.

Pare che le mamme di molte delle vittime la ricordino come una persona «strana e ritrosa».

Una pagina inquietante che segue alla scoperta di quella che è già stata ribattezzata «stanza degli abusi», dove secondo le vittime i religiosi e gli altri arrestati le avrebbero tenute legate a catene mentre approfittavano di loro. Si tratta di un vero e proprio nascondiglio, venuto alla luce grazie al drammatico racconto di una ragazzina al quinto piano dell’Istituto. Ora è tutto sotto sequestro e, intanto, arrivano gli 007 del Papa.

Corriere di Verona del 4-4-17