L’Associazione per i Diritti Umani ha chiesto spiegazioni all’Arcivescovado di Mendoza per gli abusi nell’Istituto Provolo

Buenos Aires, 23 di marzo (Télam)
L’Assemblea Permanente per i Diritti Umani (APDH), in una lettera presentata all’arcivescovato di Mendoza, ha chiesto spiegazioni su quali sono state le misure che ha preso la Chiesa rispetto ai preti e lavoratori dell’Istituto Antonio Provolo detenuti per abuso sessuale e qual è l’ assistenza che stanno prestando alle loro vittime.

Ciò che la APDH vuole sapere è quando è cominciato e a che stadio si trova il processo canonico, un’indagine parallela a quella giudiziaria contro i sacerdote imputati, ma anche in che momento l’Arcivescovato ha ricevuto una comunicazione del Vaticano informando che alcuni accusati, come Nicola Corradi, venivano già indagati per lo stesso delitto commesso nella sede italiana del Provolo durante la decade del ‘60.

Ma la APDH non solo vuole sapere qual è la situazione dei preti e lavoratori coinvolti nel caso del Provolo, un istituto religioso per sordomuti. Nello stesso scritto, diretto all’arcivescovo Carlos Franzini, la APDH domanda quanti sono i procedimenti canonici che sono stati iniziati a Mendoza e a quale stadio sono.

Nella presentazione, firmata dall’avvocato Carlos Lombardi, la APDH ha invocato il suo diritto a promuovere un’azione collettiva, protetta dalla Costituzione Nazionale e chiede spiegazioni in relazione ai due comunicati ufficiali che fino ad ora ha dato l’Arcivescovato, uno del 27 di novembre e l’altro del 2 di dicembre, nei quali si assicura l’impegno della Chiesa per investigare gli abusi ed aiutare le vittime.
“La non esistenza di spazi sicuri per i bambini, le bambine e gli adolescenti all’interno dell’istituzione che lei presiede, e organismi ecclesiastici connessi, implica un grave rischio alla loro integrità fisica e psichica, cosa che aggrava la vostra responsabilità”, dice la presentazione.

Consultato da Télam, Lombardi, un riconosciuto specialista in diritto canonico, ha assicurato che con questa richiesta di informazioni, la APDH cerca di “esercitare il controllo repubblicano ad un’istituzione come la chiesa, persona giuridica non statale, che nessuno controlla e valutare la trasparenza e veridicità dei comunicati emessi dall’Arcivescovato di Mendoza”.

Fino ad ora, sono cinque gli accusati per abusi sessuali nell’ Istituto Provolo: Nicola Corradi e Horacio Corbacho, e gli amministrativi Jorge Bordón, Armando Gómez e José Luis Ojeda.
Ad eccezione di Corradi, di 82 anni agli arresti domiciliari, tutti sono detenuti nel carcere di Boulogne Sur Mer. SI stima che le vittime potrebbero essere più di 60.

Avvocato Carlos Lombardi

Tradotto per la Rete L’ABUSO da Roberta Pietra

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