Traditi i bambini, tradito il Vangelo

Purtroppo la notizia non ha avuto il risalto dovuto: «emozione in Irlanda per la scoperta in un vecchio orfanotrofio di una fossa comune contenente i resti di centinaia di bambini. L’annuncio è arrivato da una commissione governativa che ha condotto scavi in un ex rifugio per madri nubili e i loro bambini». A gestire l’orfanatrofio le Bons Secours Sisters (le Sorelle del buon soccorso!). I bambini seppelliti sono i figli di ragazze madri segregate, dalle cattolicissime famiglie, in questi lager dove partorivano il “frutto del peccato”, di nascosto, per non urtare la sensibilità ipocrita della comunità; i bambini più fortunati venivano strappati alle mamme e dati in adozione, gli altri morivano per malattia o denutrizione e venivano sepolti in fosse comuni, senza alcuna pietà umana e religiosa.

Quanto siamo lontani dalle parole del Vangelo che propongono i bambini come modelli di vita per ogni cristiano: «se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli» (Marco 10, 14)! E quanto siamo lontani dal rispetto verso i bambini che queste parole presuppongono: bambini considerati “frutto di peccato”, resi schiavi, sfruttati, non rispettati nei loro diritti, bambini fatti oggetto di attenzioni e di violenze sessuali da parte di adulti. Purtroppo il versetto del Vangelo «ai bambini appartiene il Regno dei cieli», è una parola tradita doppiamente da chi quella Parola è chiamato ad annunziare e testimoniare, dai “pedofili in abito talare” che, approfittando del proprio ruolo all’interno delle parrocchie, dei seminari, delle scuole, degli orfanatrofi, usano violenza proprio contro i bambini “legittimi proprietari” del Regno di Dio.

Non trovo parole sufficienti per dire lo sdegno di fronte a tanta bruttura; anche se, in ritardo, la Chiesa irlandese ha cominciato a collaborare con le autorità. Come resto senza parole per il modo con cui il Vaticano da anni cerca di risolvere il problema della pedofilia nel clero, senza riuscirci!

A chi in Vaticano è passato per la mente che i preti pedofili sono anche e comunque vittime – e dico questo non per giustificarli – di violenze fisiche, psicologiche e “formative”? Non sono un esperto – semmai un testimone, visto che sono entrato in seminario a 11 anni! – ma non credo di essere l’unico a pensare che il problema pedofilia si debba cominciare ad affrontare a partire dalla formazione nei seminari, che dovrebbero essere luoghi dove si cresce armonicamente e serenamente in un contesto e in un ambiente normali. Per cominciare andrebbero totalmente aboliti i seminari minori, i problemi iniziano anche da lì. Bisognerebbe intervenire sul “disprezzo” per la sessualità che spesso è diffuso tra il clero, e dunque sul seminario, luogo nel quale questo “disprezzo” nasce e si sviluppa. Tutto il cammino formativo dei seminari tende a “congelare” la sessualità, e se in seguito non si recupera un rapporto sereno con il proprio corpo, con la propria sessualità, si rischia di diventare adulti con una sessualità malata o, nel migliore dei casi, adolescenziale. Un clero così formato produce laici ipocriti, bacchettoni e disumani come i genitori irlandesi che si vergognavano delle figlie nubili incinte, le affidavano alle Bons Secours Sisters (altro prodotto di quella “formazione”) e chiudevano gli occhi sulle angherie subite dalle figlie e sulle morti dei nipoti. Tristi vicende come quelle irlandesi, per fortuna, non potranno ripetersi. Invece, non credo sia sparita del tutto la mentalità e la “cultura” che tanto orrore e tanta omertà hanno prodotto. Temo che nemmeno nella Chiesa di papa Francesco cambierà granché: i preti pedofili, “vittime”, continueranno indisturbati a fare vittime tra i bambini, semmai cercheranno di farlo con molta più attenzione; sicuramente alcuni tra questi preti pagheranno ma, sono pronto a scommetterci, pagheranno i preti pedofili più sfigati, mai i “potenti”, per molti dei quali la talvolta supina magistratura italiana, oltre a quella vaticana, concede corsie privilegiate. Credo che tutti, forse, dovremmo ripartire dai bambini, proposti da Gesù come modelli: sinceri, testardi, disinteressati, innocenti, puri e… senza potere!

http://www.adista.it/articolo/57151