Caso Provolo: una vittima ha raccontato di una macabra stanza con catene dove legavano i bambini per violentarli

Per queste affermazioni hanno fatto un’ispezione oculare nella soffitta dell’Istituto, dove hanno trovato una parete con un buco dove potrebbero essere state attaccate le catene. Hanno trovato altre prove che vanno ad aggravare la condizione dei cinque detenuti.

Strazianti e macabri dettagli sono stati apportati da una testimone e vittima sui reiterati abusi sessuali i quali, secondo quanto ha denunciato, è stata sottomessa nell’Istituto Provolo di Luján. Grazie a questa testimonianza è stata fatta un’ispezione oculare e sono stati trovati altri elementi per incriminare gli accusati e continuare l’indagine.
Si tratta di una giovane che è ancora minore di 18 e che ha sofferto reiterati abusi dai 5 anni, quando era alunna internata dell’Istituto Provolo, diretto dal prete Nicola Corradi. Altri testimoni e vittime l’avevano indicata come una delle tante (vittime), ma in quel momento non ha voluto dichiarare. Ora, con l’appoggio psicologico corrispondente, ha accettato di raccontare l’orrore che ha vissuto per anni.
Ha raccontato come sono stati i primi abusi, la complicità di altre autorità e (altre) religiose che vengono indagate, ma sono ancora in libertà. “Ha raccontato altri eventi come una delle suore che la colpiva, che sapeva ciò che le succedeva, come le suore vedevano quando le veniva mostrata pornografia e dà un dettaglio su una volta quando è stata portata, per abusare di lei, in una stanza dove c’erano catene, le ammanettavano i polsi e che lì si producevano atti di abuso sessuale”, ha raccontato Sergio Salinas, avvocato di Xumex, querelante per le vittime.

Dietro al racconto della ragazza, hanno chiesto un’ispezione oculare urgente, che ha ricevuto l’opposizione della difesa, ma è stata fatta comunque con il pubblico ministero della causa Gustavo Stroppiana.
“Questa stanza l’abbiamo trovata dopo cinque scale che non convergono una dietro l’altra, ma che uno deve salire al primo piano, cammina alcuni metri, sale ad un altro piano e così si arriva alla soffitta di tutto l’edificio”, ha specificato Salinas.
“Lì è stato trovato un pezzo e al momento di aprire la porta, tutto molto tetro ed oscuro come ha detto lei, dove dovevano esserci le catene appese alla parete, c’era un buco nel cemento”, ha raccontato Salinas ed ha continuato: “Uno può dubitare se sono esistite o no le catene, ma ciò che chiama l’attenzione è che sotto a questo c’erano due negativi fotografici, uno che era stato incollato ad altri due negativi ed un terzo con argilla che bisogna fare un lavoro per vedere cosa c’era in questa immagine”.

Questi negativi sono stati sequestrati dalla Polizia Scientifica per continuare la catena di custodia e per la legalità del processo.
Nel suo racconto la vittima ha detto che chi l’aveva portata fino alla stanza di questa soffitta era Horacio Corbacho, il prete di 56 anni che oggi si trova detenuto nel padiglione degli abusatori sessuali del carcere penale Boulogne Sur Mer.
Immediatamente gli investigatori hanno associato questi negativi trovati lì con quanto trovato nella stanza di Corbacho nella prima perquisizione realizzata dall’allora pubblico ministero Fabricio Sidoti. In quel momento sono stati sequestrati elementi di pornografía, immagini e negativi fotografici.
Sono stati inoltre sequestrati sette computer che stavano in questa soffitta, e centinaia di film in DVD che all’esterno hanno il nome di film per bambini come “Il Re Leone”, ma che devono essere analizzati per controllare se hanno materiale pornografico.

Dradotto da roberta Pietra

http://www.diariouno.com.ar/policiales/caso-provolo-una-victima-conto-una-macabra-habitacion-cadenas-donde-esposaban-chicos-violarlos-20170329-n1366424.html

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